<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390</id><updated>2011-12-26T22:55:12.066-08:00</updated><title type='text'>generazione60</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>53</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-2268740252751280859</id><published>2011-12-26T22:54:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T22:55:12.074-08:00</updated><title type='text'>PESSIMISMO NELLA SANITA' PUGLIESE</title><content type='html'>Ho ricevuto questa lettera da un medico della sanità pubblica alle soglie della pensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio innanzitutto ringraziarti ancora per avermi fatto recapitare in ospedale il tuo libro (La Sanità Malata, Viaggio nella Puglia di Vendola, 2008 Glocaleditrice ndr), che ho letto subito con interesse. Ero ricoverato dal giorno prima per una frattura.&lt;br /&gt;Condivido molto di ciò che scrivi, quasi tutto. Non il tuo velato ottimismo sulle possibilità di recupero della nostra sanità. Sono convinto, infatti, che ci sia un peccato originale che non prevede ammenda. La Bindi ha fatto una riforma (che sostanzialmente riproponeva quella di De Lorenzo, mala scopiazzatura del sistema sanitario americano) che, con la "privatizzazione" della gestione  sanitaria pubblica, pretendeva di ottimizzare le risorse e rendere più efficiente il sitema, ventilando incentivi e disincentivi, responsabilità e valorizzazione delle competenze:il che non ha mai funzionato. Nè poteva essere altrimenti.&lt;br /&gt;In un sistema privato vero, infatti, c'è chi mette un capitale e un rischiodi perderlo. A tutela dell'uno e dell'altro, sceglie i suoi collaboratori per le capacità che hanno. Ognuno si assume le responsabilità che gli competono. Chi sbaglia paga e chi non è capace se ne va.&lt;br /&gt;La nostra riforma sanitaria spartitocratica è, invece, un vero e proprio sistema feudale nel quale il politico (Presidente-Assessore) nomina a propria assoluta discrezione i Direttori Generali, che nominano (sempre a propria discrezione) gli altri dirigenti generali, e così proseguendo fino alla base della piramide. Esisterebbe, in teoria, solo una responsabilità politica (da ridere in un Paese di irresponsabili corrotti che quando si è sull'orlo dell'abisso delegano l'emergenza a tecnici). Chi sbaglia non paga. Paga tutto il cittadino, tre volte: la mancata risposta ai propri bisogni, il dover risolverli emigrando o rivolgendosi al privato, e infine dovendo ripianare il deficit che questa fabbrica di inefficienza ha creato.&lt;br /&gt;Si è selezionata di conseguenza, purtroppo non solo nella sanità, una classe una classe dirigente di yes-men, servi sciocchi, che più sono tali più vengono premiati. Questo rende impossibile un futuro miglioramento della nostra sanità pubblica. Sono quindi molto pessimista per il prossimo futuro .&lt;br /&gt;Per essa ho lavorato tutta la mia vita e oggi mi trovo nella paradossale situazione di dovermene andare. Se non avessi fatto domanda di pensione (di cui effettivamente usufruirò fra 1 anno) mi avrebbero punito decurtandola invece di incrementarla, magari con 50 anni di contributi. Ma la cosa più importante è che la mia sala parto e la sala travaglio sono camere di degenza adatatte impropriamente all'uso; da 8 anni ci sono lavori in corso nell'ospedale, e della ristrutturazione del mio reparto non si profila nemmeno l'inizio, mi mancano medici, infermieri ecc.ecc..&lt;br /&gt;Ma mi rincuora che nel nostro mestiere se uno è Medico veramente, in qualche modo trova la possibilità di lavorare bene e utilmente. Io dovrò continuare a lavorare nelle condizioni che mi sono date per un altro anno, poi si vedrà!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-2268740252751280859?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/2268740252751280859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/12/pessimismo-nella-sanita-pugliese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2268740252751280859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2268740252751280859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/12/pessimismo-nella-sanita-pugliese.html' title='PESSIMISMO NELLA SANITA&apos; PUGLIESE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-1208962698899097682</id><published>2011-11-17T11:21:00.001-08:00</published><updated>2011-11-17T11:47:16.254-08:00</updated><title type='text'>ESCLUSIVA INTERVISTA ALL'ASSESSORE ALLA SANITA'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-meIXqE18DKQ/TsVksxa2whI/AAAAAAAAAIE/tXuk4LFmxTY/s1600/DSC_0424.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-meIXqE18DKQ/TsVksxa2whI/AAAAAAAAAIE/tXuk4LFmxTY/s200/DSC_0424.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676053625713377810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Siamo andati a trovare l'Assessore alla Sanità di Partenia. Pensavamo di aver capito che ci avrebbe ricevuto in assessorato. Arrivati negli uffici abbiamo, invece, trovato dappertutto gruppi di lavoro composti da infermieri , tecnici, medici e qualche amministrativo. “L'Assessore non c'è, è nella sua azienda agricola, viene un giorno la settimana per adottare gli atti preparati dalle varie commissioni”.&lt;br /&gt;Un po' sorpresi abbiamo raggiunto l'Assessore nella sua proprietà fuori città, una masseria del '700. Un dipendente ci ha accompagnato nel capannone dove si fa il vino. Tra poco infatti arriva sulle tavole il vino novello.&lt;br /&gt;“Benvenuti, un bicchiere di vino novello?”&lt;br /&gt;“Perchè no!” e giù un negroamaro-malvasia in un bicchiere di terracotta.&lt;br /&gt;“Allora, cosa volete sapere da questo povero Assessore?”&lt;br /&gt;“Povero? Non sembra povero!”&lt;br /&gt;“Intendo povero perchè ogni giorno gli piovono addosso critiche come se tutto ciò che va storto dipendesse da lui”&lt;br /&gt;“Guardi, non siamo venuti per angustiarla. In fondo sono anni che ogni giorno possiamo leggere le sue dichiarazioni e le sue interviste. Ormai la consigliatura è alla fine e ci piacerebbe sapere se c'è una sola realizzazione del suo mandato di cui si sente di parlare con soddisfazione”&lt;br /&gt;L'Assessore ci pensa un po', manda giù un altro sorso di novello e si aggiusta il cappello di vimini.&lt;br /&gt;“Le dico la verità, non sono riuscito a migliorare la simpatia dei concittadini per la nostra medicina. E lo sa perchè?”&lt;br /&gt;“Perchè?”&lt;br /&gt;“Perchè non siamo capaci di appassionare ai malati i nostri medici?”&lt;br /&gt;“Ma non c'è proprio nulla di cui sia contento?”&lt;br /&gt;“Sì, una realizzazione di cui sono orgoglioso c'è. Una sperimentazione. Visto che c'erano tanti lacci e lacciuoli soprattutto nei contratti di lavoro, ho proposto un esperimento”&lt;br /&gt;“Quale?”&lt;br /&gt;“Nel paese di Filopato ci sono tre edifici, molto vicini tra loro: un ospedale, un poliambulatorio ed un hospice”&lt;br /&gt;“Perchè ne è orgoglioso?”&lt;br /&gt;“Abbiamo chiesto ai medici che volevano lavorare in questo esperimento di rinunciare alla libera professione di qualsiasi tipo. In cambio assicuriamo periodi di formazione in centri di riferimento e  l'acquisto di tecnologia di provata efficacia. “&lt;br /&gt;“E quanti medici hanno risposto alla chiamata?”&lt;br /&gt;“Molti, soprattutto giovani. Inoltre il governo delle tre strutture è stato affidata ad un consiglio elettivo formato da sanitari che dura in carica tre anni e viene supportato da giuristi, economisti, sociologi, psicologi, informatici, statistici, ingegneri, ma solo supportato.”&lt;br /&gt;“Che vuol dire “solo”?”&lt;br /&gt;“Che a decidere sono i sanitari. Per ogni decisione particolare, come l'acquisto di una nuova apparecchiatura ad esempio,  si costituisce una commissione che valuta tutti i 'pro' ed i 'contro' ed alla fine decide, soprattutto in base alla provata efficacia e non alla moda.”&lt;br /&gt; “Un'altra condizione che abbiamo posto per partecipare all'esperimento è che né i sanitari né la struttura accettino sponsorizzazioni da industrie farmaceutiche e biomediche. Libri e convegni li paga il consiglio dei sanitari. E si è visto che conviene. Inoltre l'informazione scientifica industriale non è ammessa se non in contraddittorio con i farmacisti della struttura”&lt;br /&gt;“E negli altri due edifici?”&lt;br /&gt;“In uno ci sono i poliambulatori per i medici di medicina generale e gli specialisti, il dipartimento di prevenzione. Tutti i medici sono dipendenti. Gli specialisti sono gli stessi dell'ospedale. Una regola fondamentale è la multidisciplinarietà”&lt;br /&gt;“Cosa significa in concreto?”&lt;br /&gt;“Ogni medico non chiede un esame o un consulto di un altro medico che poi il paziente andrà a ricercarsi. Il primo medico che incontra il malato si fa carico di discutere il caso con gli altri specialisti e questi di eseguire personalmente ulteriori esami. Non esiste la possibilità per il paziente di prenotare da sé un esame ed abbiamo abolito il centro di prenotazione e le ricette. Ogni cittadino di Filopato ha una tessera personale che permette al medico di consultare tutti gli esami ed i ricoveri. Ogni medico scrive sul suo tablet i referti che vengono archiviati elettronicamente nella cartella personale contenuta in un grande server generale. “&lt;br /&gt;“E nel  terzo edificio?”&lt;br /&gt;“L'Hospice”&lt;br /&gt;“Per i malati oncologici?”&lt;br /&gt;“Non solo, per tutti i malati che non guariranno affetti da qualsiasi malattia. Le equipe sanitaria gestisce anche i pazienti a casa e li accompagna nel poliambulatorio o nell'ospedale a seconda delle esigenze di accesso. Anche qui il malato non deve preoccuparsi di prenotare e  contattare altri specialisti”&lt;br /&gt;“Cosa si aspetta da questa esperimento?”&lt;br /&gt;“Un maggior gradimento da parte del cittadino ed un corpo sanitario soddisfatto e dedicato”&lt;br /&gt;“Pensa che l'esperimento riuscirà?”&lt;br /&gt;“Abbiamo già segnali positivi. Non si fanno esami inutili, non ci sono liste di attesa perchè se l'esame è necessario si esegue subito. I cittadini di Filopato non vanno più a curarsi fuori. Quello che si recupera dalla migrazione sanitaria si reinveste nell'ospedale. I sanitari sono contenti e soprattutto gli ammalati”&lt;br /&gt;Viene verso di noi una ragazza con un vassoio pieno di friselline condite con olio, pomodoro e origano ed una coppa di castagne arrostite. Una buona base per un altro po' di novello.&lt;br /&gt;“Ma Assessore, perchè hanno scelto un agricoltore per la sanità?”&lt;br /&gt;“Perchè l'Assessore non si occupa di soluzioni tecniche, né di primariati né di tecnologie, sono scelte dei sanitari. E poi perchè se fosse un sanitario, potrebbe imporre una sua visione o fare gli interessi di una parte  della sua categoria. Il governo di Partenia dà indicazioni politiche: vogliamo un sistema dedicato, accessibile, aggiornato in base alle evidenze, informatizzato. Poi il resto lo fanno gli operatori”&lt;br /&gt;Ci salutiamo, salutiamo tutti gli operai presenti nel capannone. L'Assessore ci accompagna all'uscita.&lt;br /&gt;“Un'ultima domanda, mi scusi, ma il governo di Partenia è un governo di destra o di sinistra?”&lt;br /&gt;L'Assessore ci pensa un po', sistema il cappello sulla testa: “Destra, sinistra? - un po' smarrito – E' un governo “intelligente”“&lt;br /&gt;Una stretta di mano e la masseria è alle nostre spalle. Lo sterrato alza la polvere dietro la nosta auto. La masseria non si vede più. &lt;br /&gt;Sento toccarmi un braccio. É il mio cameramen:  “Sveglia, Carlo, siamo arrivati a Bari”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-1208962698899097682?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/1208962698899097682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/11/esclusiva-intervista-allassessore-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1208962698899097682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1208962698899097682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/11/esclusiva-intervista-allassessore-alla.html' title='ESCLUSIVA INTERVISTA ALL&apos;ASSESSORE ALLA SANITA&apos;'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-meIXqE18DKQ/TsVksxa2whI/AAAAAAAAAIE/tXuk4LFmxTY/s72-c/DSC_0424.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7974112808091565099</id><published>2011-11-03T02:19:00.000-07:00</published><updated>2011-11-16T10:57:57.039-08:00</updated><title type='text'>“Le necessità del malato vengono prima di tutto”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-B0f-5Nwy8AA/TrJeV0NFu-I/AAAAAAAAAHU/V4FmlHbjAaQ/s1600/DSC_3649.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-B0f-5Nwy8AA/TrJeV0NFu-I/AAAAAAAAAHU/V4FmlHbjAaQ/s200/DSC_3649.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670698609696685026" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La sanità pugliese vive in questi tempi una delle stagioni forse più oscure della sua storia recente. Sarebbe facile utilizzare questa condizione pregonica per attribuire colpe alle parti politiche, professionali e sindacali coinvolte. Si tratterebbe di un esercizio utile se fosse finalizzato a proporre  soluzioni radicali, ma se deve ridursi a schermaglie sul teatrino della politica, è già così ampiamente e inutilmente praticato da non costituire una novità.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Disgustato dalle cronache giudiziarie e politiche di questi mesi ho trovato grande sollievo in una lettura occasionale rinvenuta nel mettere in ordine la mia biblioteca. La lettura era tratta da un libretto, anch'esso occasionalmente acquistato più di dieci anni fa nell’edicola di una stazione ferroviaria, una raccolta di articoli giornalistici su storie di medici americani. Tutte molto interessanti. Ma ve ne è stata una che mi ha colpito particolarmente. Raccontava l’attività di una dottoressa alle prese con un suo paziente all’interno di una delle più importanti istituzioni mediche di quel paese e forse del mondo, la Mayo Clinic. Una catena di ospedali ed altre strutture sanitarie in cui ogni americano, alla bisogna, desidererebbe essere curato. Una particolare organizzazione a cui anche le assicurazioni americane preferirebbero, se fosse mai possibile, rimborsare le cure di tutti i loro assistiti in ragione del fatto che, ancorché lì siano disponibili le più avanzate e le più costose tecnologie biomediche, le cure costano al consumatore  circa la metà dei rimborsi per analoghe malattie in altri ospedali privati. Saranno presi da stupore i liberisti di ogni latitudine nell’apprendere che si stia parlando di una struttura privata il cui prodotto finale ha un prezzo più basso di quello di mercato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma quel che mi ha colpito di più sono tre regole su cui si fonda il funzionamento dell’ospedale. La prima è il contratto di lavoro dipendente puro dei suoi medici. Stipendio competitivo, formazione garantita, standard di lavoro top level, senza libera professione, senza incentivi sul numero di prestazioni. Ciò vuol dire un corpo sanitario dedicato e leale. La seconda è la multidisciplinarietà. Il medico non manda ma accompagna il suo paziente dall’altro specialista di cui abbisogna. Questo è il segreto del minor costo delle prestazioni: quando i medici si parlano non si prescrivono esami inutili, costosi e a volte dannosi. La terza è il governo dei sanitari. Le strutture sono governate da gruppi permanenti di sanitari e non da amministrativi i quali sono invece di prezioso supporto alle decisioni dei sanitari.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Infine il motto che campeggia nella pagina della mission dell’organizzazione “Le necessità del paziente vengono prima di tutto”. Basterebbe vivere questo motto e rendere operative le tre regole della Mayo Clinic per uscire dal pantano. Se non in tutta la regione, almeno in qualche modello. Il troppo tempo perso inutilmente non fa però ben sperare. Forse un’alleanza tra operatori e malati che credono possibile un simile modello anche in Italia ed in Puglia potrebbe scuotere dal basso l’elefante malato. La chiamerei “Amici degli ammalati”. Non più siti ASL pieni di informazioni burocratiche che interessano solo operatori e fornitori ma informazioni per problemi da risolvere. Non più tribunali o sindacati del malato ma “Amici”.&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7974112808091565099?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7974112808091565099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/11/le-necessita-del-malato-vengono-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7974112808091565099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7974112808091565099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/11/le-necessita-del-malato-vengono-prima.html' title='“Le necessità del malato vengono prima di tutto”'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-B0f-5Nwy8AA/TrJeV0NFu-I/AAAAAAAAAHU/V4FmlHbjAaQ/s72-c/DSC_3649.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5983391107055714563</id><published>2011-10-22T11:08:00.001-07:00</published><updated>2011-10-22T11:13:03.775-07:00</updated><title type='text'>BOBO APRILE E QUELLI CHE NON SE LA BEVONO PIU'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-uHo_B4EcmZw/TqMHMULqcfI/AAAAAAAAAG8/uJ3jGlcTC-c/s1600/birzeit.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uHo_B4EcmZw/TqMHMULqcfI/AAAAAAAAAG8/uJ3jGlcTC-c/s200/birzeit.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666380664319668722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;meta name="Titolo" content=""&gt; &lt;meta name="Parole chiave" content=""&gt; &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt; &lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt; &lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt; &lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt; &lt;link rel="File-List" href="file://localhost/Users/mautom60/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt; &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:documentproperties&gt;   &lt;o:template&gt;Normal&lt;/o:Template&gt;   &lt;o:revision&gt;0&lt;/o:Revision&gt;   &lt;o:totaltime&gt;0&lt;/o:TotalTime&gt;   &lt;o:pages&gt;1&lt;/o:Pages&gt;   &lt;o:words&gt;481&lt;/o:Words&gt;   &lt;o:characters&gt;2745&lt;/o:Characters&gt; 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Dopo una settimana lo stesso magistrato che aveva ratificato gli arresti domiciliari chiesti dalla Procura della Repubblica su denuncia della Digos, e non il Tribunale del Riesame, ha rimesso in libertà i diciotto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In questa settimana sono state decine e decine le prese di posizione di associazioni, sindacati e persino del prudentissimo Arcivescovo che si dicevano sorprese dal fatto che una protesta sindacale potesse essersi tramutata in atti criminosi. Una parte della società brindisina&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ha in sostanza detto che Bobo ed i suoi compagni non erano avvertiti come un pericolo. E questo sicuramente ha avuto il suo bel peso morale sulla successiva scarcerazione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In una città martoriata dalla disoccupazione e dalla emigrazione lavorativa, giovanile ed anche sanitaria, colpire con l’arresto disoccupati che chiedono lavoro non è stato tollerato da una parte non piccola della stessa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Certo, molti benpensanti avranno gioito. Il tintinnio di manette fa piacere a quanti non vogliono fastidi. “Cosa vogliono questi disoccupati, protestano anche? Si arrangino, si adeguino al lavoro nero, non alzino la testa, gentaglia!”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Francamente mi sarei aspettato qualcosa di più dai sindacati, per la verità tutti intervenuti ad esprimere preoccupazione per la scontata interpretazione repressiva nei riguardi della protesta sociale, sempre più frequente, spontanea e disperata in questi ultimi tempi in cui il capitalismo non riesce a garantire le promesse di falso benessere per tutti, garantite per anni attraverso la spesa sociale. Mi sarei aspettato un’ora di sciopero in tutti i settori. Ma forse è troppa speranza o troppo poca repressione ancora. Vedremo fino a che punto si arriverà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Certo i disoccupati ci sono sempre stati e sono serviti a certa politica per costruire la sua fortuna attraverso il clientelismo e l’asservimento. Questa è la maggiore colpa di Bobo, quella di far prendere coscienza che il lavoro è un diritto che non si scambia con la dignità. Far prendere coscienza è un’operazione pericolosa che viene fatta pagare duramente dai poteri forti. E Bobo a Brindisi ha fatto sempre questo: far prendere coscienza dei loro diritti a quelli che sono considerati “gentaglia”. Sempre dalla stessa parte, con visione lucida delle forze in campo. Chi da una parte approfitta della collettività per arricchirsi e chi dall’altra si accontenta delle briciole, finché ci sono state. Ma la partita sta diventando difficile ed i poteri forti che controllano la città nei centri di comando avvertano che la gente comune comincia a capire e a prendere coscienza che la torta va divisa equamente. Dal lavoro, all’ambiente, all’energia, alla salute non bastano più le kermesse degli scienziati a servizio dei potenti. Molti guadano la medicina, l’economia, la politica e la religione trasformate in spettacolo, applaudono anche ma restano perplessi, vedono i profitti ed i privilegi degli attori e dei loro amici&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e non credono più tanto alle loro parole ricercate che cercano di mantenere tutti buoni e zitti.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;foto: studenti all'Università di Birzeit (Palestina)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5983391107055714563?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5983391107055714563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/10/bobo-aprile-e-quelli-che-non-se-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5983391107055714563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5983391107055714563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/10/bobo-aprile-e-quelli-che-non-se-la.html' title='BOBO APRILE E QUELLI CHE NON SE LA BEVONO PIU&apos;'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-uHo_B4EcmZw/TqMHMULqcfI/AAAAAAAAAG8/uJ3jGlcTC-c/s72-c/birzeit.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-3888244071028016148</id><published>2011-08-05T10:36:00.000-07:00</published><updated>2011-08-05T10:40:49.916-07:00</updated><title type='text'>SAN RAFFAELE, ORA PRO NOBIS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-fZPJgWK2SdQ/TjwrCqoVcgI/AAAAAAAAAG0/rnW_lMg4NuY/s1600/raffaele.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 157px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-fZPJgWK2SdQ/TjwrCqoVcgI/AAAAAAAAAG0/rnW_lMg4NuY/s200/raffaele.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637428158364217858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vendola è politico troppo esperto e conoscitore dell’animo umano troppo profondo per non aver ponderato tutti gli effetti collaterali della sua battaglia per l’ospedale privato-pubblico a Taranto. Quel che sarà il San Raffaele del Mediterraneo nel 2016 ed oltre, dio solo lo sa. Quel che più conta, a mio parere, soprattutto è la simbologia che il dibattito sta generando.&lt;br /&gt;Vendola sa bene che i pugliesi non si fidano di buona parte del servizio sanitario locale, così come non si fidano dell’università, dei politici, delle istituzioni e delle agenzie locali. Egli stesso credo  viva come un tradimento ed un fallimento le vicende giudiziarie e la permanente arretratezza della sanità pugliese sotto il suo governatorato tanto da definirla “bubbone” e “casinò” in una deposizione del 2009. Il cavallo di Troia per la presa del palazzo nel 2005, la sanità appunto, si è trasformata in minaccia del mito e del consenso. Ecco allora il simbolo della buona sanità, una meta dei pellegrinaggi della speranza che si trasferisce, come su un tappeto volante, addirittura a Taranto, la città più inquinata e malata. Niente da dire, un colpo da maestro.&lt;br /&gt;Ma appresso al primo simbolo se ne generano altri. L’abbraccio benedicente con il Vaticano, neopadrone del San Raffaele, il cui viatico serve, come quello degli USA e dei filoisraeliani, per governare in Italia. E la chiesa è un problema di non poco conto per la missione nazionale di Vendola. Egli è consapevole che non vedremo cambiare nel corso delle nostre vite, la parte più violenta ed emarginante delle attuali leggi morali della religione cattolica, ma sa bene che sarà sicuramente apprezzata la sua buona disposizione verso quelle “opere di carità” che sono gli ospedali cattolici.&lt;br /&gt;L’incubatore mediatico genera anche il simbolo della fine della baresità. La “prima” università medica d’Italia (e a che posto è scesa quella “barensis”?) sbarca in Puglia e non a Bari. È l’inizio di una Puglia bicentrica? Sicuramente Vendola ha ponderato la reazione, silenziosa e long acting, dei dinosauri dell’accademia. Ha ancora viva la caduta di Fitto per l’oltraggio agli interessi di certa classe medica. E la concretezza di questo simbolo, chiamiamolo, della baresità ferita, è tanto palpabile che il Sindaco di Bari è scattato come una molla e con lui buona parte del PD barese. Questa infatti non dovrebbe scandalizzarsi per il fatto che si danno soldi pubblici ad un privato perché li gestisca. È stato già fatto in Puglia e con il suo consenso, non può essere questa, allora, la ragione della veemente reazione.&lt;br /&gt;Ma c’è ancora un altro simbolo che si genera, anzi si rinforza. Il mantra continuamente ripetuto, in opere ed omissioni, che la sanità pubblica sia ormai irrecuperabile. Tanti soldi pubblici che non producono quanto potrebbero. Un pachiderma alimentato con denaro collettivo che non si piega al suo compito pubblico. Gli alfieri, buffi e retrogradi, di questo compito, fedeli alla missione pubblica del servizio sanitario, si aggirano illusi in strutture dove molti pensano solo all’interesse privato. Come i soldati giapponesi che dopo la fine della seconda guerra mondiale si rifugiarono per decenni nelle isole deserte in attesa degli americani.&lt;br /&gt;L’arcangelo Raffaele, il dolce accompagnatore di Tobia e guaritore della sua cecità, si sentirà invocato in questi giorni, ma, dopo una breve visita in volata, capirà che il suo ospedale nascerà accanto alle macerie degli altri e non so se è proprio quello che desidera sebbene i porporati, che si considerano suoi amici, se la ridano contenti.&lt;br /&gt;Le sento già le critiche dei miei amici per questa lettura disillusa, senza passione e quasi esangue. Le capisco, mi dispiace. Ma il nostro sangue non è più qui, è con i nostri figli e con tutti i giovani che hanno deciso di non stare più tra le macerie.&lt;br /&gt;San Raffaele, ora pro nobis.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-3888244071028016148?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/3888244071028016148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/08/san-raffaele-ora-pro-nobis.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3888244071028016148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3888244071028016148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/08/san-raffaele-ora-pro-nobis.html' title='SAN RAFFAELE, ORA PRO NOBIS'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-fZPJgWK2SdQ/TjwrCqoVcgI/AAAAAAAAAG0/rnW_lMg4NuY/s72-c/raffaele.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-2936946554972261279</id><published>2011-07-01T02:25:00.000-07:00</published><updated>2011-07-01T03:32:37.621-07:00</updated><title type='text'>LA COMUNICAZIONE PROFONDA COME IL MODO DI ESSERE DELLA SANITA'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-w59Ii5q1NDo/Tg2cU93kSVI/AAAAAAAAAGM/bi2VlPVqg1A/s1600/copj170.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 141px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-w59Ii5q1NDo/Tg2cU93kSVI/AAAAAAAAAGM/bi2VlPVqg1A/s200/copj170.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624323393674561874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando mi è giunto tra le mani il libro di Francesco Calamo Specchia (&lt;i&gt;Comunicazione profonda in Sanità. Senso, verità, desiderio, Maggioli Ed 2011, pp 323, €29,00&lt;/i&gt;) ho pensato si trattasse di un altro libro sulle tecniche di comunicazione applicate al mondo sanitario. Presto ho dovuto ricredermi perchè si tratta di un libro “altro” rispetto alla diffusissima manualistica sul tema. Non spiega infatti come fare comunicazione ma come essere comunicativi e, in definitiva, come essere e basta, come vivere la missione di professionista in soccorso del malato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Calamo Specchia è professore associato di Igiene all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma dove insegna Organizzazione e Programmazione dei Servizi Sanitari. Ostunese di nascita, trascorre nella nostra terra  molto del tempo in cui non è impegnato in università o nelle attività di formazione in giro per l'Italia, approfondendo il suo ormai ventennale argomento di studio, la comunicazione in sanità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un libro opportuno e tempestivo nella Puglia (l'Italia) dalla sanità malata, criticata, insoddisfacente alla quale continuano a proporsi risposte provvidenziali e tecnocratiche. Perchè la comunicazione è l'essenza stessa di una organizzazione a servizio della salute e quindi “non si definisce ma si fa”. “Non la capacità di maneggiare strumenti (come qualche chierico cerca di far credere, ndr) ma saper rispondere ad una domanda di senso”.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutti i soggetti dell'organizzazione operano  comunicando e comunicano perchè (se) operano, altrimenti non fanno il loro lavoro finalizzato alla salute, fanno altro anche se credono di comunicare. Forse a volte faranno propaganda o slogans. La comunicazione si fa in due, non da un io a un tu, ma da “un membro del noi ad un altro”. Ma le nostre ASL si preoccupano di fare sentire un “noi” quello che chiamiamo utente? Quanto si adoperano i custodi del servizio sanitario  per fornire una immagine gradevole, amichevole, disponibile verso i cittadini? Solo in una relazione di reciproco riconoscimento, di simpatia, di attrazione si situa la comunicazione profonda a cui è dedicato il libro. “La ASL non deve modificare secondo i propri obiettivi l'atteggiamento degli acquirenti utilizzando seduzioni percettive ma deve utilizzare seduzioni percettive per favorire l'apertura di una relazione comunicativa profonda”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Calamo Specchia mette in guardia dai pericoli provenienti da “Aziendalia” e dal &lt;i&gt;Globish &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;dei tecnocrati esperti di efficienza, esalta il tempo (molto) necessario per una relazione profonda, richiama il ruolo di tutti nella comunicazione vera, dal Capo all'Operatore Socio-Sanitario, anche (soprattutto) di quello impegnato a sostenere lo stipite del bagno che alla richiesta di un bicchier d'acqua da parte di un malato barellato (il nostro autore in un pronto soccorso) risponde “non sono di questo reparto”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"&gt;Se è tutta l'organizzazione che deve saper comunicare in maniera profonda e non qualche suo operatore, alcuni ruoli che in questi anni sono stati invocati quando assenti ed esaltati quando presenti quali  modelli di comunicazione, ricevono da questa analisi un duro e consequenziale colpo: il Tribunale per i diritti del Malato e gli URP.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Al di là di suoi intenti e delle sue attività, “tribunale” - le parole sono pietre!- è un termine che richiama inevitabilmente alla mente un contesto di grave conflittualità... presuppone “in sè” necessariamente che i diritti siano abitualmente e dolosamente conculcati; e più che alla partecipazione dei cittadini ad un intervento pubblico, fa pensare alla lotta delle associazioni dei consumatori contro le aziende private truffaldine...”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.07cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;L'esistenza di un apposito ufficio per la relazione fa intendere che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;relazione possa essere comunque una questione riservata a specialisti  “&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;mentre servono strutture attive come metaforici laboratori di scrittura comune con pazienti, parenti, utenti di “manuali di montaggio” dei servizi, più che non come distributori di istruzioni per l’uso preconfezionate”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.07cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Una forte strategia di promozione non strumentale che in un servizio pubblico non può che essere fondata su un rilancio appunto dell’essere pubblico del servizio; come quella centralità delle esigenze del cittadino (e non dei servizi) nell’accoglienza diffusa che gli viene riservata nei servizi stessi, e quella necessità di un riferimento costante ai pareri e agli orientamenti degli utenti e della popolazione generale nella programmazione e valutazione degli interventi, che devono essere garantite dall’azione dei dirigenti sanitari.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.07cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Insomma un libro impegnativo, non divulgativo, che parla al cuore ed alla mente di quanti credono ancora che valga la pena battersi per difendere la funzione pubblica del servizio sanitario dalla deriva mercantile e corporativistica che lo minaccia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0.07cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Utenti online" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;p style="margin-right: 0.07cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-2936946554972261279?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/2936946554972261279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/07/la-comunicazione-profonda-come-il-modo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2936946554972261279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2936946554972261279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/07/la-comunicazione-profonda-come-il-modo.html' title='LA COMUNICAZIONE PROFONDA COME IL MODO DI ESSERE DELLA SANITA&apos;'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-w59Ii5q1NDo/Tg2cU93kSVI/AAAAAAAAAGM/bi2VlPVqg1A/s72-c/copj170.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-612096076756541100</id><published>2011-06-20T00:17:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T00:21:57.502-07:00</updated><title type='text'>Dieci anni di sanità in Puglia</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="CENTER"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="CENTER"&gt;&lt;strong&gt;19 maggio 2011 Brindisi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="CENTER"&gt;di Emilio Gianicolo&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;È arduo il compito di mostrare in poche righe punti di forza e punti di debolezza di un sistema sanitario in confronto ai sistemi sanitari di altre regioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Il compito è difficile per almeno due motivi:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;un sistema sanitario è composto di persone, da strumentazioni, da edifici, da ospedali, da relazioni tra persone, da relazioni tra operatori sanitari e tra gli operatori e i pazienti.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-left: 1.27cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;È un sistema composto di interessi generali e di interessi di parte e di tanto altro ancora.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-left: 1.27cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;È un sistema estremamente complesso e, in quanto tale, complesso il compito di trovare una chiave di lettura, indicatori che diano l’idea di come evolve o involve, di come progredisce o di come regredisce.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-left: 1.27cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Ma il compito è difficile anche per un altro motivo. È più interessante per l’amministratore, per il politico, per i tecnici, per noi cittadini, sapere come è cambiata (se è cambiata) la sanità pugliese o capire se e come è cambiato lo stato di salute di noi pugliesi?&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-left: 1.27cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;La domanda dunque è: guardare alla sanità, o guardare alla salute?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-left: 1.27cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Certamente la salute dipende anche dalla qualità dell’assistenza sanitaria, ma questo non è che un aspetto, secondo alcuni nemmeno il principale, che influenza la nostra salute.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Si pensi ad altri aspetti quali il disagio economico e sociale. Quanto, per esempio, lo stato di salute di una persona è influenzato dalla condizione di disoccupazione?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Sappiamo (fonte ISTAT) che il 5,1% delle famiglie Italiane (quasi un milione e 300 mila famiglie), ha almeno un componente che, pur avendo necessità di prestazioni specialistiche vi rinuncia per motivi economici e che tale percentuale sale al 9,3% per le prestazioni odontoiatriche; sono infatti oltre 2milioni e 200mila le famiglie che non possono permettersi una visita dal dentista.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;E quanto la salubrità dell’ambiente di vita e di lavoro influenza la nostra salute?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;E quanto una corretta o non corretta gestione del ciclo dei rifiuti ha effetto sul stato di salute?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Ed allora una politica della salute è la sintesi di diverse politiche:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Certamente  di una politica sanitaria, dell’assistenza sanitaria;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;ma  anche di una politica ambientale orientata alla salute;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;di  una politica del lavoro orientata alla salute;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;di  una politica dei rifiuti orientata alla salute.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;Il piano di rientro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Il piano nasce dalla necessità che la Regione ha avuto di riorganizzare i servizi sanitari per ridurre i costi. Tutto ciò a causa dello “sforamento” del patto di stabilità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;em&gt;Che cos’è il patto di stabilità?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;È un patto tra i paesi dell’aerea dell’euro di contenere le spese della pubblica amministrazione al di sotto di certi parametri. Ovviamente, a cascata, tutti gli enti locali (regioni, province comuni ecc.) devono adeguarsi a questo patto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Dal piano emergono almeno due criticità:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;la  prima riguarda le persone che vanno fuori regione per curarsi, la  cosiddetta mobilità passiva;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;la  secondo riguarda una spesa farmaceutica territoriale che è fuori  controllo;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;La mobilità passiva&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Nel 2009, i ricoveri che si riferiscono ai cittadini pugliesi sono stati 750.000.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;I ricoveri fuori regione sono sta circa 67mila e rappresentano il 9% dei ricoveri totali. Dal 2001 al 2009 la mobilità passiva è aumentata. Ossia sono aumentati – in valore assoluto e in percentuale - i ricoveri fuori regione. Erano infatti 61.100 nel 2001 (il 6,3% del totale). L’aumento è dunque di 6mila ricoveri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Perché si va fuori regione per curarsi?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Quanto si spende per curarsi fuori regione?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Alla prima domanda possiamo rispondere parzialmente. Cioè possiamo sapere per quali malattie i nostri concittadini pugliesi si ricoverano fuori regione. E troviamo alcuni elementi molto interessante.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;I tumori sono la prima causa di ricovero fuori regione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Nel 2009 ci sono stati &lt;strong&gt;68mila ricoveri&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per tumore&lt;/strong&gt;, di questi &lt;strong&gt;7.437&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;oltre il 10%&lt;/strong&gt;) sono stati fatti fuori regione, tipicamente in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Un altro dato molto interessante è che la mobilità extraregionale per ricoveri riguarda per la maggior parte (oltre il 55%) patologie a bassa complessità. Secondo gli estensori del piano, la scelta di recarsi in ospedali anche distanti - per patologie a bassa complessità - ha diverse motivazioni: la principale è sicuramente la &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;scarsa informazione del paziente&lt;/span&gt; e spesso anche degli operatori sanitari rispetto alle possibilità offerte in regione;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;segue poi la problematica delle &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;liste di attesa&lt;/span&gt; e così via.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;Quanto ci costa la mobilità passiva?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Se guardiamo al rapporto CEIS (il CEIS è il centro internazionale di studi economici dell’università Tor Vergata di Roma che ogni anno pubblica un rapporto sulla sanità italiana) vediamo che nel 2008 la Regione Puglia ha speso per la mobilità passiva 175 milioni di euro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;È un saldo, ossia la differenza tra quanto riceviamo dalle altre regioni italiane per i cittadini che scelgono di ricoverarsi in Puglia e quanto restituiamo alle altre regioni per la cura di nostri concittadini pugliesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Nel 2008 si sono spesi 175milioni di euro. Era 90 milioni, circa la metà di quanto si spende adesso, il saldo del 2001.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;I ricoveri a &lt;strong&gt;bassa complessità&lt;/strong&gt;, quelli che si potrebbero fare anche in Puglia, se i cittadini e gli operatori sanitari fossero adeguatamente informati e se le liste di attesa fossero adeguate ci costano circa &lt;strong&gt;45 milioni&lt;/strong&gt; di euro all’anno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;I ricoveri extraregionali per patologie di alta complessità costano circa 80 milioni per anno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Sarebbe molto utile che le ragioni che spingono le persone ad andare fuori regione a curarsi fossero studiate chiedendo direttamente ai pazienti i motivi che li spingono ad andare fuori regione, informandosi su chi tra familiari, amici medico di base o specialista li ha indirizzati fuori regione e analizzando i costi, anche quelli sostenuti direttamente dalle famiglie per spostamenti e soggiorni in altre regioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;La spesa farmaceutica territoriale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Un altro elemento critico che emerge dalla lettura del piano di rientro è quello che si riferisce alla spesa farmaceutica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;La Regione Puglia ha una spesa farmaceutica, in particolare quella territoriale, che è in eccesso rispetto alla media italiana. Per dare l’idea della dimensione del problema, è sufficiente sapere che ciascuno di noi pugliesi, in media, ha speso nel 2009 &lt;strong&gt;210 euro in farmaci&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;210 euro&lt;/strong&gt;.&lt;strong&gt; Un italiano in media spende 25 euro in meno. I veneti ne hanno spesi 50 in meno di noi all’anno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Una domanda da porsi è perché in Puglia si spendono così tanti soldi in farmaci? È un indicatore di cattivo stato di salute? Cioè spendiamo tanto perché stiamo peggio? O perché c’è qualcosa che non funziona.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Gli estensori del piano hanno 3 ricette – la cui efficacia sarà interessante comprendere e verificare - per risolvere il problema:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Incentivazione del ricorso ai farmaci generici;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Riorganizzazione dei ticket farmaceutici;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Individuazione delle fonti dell’aumento prescrittivo.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;Le apparecchiature tecnico-biomediche&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Un dato molto importante che è contenuto nel rapporto CEIS riguarda la presenza o meno di apparecchiature tecnico-biomediche per la diagnosi e la cura nelle strutture di ricovero e cura presenti sul territorio. La presenza di apparecchiature è considerata come un elemento cruciale per definire la qualità dell’offerta di tali strutture.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;I dati ci dicono che, ancora una volta, sono le regioni del nord quelle con la presenza maggiore di apparecchiature. La media in Italia è di 4,85 apparecchiature ogni 100mila ab. In puglia il tasso è di 4.18. Ciò che colpisce però è la frequenza con cui, nelle regioni meridionali – in particolare in Sicilia Calabria e Puglia - troviamo queste apparecchiature nelle strutture private accreditate.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Frequenza che è inferiore solo al dato di Bolzano e della Lombardia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Negli ospedali pubblici del sud, dunque, ci sono meno apparecchiature biomediche di quelle che ci sono negli ospedali pubblici del nord. È un dato questo che trova evidentemente riscontro in scelte politiche tendenti a privilegiare il privato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;Complessità&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;La non-omogeneità nella distribuzione delle apparecchiature si accompagna ad una diversa complessità dei casi trattati nelle strutture di nord, centro e sud Italia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Le Regioni caratterizzate da una casistica più complessa sono ancora quelle settentrionali: Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria alle quali si aggiunge la Toscana.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Le altre Regioni centrali si posizionano nella zona intermedia, mentre tutte le Regioni meridionali (non fa eccezione la Puglia) presentano valori nettamente inferiori.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Questo indicatore, infatti, è compreso tra 90 e 100 in Piemonte (quanto maggiore è il punteggio tanto maggiore è la complessità); e in Puglia è poco più di 20.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;Inappropriatezza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;Un altro triste primato per le regioni meridionali è, purtroppo, rappresentato dall’inappropriatezza dei ricoveri. La Toscana è la prima regione in Italia per appropriatezza dei ricoveri. La Calabria è l’ultima.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;La Puglia è quart’ultima, dietro a Sicilia, Basilicata, Abruzzo e a tutte le regioni del centro-nord.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; widows: 2; orphans: 2;" align="JUSTIFY"&gt;L’appropriatezza dei ricoveri purtroppo sembra non risiedere in Puglia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Davanti a questo quadro e per tornare al titolo di questo incontro, penso che la nostra sanità non goda di buona salute. Abbiamo visto che ci sono diverse criticità: la mobilità passiva; la spesa farmaceutica fuori controllo; una carente dotazione di apparecchiature biomediche; bassa complessità dei ricoveri ed alta inappropriatezza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Di là dalla propaganda di destra e sinistra questi sono i problemi sul tappeto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Io penso sia necessario recuperare lo spirito e i valori del servizio sanitario pubblico.&lt;br /&gt;La salute e la sanità – che è bene ribadirlo, rappresenta un determinante della salute, non l’unico, perché ad essa si accompagna, per esempio, la prevenzione primaria e cioé la garanzia di un ambiente di vita e di lavoro salubre – dovrebbero essere oggetto di riflessione politica non di strumentalizzazione elettoralistica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Ed è la riflessione sui valori che urge avviare. Una riflessione che deve cominciare dall’articolo 32 della costituzione che definisce la salute diritto fondamentale e interesse della collettività. Valori che per essere realizzati necessiterebbero di una Politica-Altra. Che, è evidente, non può essere la politica della perenne-emergenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"&gt;Allo stesso tempo penso che questo territorio, questa regione abbia le risorse intellettuali per avviare – con onesta intellettuale - questa riflessione. Ed è da qui, dall’onesta intellettuale, che bisogna cominciare questo percorso di riflessione. Oltre la contingenza. Oltre la destra e la sinistra.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-612096076756541100?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/612096076756541100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/06/dieci-anni-di-sanita-in-puglia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/612096076756541100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/612096076756541100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/06/dieci-anni-di-sanita-in-puglia.html' title='Dieci anni di sanità in Puglia'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-1024649832406683824</id><published>2011-06-03T01:14:00.000-07:00</published><updated>2011-06-03T01:16:49.049-07:00</updated><title type='text'>QUANTO CI COSTANO LE PROTESI IN ITALIA?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-8vl_Yu7R_QM/TeiYVSwpFzI/AAAAAAAAAF8/ZTgdsI1QWeA/s1600/DSCN2694.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8vl_Yu7R_QM/TeiYVSwpFzI/AAAAAAAAAF8/ZTgdsI1QWeA/s200/DSCN2694.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613904427097855794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il British Medical Journal di qualche settimana fa titolava così una breve new:”Una compagnia di impianti ortopedici paga 5 milioni di sterline per aver effettuato pagamenti per corrompere chirurghi greci”.  Si tratta della De Puy International, una controllata americana del gigante biomedico Johson&amp;amp;Johson. Il ristoro per le casse pubbliche inglesi è stato disposto dall'Ufficio Grandi Frodi, come  potremmo tradurre Serious Fraud Office, dell'Alta Corte di Londra.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“I prezzi di anche e ginocchia artificiali ed altri prodotti sono stati gonfiati per ottenere circa 4,5 milioni di sterline in tangenti, soprattutto per i chirurghi che avevano influenza nella decisione circa quale prodotto si dovesse usare nel loro ospedale o clinica. Dal 1998 al 2007 il governo greco ha pagato ad una compagnia intermediaria della De Puy circa 33,5 milioni di sterline per prodotti ortopedici. “Il prezzo di una protesi del ginocchio in Grecia era il doppio della media europea, con i contribuenti greci a pagare il conto”. Le autorità greche , da parte loro, hanno trattenuto 5,79 milioni di euro mentre le indagini sono in corso. L'ex direttore del marketing della De Puy International, “John Dougall dichiara che la pratica corruttiva di pagare tangenti o ricompense ai chirurghi ortopedici greci del servizio pubblico era endemica...I pagamenti erano generalmente giustificati come incentivi in contanti oppure come il cosiddetto 'aggiornamento professionale'. Il livello dei fondi resi disponibili per 'aggiornamento professionale' era fissato al 20% del valore del prezzoo al consumatore finale”. John Dougall è stato condannato nell'agosto 2010 a 12 mesi di carcere per aver cospirato perché si effettuassero i pagamenti illeciti, ma la pena è stata sospesa per aver cooperato con la giustizia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Richard Alderman, direttore del Seious Fraud Office ha dichiarato: “Noi abbiamo collaborato con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per trovare una soluzione che serva sia agli interessi di giustizia che al desiderio della compagnia di mettersi alle spalle l'attività illegale e andare oltre. Credo che l'ordinanza approvata dall'Alta Corte verrà illustrata alle altre compagnie in modo che vedano come il SFO lavora a stretto contatto con organizzazioni di tutto il modo per rinforzare gli standard etici, ma si vorrà anche favorire il contatto con le compagnie in modo che vengano da noi con i loro problemi per trovare le soluzioni”. Quindi una giustizia che non solo punisce anche ma corregge e previene. Molto diversa da quella a cui siamo abituati in Italia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La vicenda internazionale delle protesi è circolata poco sulla stampa italiana. La cronaca giudiziaria pugliese si è interessata di più agli aspetti politico-sessuali della tangentopoli nostrana, con i suoi addentellati romani . Ma quanto costano e sono costate le protesi nella nostra regione? Questo interesserebbe di più i contribuenti pugliesi, soprattutto in tempi di ristrettezze per la sanità regionale e di imposte addizionali come quelli che si vivono.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-1024649832406683824?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/1024649832406683824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/06/quanto-ci-costano-le-protesi-in-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1024649832406683824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1024649832406683824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/06/quanto-ci-costano-le-protesi-in-italia.html' title='QUANTO CI COSTANO LE PROTESI IN ITALIA?'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8vl_Yu7R_QM/TeiYVSwpFzI/AAAAAAAAAF8/ZTgdsI1QWeA/s72-c/DSCN2694.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5808080282931148475</id><published>2011-05-14T00:59:00.000-07:00</published><updated>2011-05-14T01:04:21.182-07:00</updated><title type='text'>ANOMALIE CONGENITE A BRINDISI. UN ALTRO PRIMATO NEGATIVO. QUANDO IL REGISTRO DELLA MALFORMAZIONI?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-32YueukfhNM/Tc43GYH9Z4I/AAAAAAAAAFw/ODMvamsN--A/s1600/DSC_0344.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-32YueukfhNM/Tc43GYH9Z4I/AAAAAAAAAFw/ODMvamsN--A/s200/DSC_0344.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5606479168817424258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 200%;" align="JUSTIFY" lang="en-GB"&gt; “Le anomalie congenite e la loro prevenzione primaria, per mezzo del controllo dei fattori di rischio ambientale, rappresentano un importante tema di salute pubblica”. Così esordisce lo studio condotto da 11 ricercatori dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce e di Pisa, del Reparto di Neonatologia del Perrino e della ASL di Brindisi (Gianicolo Emilio Antonio Luca, Bruni Antonella, Rosati Enrico, Sabina Saverio, Guarino Roberto, Pierini Anna, Padolecchia Gabriella, Leo Carlo, Vigotti MariaAngela, Andreassi MariaGrazia, Latini Giuseppe&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;) dal titolo “Anomalie congenite totali e cardiologiche a Brindisi. Un legame con l'inquinamento ambientale?” che è stato presentato in questi giorni in un congresso medico proprio nella nostra città.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 200%;" align="JUSTIFY" lang="en-GB"&gt; Si tratta di uno studio assolutamente nuovo nel panorama degli studi epidemiologici condotti in questa area e purtroppo conferma un primato negativo già riscontrato con gli altri tipi di ricerche sulla diffusione delle malattie (mortalità, incidenza tumorale) finora disponibili.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 200%;" align="JUSTIFY" lang="en-GB"&gt; Si sà, le malformazioni congenite sono una spia molto precoce e molto sensibile di sostanze nocive nell'ambiente e negli organismi animali. Per questo, opportunamente e meritoriamente, i ricercatori che si sono impegnati nello studio hanno voluto far luce sulla situazione a Brindisi. L'analisi ha riguardato le diagnosi di anomalie congenite in nati da madri residenti a Brindisi che abbiano partorito in qualunque ospedale italiano dal 2001 al 2009, nell'età da 0 a 28 giorni di vita. Il risultato è stato confrontato con i dati della rete di sorveglianza europea sulle anomalie congenite (EUROCAT).&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 200%;" align="JUSTIFY" lang="en-GB"&gt; I risultati hanno evidenziato 176 anomalie congenite su 7644 nati vivi con una prevalenza di 230 casi su 10.000 nati vivi, maggiore di 1,18 volte  rispetto al dato del registro EUROCAT (cioè il 18% in più di anomalie totali). Per le anomalie cardiache l'eccesso rispetto al registro europeo è del 67%.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 200%;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;I ricercatori, nel discutere i risultati, sono ben consapevoli dei limiti del loro lavoro, tuttavia ritengono di aver dimostrato che le denunce di malformazioni congenite sono uno strumento affidabile per lo studio del fenomeno. Inoltre prendono in considerazione gli studi disponibili in tutto il mondo sull'argomento e le correlazioni dimostrate tra diversi inquinanti (molti presenti anche a Brindisi) e le malformazioni congenite. Infine suggeriscono misure di prevenzione primaria, “necessarie sia a livello indivisuale (consigliando alla donna prima che diventi incinta) ed a livello di popolazione (regolando le esposizioni domestiche, occupazionali  e di comunità) per proteggere la donna che non sa ancora di essere incinta e condurre l'esposizione sotto il controllo degli individui”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;&lt;i&gt;.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 200%;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;Non sarebbe il caso che le autorità sanitarie (Regione, ASL) istituissero un registro delle malformazioni congenite in modo da approfondire il fenomeno ed individuare precise cause su cui poter agire preventivamente?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5808080282931148475?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5808080282931148475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/05/anomalie-congenite-brindisi-un-altro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5808080282931148475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5808080282931148475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/05/anomalie-congenite-brindisi-un-altro.html' title='ANOMALIE CONGENITE A BRINDISI. UN ALTRO PRIMATO NEGATIVO. QUANDO IL REGISTRO DELLA MALFORMAZIONI?'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-32YueukfhNM/Tc43GYH9Z4I/AAAAAAAAAFw/ODMvamsN--A/s72-c/DSC_0344.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5173217040853590805</id><published>2011-05-08T22:55:00.000-07:00</published><updated>2011-05-08T23:00:59.789-07:00</updated><title type='text'>IL GIORNO CHE VERRA' Intervista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-yB1gMMivgeA/TceDEmmuV0I/AAAAAAAAAFo/_TpzUf09RpA/s1600/DSC_0423.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-yB1gMMivgeA/TceDEmmuV0I/AAAAAAAAAFo/_TpzUf09RpA/s200/DSC_0423.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604592376391554882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quale è attualmente la situazione ambientale e sanitaria del nostro territorio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'area di Brindisi è definita sia ad alto rischio di crisi ambientale che sito di interesse nazionale per le bonifiche. Ciò significa che per il legislatore italiano, in ragione del tipo di industrie presenti, l'ambiente, cioè il suolo, l'aria e l'acqua, ha ricevuto sostanze che ne possono compromettere l'integrità. A seguito di queste definizioni sono stati effettuati dei controlli sul suolo e sulle falde sotterranee che hanno evidenziato un grave inquinamento da parte di sostanze chimiche tossiche ed alcune cancerogene il quale , a sua volta, mette a rischio la salute delle popolazioni. &lt;br /&gt;Altra questione è la situazione sanitaria. Su Brindisi città e sull'area (che include altri tre comuni, Carovigno, S.Pietro e Torchiarolo) sono stati condotti diversi studi epidemiologici che hanno rilevato un aumento della mortalità generale, cioè per tutte le cause, negli uomini e fino al 1990 anche per le donne. In parole povere, ogni anno la città ha avuto in media 18 decessi in più di quanti sarebbe stato giusto attendersene se la mortalità fosse stata uguale a quella della restante regione. Gli esperti hanno interpretato questa maggiore mortalità a danno del sesso maschile come espressione di esposizioni nocive negli ambienti di lavoro. Lettura molto plausibile. Un altro studio rileva una mortalità per alcuni tipi di tumori che decresce man mano che ci si allontana dall'area industriale. Questo dato è interessante e meriterebbe di essere approfondito e aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che cosa è il registro tumori ionico-salentino? Quanto è efficace ed utile?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un registro tumori è, come dice il nome uno strumento di registrazione, e come tale è utile sul lungo periodo. I tumori hanno la caratteristica di comparire a distanza di anni ed anche decenni dall'esposizione al cancerogeno. Il registro annota quindi un evento la cui causa si colloca indietro nel tempo e che potrebbe non essere più attiva nel momento di cui il tumore dalla stessa causato viene rilevato. Fatta questa premessa, il registro tumori registra i nuovi casi di tumore che ogni anno vengono diagnosticati, quindi l'incidenza, ed è più utile per quei tumori che hanno un maggior tasso di guarigione, per quelli che purtroppo non si riescono a guarire, la mortalità coincide con l'incidenza e lo sforzo della registrazione non viene premiato in termini informativi. Con un'osservazione di decenni si potrebbero trarre delle considerazioni di politica ambientale. Con ciò voglio dire che è necessario avviarlo, ma la sua utilità si apprezzerà tra molti anni. Il registro può dare informazioni utili subito come la sopravvivenza degli ammalati dei tumori. Al contrario sarebbe uno strumento utile per valutare l'efficacia delle cure. A Lecce, nelle prime due edizioni del registro tumori di quella provincia questo dato è stato riportato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Esistono dei dati, degli studi che attestino la gravità della situazione territoriale rispetto alla media nazionale di patologie tumorali?&lt;br /&gt;L'impatto delle mutate condizioni ambientali sulla salute dei brindisini è stato studiato in particolare da alcuni ricercatori di istituti del  CNR di Lecce che hanno evidenziato due fenomeni interessanti. Un primo riguarda i ricoveri ed i decessi per cause cardiorespiratorie che aumentano quando alcuni inquinanti, come le polveri sottili, SO2 e Nox, si innalzano di 10 ng. L'altro riguarda i venti e cioè quando i venti spirano dai settori sud orientali, le centraline registrano un aumentano degli inquinanti e quindi dei fenomeni sanitari che dicevo poc'anzi,  i ricoveri ed i decessi per cause cardiorespiratorie. Sono gli anziani a patire maggiormente di questi fenomeni. Quando siamo sotto vento all'area industriale il fenomeno è più evidente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un malato di tumore è adeguatamente assistito in questo territorio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per rispondere a questa domanda bisognerebbe confrontare la sopravvivenza per ogni tipo di tumore qui e in altre parti del paese. Un'informazione che il registro tumori potrebbe fornire da subito. I dati per macro aree, nord centro sud, ci dicono che la mortalità e l'incidenza per tumore erano più basse al sud nei decenni passati. Ma mentre al nord ed al centro entrambe tendono a calare, al sud la tendenza è alla crescita per cui stiamo per fare un sorpasso, questa volta negativo. Anche l'ultima relazione sullo stato di salute della popolazione della ASL di Brindisi dello scorso anno riporta che dal 2000 al 2008 la mortalità per tumore nella provincia è stata in crescita. Se questo fenomeno dipenda dalla qualità delle cure , è difficile affermarlo con certezza, è però possibile dire che alcuni ritrovati terapeutici ed alcune attività di screening sono mancati per decenni e solo da poco sono disponibili. E ancora non tutti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quanto è difficile oggi svolgere la sua professione qui?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Molto. La medicina si aggiorna velocemente. Non tutto il nuovo è utile ed efficace, ma l'aggiornamento tecnologico dovrebbe essere un'attività naturale nel servizio sanitario. Invece avviene per scossoni e senza programmazione. Oggi passa un'occasione di finanziamento, devi saperlo ed essere capace di non perderla. Se la perdi, se ne può riparlare anche dopo dieci anni.&lt;br /&gt;È difficile perché il cosiddetto supporto o la burocrazia, come vogliamo chiamarla, è lenta nel cogliere le necessità dell'assistenza sanitaria e così i tempi di risposta all'utenza si allungano.&lt;br /&gt;Poi c'è una tradizionale diffidenza dei nostri concittadini verso i loro medici. In parte fondata, in parte frutto anche di una classe medica che è spesso impegnata in altre attività soprattutto in politica e questo non rassicura gli ammalati. C'è anche un'organizzazione settoriale dell'assistenza per cui soprattutto al sud è il malato che deve cercarsi gli specialisti che invece dovrebbero stargli intorno evitandogli percorsi accidentati. In questo gioca molto sia una mentalità medica individualista che una carenza di cultura organizzativa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Esiste un legame accertato tra l’inquinamento industriale e lo sviluppo di patologie gravi per la salute?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se la letteratura scientifica sull'argomento si potesse pesare, direi che ci sono tonnellate di studi che dimostrano la relazione tra inquinamento, non solo industriale, e varie malattie e non solo tumorali. L'inquinamento atmosferico colpisce il cuore ed i polmoni anche in tempi brevi dall'esposizione; intorno alle discariche si registrano malformazioni neonatali; alcuni inquinanti nell'acqua potabile sono stati messi in relazione con i tumori della tiroide; i pesticidi con malattie tumorali e malattie del sistema nervoso e l'elenco potrebbe continuare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il fenomeno interessa esclusivamente gli abitanti di questa provincia o può essere esteso anche alla vicina provincia di Lecce? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La provincia di Lecce soffre per altri tipi di inquinamento. I tassi di incidenza tumorali del registro tumori di Lecce nel 2003 e 2004 sono più bassi, sia per gli uomini che per le donne, di quelli della città di Brindisi come rilevati dal breve periodo del registro tumori jonico salentino (1999-2001). L'inquinamento atmosferico non  rispetta i confini amministrativi e sostanze emesse dalle industrie brindisine finiscono, sia pure diluite ed a seconda delle condizoni metereologiche, anche nel leccese.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si può parlare di “emergenza ambientale” in riferimento a questo territorio? Se dovesse spiegare tutto questo ad un bambino che cosa gli direbbe?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Uno studio recentissimo dei soliti attivissimi ricercatori del CNR ci dice che le emissioni dal 1992 ad oggi sono molto diminuite. Alcune fonti importanti nel passato sono oggi ferme, temporaneamente o definitivamente.  Probabilmente l'emergenza c'era quando si era meno consapevoli. L'inquinamento del suolo e delle falde è un retaggio del passato che continua a minacciarci. Mentre del destino di molte sostanze emesse dalla ingentissima combustione di carbone non sappiamo ancora nulla. Penso, ad esempio, ai metalli pesanti ed alla radioattività. È ormai tempo di procedere in due direzioni precise. Una è già stata intrapresa ma va consolidata: quella del potenziamento delle attività di controllo dell'ARPA. L'altra è lo studio epidemiologico non più su tutta la popolazione della città ma su quelle porzioni di popolazione che sono più vicine alle fonti di rischio e sui lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di che cosa si muore in questa terra?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se stiamo ai dati che sono finora disponibili direi che si muore come si moriva nel più industrializzato nord e cioè di tumori e di malattie cardiovascolari. E si continua a morire di lavoro. Non mi riferisco alle morti accidentali, ma agli effetti che i cancerogeni industriali continuano a produrre in lavoratori anche a distanza di molti anni dall'uscita dal ciclo produttivo. Questo è un altro capitolo doloroso di questa città. Ancor più doloroso perché si è deciso da parte di molti, forse anche degli stessi interessati, almeno la gran parte, di non andare a fondo. Gli studi condotti sui morti del petrolchimico sono viziati da gravi errori metodologici e le autorità politiche e sanitarie, pur messe sull'avviso, non hanno inteso correggerli. Con danno per la verità e per i tanti, malati o superstiti, che cercano ancora un qualche ristoro.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una donna, che paura deve  avere nel mettere al mondo un figlio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La fase della gestazione è sicuramente delicatissima. In questa fase della vita così sensibile a tutti i tossici ambientali le precauzioni non sono mai troppe. Noi sappiamo che in Puglia la mortalità infantile è ancora più alta che nel resto d'Italia e questo dipende da diversi fattori, non solo dall'inquinamento. Mancano studi sulle malformazioni neonatali fatti in loco. Ma non tarderanno, immagino. Ma anche qui, come per il registro tumori, gli studi fotografano situazioni di rischio che forse conosciamo già. Che bisogno c'è di attendere gli studi per non esporre le persone?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa rappresenta per lei il movimento “No al Carbone”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un movimento prevalentemente giovanile che ha spostato l'attenzione della opinione pubblica sui rischi per l'ambiente e per la salute derivanti da una così grande ed infrequente concentrazione di combustione di carbone. Oltre a far comprendere la portata del problema ai comuni cittadini, ha fatto emergere le difficoltà delle istituzioni rispetto alle multinazionali energetiche. La partita è grossa e le squadre in campo sono impari, diciamo capolista e fanalino di coda. Poi se qualcuno rema contro o l'arbitro non è imparziale, il risultato è quasi scontato. Ma la palla è rotonda....&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dal punto di vista della salute pubblica e del rispetto ambientale, si sente tutelato in questo territorio? A tale proposito, come immagina suo figlio in futuro?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La salute pubblica e la salubrità ambientale non sono un pallino di qualche anima sensibile ma sono il risultato dei rapporti economici. Se io per ingrandire la mia attività incominciassi  a fare il prepotente con i miei vicini, finirei per realizzare una piccola guerra con tutte le sue conseguenze. Non credo che un territorio possa vivere solo di produzione energetica o solo di produzione chimica o solo di turismo o solo di agricoltura.  La salute pubblica e la situazione ambientale di cui abbiamo discusso risentono delle scelte che prediligono i mega insediamenti, logica  che continua anche con le energie rinnovabili. Oligopoli si aggiungono o si sostituiscono ad oligopoli. E i risultati di salute sono gli stessi. Non parlo quindi da economista ma da tecnico della salute.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe vedere un mio figlio in un ambiente in cui le soluzioni  si ricercano con metodo scientifico. Non basta avere una università o due ed un parco tecnologico se non li si coinvolge nelle decisioni che ci riguardano. Anche i centri della conoscenza vivono nella separatezza, come l'industria e le istituzioni. Con l'aggravante che molti dei nostri figli qui non ci sono più e difficilmente torneranno, se non come succede sempre più spesso, per raccontare quello che fanno efficacemente altrove.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5173217040853590805?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5173217040853590805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/05/il-giorno-che-verra-intervista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5173217040853590805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5173217040853590805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/05/il-giorno-che-verra-intervista.html' title='IL GIORNO CHE VERRA&apos; Intervista'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-yB1gMMivgeA/TceDEmmuV0I/AAAAAAAAAFo/_TpzUf09RpA/s72-c/DSC_0423.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5280074124962407018</id><published>2011-03-22T01:34:00.000-07:00</published><updated>2011-03-22T01:38:41.165-07:00</updated><title type='text'>PUGLIA: INUTILE CAMBIARE I DIRETTORI  GENERALI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-iQOgOtXf0uM/TYhfUDrQ-WI/AAAAAAAAAFg/jbgtSeUZ9rs/s1600/vignetta_nevermind.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-iQOgOtXf0uM/TYhfUDrQ-WI/AAAAAAAAAFg/jbgtSeUZ9rs/s200/vignetta_nevermind.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586820135941896546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Qualche settimana fa una seconda bufera giudiziaria si è abbattuta sulla sanità pugliese, quella del corso “rivoluzionario” per intenderci.&lt;br /&gt;Ci sono infatti anche quelle del corso “conservatore” ma la loro memoria non sopravvive alla velocità del flusso mediatico.&lt;br /&gt;La lettura degli atti giudiziari non sarà edificante ma è sicuramente istruttiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preoccupato dalla “nudità” in cui questa disponibilissima lettura ha posto le attuali forze di governo, il maggiore partito della coalizione ha “unanimemente” chiesto due cose: l'azzeramento dei vertici delle asl (alias direttori generali) e il loro reclutamento per “concorso”.&lt;br /&gt;Se fossero sinceramente orientate ad ottenere un concreto cambiamento della situazione, le due proposte sarebbero perfettamente inutili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo caso si tratterebbe di cambiare i burattini lasciando lo stesso burattinaio. D'altronde non è pensabile che il burattinaio si suicidi.&lt;br /&gt;Infatti la sanità è l'unico settore in cui la gestione è affidata direttamente alla politica. Nella scuola, nell'università e nella magistratura i gestori sono eletti tra gli operatori, in sanità no.&lt;br /&gt;È un retaggio della riforma del '78, modificato in maniera distorsiva nel '92, per cui la sanità deve essere gestita dai cittadini, prima attraverso i suoi rappresentanti (comitati di gestione) e poi attraverso manager nominati dai loro rappresentanti (attuali direttori generali).&lt;br /&gt;Alla fine i cittadini non hanno mai contato niente e i politici hanno fatto e sfatto a loro piacimento.&lt;br /&gt;Pertanto, se il comando rimane sempre in mano alla politica, a che serve cambiare i direttori generali? Se si cambiassero solo quelli che, avendo ricevuto più finanziamenti, non hanno migliorato il deficit di bilancio, se ne salverebbero solo due (BAT e LECCE, vedi bilanci del 2008) e sarebbe già un criterio.&lt;br /&gt;Ma tutti a casa in base a quale criterio? Perché non hanno resistito alle molestie di qualche politico? Allora avrebbero avuto bisogno di qualche corso di ascetica, che li temprasse nella tentazione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è poi la seconda proposta, quella del “concorso”.&lt;br /&gt;Qui non voglio dilungarmi in ritrite questioni moraleggianti. Ma affido la conclusione di questo articolo ad una divertente citazione di quanto scritto da una rivista scientifica in proposito.&lt;br /&gt;“ Nel numero del 25 Novembre 1993, l’autorevolissima rivista scientifica Nature dedicava quasi un’intera pagina al sistema meritofobico del “concorso” (in italiano nel testo) per il reclutamento di professori nell’Università italiana. Lo spunto era offerto dall’accettazione, da parte del TAR, di un ricorso presentato dal solito plurititolato ricercatore trombato da 5 colleghi, vincitori tutti molto meno titolati di lui.&lt;br /&gt;L’articolo era illustrato da una vignetta con un notabile rinascimentale che mostrava ad un Leonardo da Vinci visibilmente contrariato i risultati di un immaginario, ma verosimile concorso, i cui vincitori erano nell’ordine: 1) A. Borgia; 2) C. Borgia; 3) D. Borgia; 4) F. Borgia; 5) H. Borgia. Nel mostrargli la graduatoria, il commissario consolava così l’illustre trombato: “Non fa niente, Leonardo, andrà meglio la prossima volta”.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatori visite gratuiti" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5280074124962407018?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5280074124962407018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/03/puglia-inutile-cambiare-i-direttori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5280074124962407018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5280074124962407018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/03/puglia-inutile-cambiare-i-direttori.html' title='PUGLIA: INUTILE CAMBIARE I DIRETTORI  GENERALI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-iQOgOtXf0uM/TYhfUDrQ-WI/AAAAAAAAAFg/jbgtSeUZ9rs/s72-c/vignetta_nevermind.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-4990135778144255738</id><published>2011-03-12T03:10:00.000-08:00</published><updated>2011-03-12T03:17:38.043-08:00</updated><title type='text'>PER UNA TOTALE RIFORMA SANITARIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-q83QECRb3s0/TXtVEbHFh_I/AAAAAAAAAFY/wplhywULcGg/s1600/DSC_0338.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-q83QECRb3s0/TXtVEbHFh_I/AAAAAAAAAFY/wplhywULcGg/s200/DSC_0338.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583149697541179378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di sanità è ormai inevitabile che si finisca per  parlare di politica, di addossare responsabilità o meriti a questo o a quel partito, a questo o a quel governo nazionale o regionale. Un tale fenomeno  non rappresenta una distorsione della verità ma è la conseguenza di un dato di fatto per cui anche semplici scelte organizzative vengono decise dalla politica quando questa è sollecitata da interessi particolari, quasi mai pubblici. Senza risolvere questo nodo, sarà difficile osservare nei prossimi anni una maggiore efficienza del sistema. Tutt'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I possibili correttivi non riguardano le competenze regionali ma in generale la normativa nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo sarebbe necessario riaffidare la gestione delle strutture  alle professioni sanitarie. Come nella scuola, nella giustizia, nell'università il management sanitario dovrebbe essere eletto dagli operatori. I direttori generali (degli ospedali e dei distretti separatamente) così nominati dovrebbero essere affiancati da consigli di amministrazione, anche essi elettivi. Il governo regionale dovrebbe produrre le norme regolatrici e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ulteriore riforma dovrebbe riguardare il finanziamento del sistema. Non più una quota capitaria alla unità territoriale, la ASL attuale su base provinciale, ma un budget per la diagnosi e la cura territoriale (diagnostica ambulatoriale, farmaci ecc) da affidare alle famiglie che possono spenderlo dove credono, ed una remunerazione degli ospedali a ricovero su base centrale. Le regioni garantirebbero quindi l'emergenza, la prevenzione e gli eventi sanitari più gravi che richiedono ricovero ed interventi chirurgici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Declinicizzare gli ospedali e ritornare agli ospedali di insegnamento. I medici tornerebbero cioè formarsi, come era prima della riforma Gentile,  negli ospedali sotto la guida di medici qualificati, quelli che prima si chiamavano Liberi Docenti. Ciò permetterebbe di coniugare negli ospedali ricerca ed assistenza con grande vantaggio per entrambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In poche parole, fuori la politica dalla gestione, sopravvivi come struttura se lavori ed attrai pazienti, attrai pazienti se studi e sei qualificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo quando si è costretti a dire alcune ovvietà, vuol dire che si è toccato il fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://codice.shinystat.com/cgi-bin/getcod.cgi?USER=brimapo"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;noscript&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatore accessi gratuito" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-4990135778144255738?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/4990135778144255738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/03/per-una-totale-riforma-sanitaria.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4990135778144255738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4990135778144255738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/03/per-una-totale-riforma-sanitaria.html' title='PER UNA TOTALE RIFORMA SANITARIA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-q83QECRb3s0/TXtVEbHFh_I/AAAAAAAAAFY/wplhywULcGg/s72-c/DSC_0338.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-259689166098445693</id><published>2011-03-04T01:06:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T01:22:03.646-08:00</updated><title type='text'>IL CARBONE PULITO E LA SANITA' DORMIENTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-augdsJJ6uN8/TXCspt76GKI/AAAAAAAAAFM/Gn02CD4ydK8/s1600/DSC_0423.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-augdsJJ6uN8/TXCspt76GKI/AAAAAAAAAFM/Gn02CD4ydK8/s200/DSC_0423.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580149771017525410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alcuni ricercatori di varia nazionalità (USA, Svizzera, Nuova Zelanda) hanno recentemente (febbraio 2011) pubblicato un interessante lavoro scientifico in cui mettono in relazione i consumi elettrici, i consumi di carbone come combustibile e alcuni risultati di salute. L'analisi è stata condotta su serie di dati relativi a 41 paesi nel mondo e sulle condizioni di salute in un periodo che va dal 1965 al 2005. L'elettricità serve per ottenere acqua potabile e per riscaldare gli ambienti di vita senza inquinarne l'aria. Ma i costi sanitari esterni agli impianti di produzione di energia con combustibile fossile come il carbone rappresentano circa il 70% dei costi esterni totali e sono stati stimati negli USA, dalla Accademia Nazionale delle Scienze, in 120 miliardi di dollari solo per il 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'analisi ha evidenziato che l'aumentato consumo di elettricità è associato ad una riduzione della mortalità infantile per quei paesi in cui nel 1965 la stessa era superiore a 100 casi per 1000 nati vivi, e ad un aumento dell'aspettativa di vita se inferiore ai 57 anni nel 1965 (e non è il nostro caso per entrambi i parametri!). Gli autori sostengono che i loro dati dimostrano che un crescente consumo di carbone è associato ad un aumento della mortalità infantile e ad una riduzione dell'aspettativa di vita al netto dei vantaggi anzidetti. Per questo concludono che l'aumento di consumo di elettricità in paesi con una mortalità infantile inferiore a 100 per 1000 nati vivi “non comporta un maggior beneficio in termini di salute mentre il consumo di carbone produce significativi impatti negativi sulla salute”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuano, quindi, ad essere prodotti lavori che confermano l'impatto negativo del consumo di carbone sulla salute delle popolazioni laddove viene impiegato. Ogni nuovo lavoro consolida quanto è già ben noto e cioè che le centrali a carbone, per quanto vantaggiose per il basso costo del combustibile, hanno un costo “esterno” all'impianto che viene addebitato alla collettività. Altrove queste verità non si nascondono e gli stessi governi commissionano analisi approfondite per stabilire i vantaggi e gli svantaggi di manutenere, riconvertire o dismettere certi impianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa succede da noi? Si confonde l'indubbio valore sociale del lavoro prodotto dall'industria energetica con la sua innocuità sanitaria ed ambientale.&lt;br /&gt;Se su Torchiarolo incide il 10% di inquinanti provenienti da Cerano ed il 15% di quelli provenienti dal Petrolchimico, perché un rimedio per contenere gli sforamenti delle letture delle centraline di quel Comune si deve pagare al 100% con denaro pubblico? Valutiamo, pur con i limiti della scienza, l’impatto sulla qualità dell’aria delle singole componenti. Ognuno paghi per quello che inquina, soprattutto se lo fa per profitto e non per riscaldarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rigore scientifico paga sempre, la propaganda può nascondere la polvere sotto il tappeto, ma prima o poi, in termini di inquinamento o di danni alla salute, la verità emergerà. Bisognerebbe replicare gli studi che vengono effettuati in tutto il mondo vicino alle centrali a carbone anche a Brindisi. Perché questo non si fa? &lt;br /&gt;Il Servizio Sanitario Regionale, per quanto impegnato – come risulta dagli atti giudiziari pubblicati in questi giorni – in tutt'altre faccende, dovrebbe valutare più attentamente lo stato di salute della popolazione in rapporto ai più svariati fattori di rischio. Altrimenti non ha molto senso sbracciarsi per il diritto alla salute quando la salute è già stata irrimediabilmente persa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://codice.shinystat.com/cgi-bin/getcod.cgi?USER=brimapo"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;noscript&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatori visite gratuiti" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-259689166098445693?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/259689166098445693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/03/il-carbone-pulito-e-la-sanita-dormiente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/259689166098445693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/259689166098445693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/03/il-carbone-pulito-e-la-sanita-dormiente.html' title='IL CARBONE PULITO E LA SANITA&apos; DORMIENTE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-augdsJJ6uN8/TXCspt76GKI/AAAAAAAAAFM/Gn02CD4ydK8/s72-c/DSC_0423.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-1772642237064465805</id><published>2011-02-21T09:04:00.000-08:00</published><updated>2011-02-21T09:08:28.715-08:00</updated><title type='text'>DIRETTORI GENERALI SI NASCE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ngtBjEEz1R0/TWKbxW1ZJQI/AAAAAAAAAFE/28prBen_ULc/s1600/DSC_0325.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ngtBjEEz1R0/TWKbxW1ZJQI/AAAAAAAAAFE/28prBen_ULc/s200/DSC_0325.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576190560883516674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il direttore generale di una ASL è una figura che oserei definire “parafulmine” nella dialettica tra i vari interessi in gioco nel servizio sanitario italiano. Nominato dalla giunta regionale per legge, ne dipende in maniera totale, nel senso che dovrebbe eseguirne le linee di indirizzo. In realtà è sovraccaricato di richieste politiche in gran parte tese a soddisfare esigenze individuali o di gruppo sponsorizzate da questo o quel politico o sindacato. Il suo potere, infatti, è totale, come un giudice monocratico. In realtà, posto alla testa di una struttura con non meno di 4000 dipendenti diretti ed un migliaio indiretti, non riesce assolutamente a controllare tutto sebbene risponda di tutto ciò che accade. Su questa sua forza/debolezza gioca molto il potere politico e sindacale. La sanitopoli pugliese ne ha decapitato qualcuno e la politica ne è uscita indenne, almeno stando all'esito delle ultime regionali. Che il controllo sia quasi impossibile lo dimostrano, ancora una volta, le recenti vicende giudiziarie dell'ospedale di Altamura, dove alcuni dirigenti amministrativi avrebbero fatto, secondo l'accusa, il bello ed il cattivo tempo pressoché indisturbati.&lt;br /&gt;Ma la propaganda è propaganda. E così nel 2010 la giunta regionale, stravolgendo la legge nazionale sul reclutamento dei direttori generali che comunque rimane una operazione politica e non meritocratica, invita i quasi 400 iscritti negli elenchi regionali ad un esame al quale si presentano in 148. Di questi solo 33 però superano il test (scritto e orale) e vengono avviati ad un corso da supermanager. Il messaggio propagandistico è chiaro. Stiamo formando il meglio del management per governare le ASL. Guarda caso nei 33 ci sono tutti i 10 direttori generali in carica, compresi quelli che nonostante l'incremento delle assegnazioni finanziarie, hanno chiuso i bilanci con un disavanzo ancora maggiore degli anni precedenti (vedi i bilanci 2008 quando solo la ASL LE e BAT riducono il disavanzo). Ma tant'è!&lt;br /&gt;La novità più sorprendente, per me ovviamente, è che in queste settimane è stato sbandierato con comunicati altisonanti il “practicum” che i 33 hanno iniziato  nelle ASL pugliesi, quelle stesse che dovrebbero essere risanate. Un vero controsenso.&lt;br /&gt;Premesso per l'ennesima volta che non ho partecipato all'esame suddetto perché non sono più, personalmente e politicamente, interessato a far il direttore generale, leggendo questa notizia mi sono ricordato che durante il mio breve mandato mi premurai di stipulare una convenzione gratuita con la ASL di Bologna dove inviare i dirigenti della ASL da me diretta ad imparare qualcosa di buono. Io stesso ricordo di aver visitato il Pronto Soccorso dell'ospedale di Bentivoglio (diretto da un medico tarantino) e di esserne rimasto affascinato. Eppoi un distretto di Bologna dove c'era la medicina generale e la specialistica più frequentemente richiesta (compresa l'ecografia) nonché la farmacia per la dispensazione diretta dei farmaci, tutte concentrate concentrate in uno stesso stabile a disposizione dei malati.&lt;br /&gt;Cosa potranno imparare di più e di meglio gli aspiranti direttori generali girando per le ASL pugliesi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-1772642237064465805?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/1772642237064465805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/02/direttori-generali-si-nasce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1772642237064465805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1772642237064465805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/02/direttori-generali-si-nasce.html' title='DIRETTORI GENERALI SI NASCE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ngtBjEEz1R0/TWKbxW1ZJQI/AAAAAAAAAFE/28prBen_ULc/s72-c/DSC_0325.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-4569806157477151943</id><published>2011-02-14T03:05:00.000-08:00</published><updated>2011-02-14T03:14:04.936-08:00</updated><title type='text'>Simone Weil: ULTIME PAGINE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-8fQBIwJuwhA/TVkOZaD4KFI/AAAAAAAAAE8/r6fdHlHTNpI/s1600/foto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 63px; height: 78px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8fQBIwJuwhA/TVkOZaD4KFI/AAAAAAAAAE8/r6fdHlHTNpI/s200/foto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573501843502803026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo in Dio, nella Trinità, nell’incarnazione, nella redenzione, nell’eucaristia, negli insegnamenti del Vangelo. &lt;br /&gt;Ho detto che credo a queste verità, non che sottoscrivo a quanto afferma la Chiesa su di esse, affermandole come si affermano dei dati dell’esperienza o dei teoremi di geometria. Io vi aderisco grazie all’amore alla verità perfetta, inafferrabile, racchiusa in quei misteri e tento di aprire ad essa la mia anima per lasciar penetrare in me la luce.&lt;br /&gt;Non riconosco alla Chiesa nessun diritto di limitare le operazioni dell’intelligenza o le illuminazioni dell’amore nell’ambito del pensiero.&lt;br /&gt;Le riconosco invece la missione, come depositaria dei sacramenti e custode dei testi sacri, di formulare delle decisioni su certi punti essenziali, ma solo a titolo di indicazione per i fedeli.  &lt;br /&gt;Non le riconosco il diritto di imporre i commenti di cui ella circonda i misteri della fede come se fossero la verità; ancor meno le riconosco il diritto di usare la minaccia e il terrore esercitando, per imporre quella verità, il potere di privare i fedeli dei sacramenti.&lt;br /&gt;Per me, nello sforzo di riflessione, un disaccordo apparente o reale con l’insegnamento della Chiesa è solo un motivo per sospendere per molto tempo il pensiero, un invito a spingere il più lontano possibile l’esame, l’attenzione e lo scrupolo, prima di affermare qualcosa. Ma è tutto.&lt;br /&gt;Detto questo, io medito su ogni problema relativo allo studio comparato delle religioni, alla loro storia, alla verità racchiusa in ciascuna di esse, ai rapporti della religione con le forme profane della ricerca della verità e con l’insieme della vita profana, al significato misterioso dei testi e delle tradizioni del cristianesimo; medito su tutto questo senza nessuna ambizione di un accordo o di un disaccordo possibile con l’insegnamento dogmatico della Chiesa.&lt;br /&gt;Sapendomi fallibile, sapendo che tutto il male che ho la pigrizia di lasciar vivere nel mio animo, vi produce certamente una quantità proporzionale di menzogna e di errore, dubito in un certo senso anche delle verità che mi sembrano evidenti e certe. &lt;br /&gt;Ma questo dubbio, lo rivolgo in pari misura a tutti i miei pensieri, a quelli in accordo come a quelli in disaccordo con l’insegnamento della Chiesa.&lt;br /&gt;Io penso e conto fermamente di rimanere in questo atteggiamento fino alla morte.&lt;br /&gt;Sono certa che questo linguaggio non racchiude nes­sun peccato. Pensando diversamente, commetterei un delitto contro la mia vocazione, che esige un’assoluta onestà intellettuale.&lt;br /&gt;Non posso discernere alcuna causa umana o demoniaca di questo atteggiamento; tale atteggiamento infatti non può che produrre pene, sconforto morale e isolamento.&lt;br /&gt;Soprattutto l’orgoglio non può esserne la causa, poiché non vi è nulla che possa lusingare l’orgoglio in una situazione in cui si è considerati agli occhi degli increduli un caso patologico, poiché si aderisce a dogmi assurdi senza la scusa di subire un influsso sociale, mentre si ispira ai cattolici quella benevolenza protettiva, un po’ sdegnosa, tipica dell’arrivato nei confronti di colui che è ancora in marcia.&lt;br /&gt;Non vedo quindi nessuna ragione per cui debba respingere la sensazione che ho in me, che cioè io resto in questo atteggiamento per ubbidienza a Dio, e che se lo modificassi offenderei Dio, offenderei Cristo che ha detto: «Io sono la verità».&lt;br /&gt;D’altra parte provo già da tempo un desiderio intenso e sempre crescente della comunione.&lt;br /&gt;Se si considerano i sacramenti come un bene, se li considero pure io così, se li desidero e se me li rifiutano, senza alcuna colpa da parte mia, non può non esserci una grave ingiustizia in tutto ciò.&lt;br /&gt;Se mi si concedesse il battesimo, pur sapendo che io persevero nell’atteggiamento suddetto, si spezzerebbe una routine di almeno diciassette secoli.&lt;br /&gt;Se questa rottura è giusta e desiderabile, se oggi in particolare essa si presenta come urgente e vitale per la salvezza del cristianesimo (cosa che a me pare evidente), bisognerebbe allora per la Chiesa e per il mondo che essa avvenisse in modo vistoso e massiccio e non per iniziativa isolata di un prete che amministrasse un battesimo oscuro ed ignorato.&lt;br /&gt;Per questo motivo e per altri analoghi io non ho mai rivolto finora ad un sacerdote la domanda formale del battesimo.&lt;br /&gt;Non intendo farlo nemmeno ora.&lt;br /&gt;Tuttavia, sento il bisogno, non astratto, ma pratico, reale, urgente, di sapere se, nel caso che lo chiedessi, mi sarebbe accordato o rifiutato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[La Chiesa avrebbe un mezzo facile per procurarsi quel che sarebbe per lei e per l’umanità la salvezza.&lt;br /&gt;Dovrebbe riconoscere che le definizioni dei concili non hanno significato se non in relazione all’ambiente storico.&lt;br /&gt;Questo ambiente non può essere conosciuto dai non specialisti e spesso nemmeno dagli specialisti a causa della mancanza di documenti.&lt;br /&gt;Quindi gli anatema sit fanno parte della storia; essi non hanno valore attualmente.&lt;br /&gt;Di fatto, li si considera tali, perché non s’impone mai come condizione per il battesimo di un adulto la lettura del Manuale delle decisioni e dei simboli dei concili. Un catechismo non ne è l’equivalente, poiché esso non con­tiene tutto ciò che è tecnicamente «di stretta fede» e contiene altre cose che non lo sono.&lt;br /&gt;È d’altra parte impossibile scoprire, interrogando dei sacerdoti, ciò che è e ciò che non è «di stretta fede».&lt;br /&gt;Basterebbe allora illustrare ciò che fa parte più o meno della prassi, proclamando ufficialmente che una adesione di cuore ai misteri della Trinità, incarnazione, redenzione, eucaristia, e al carattere rivelato del nuovo Testamento è la sola condizione per accedere ai sacramenti.&lt;br /&gt;In questo caso la fede cristiana, senza il pericolo di una tirannia esercitata dalla Chiesa sugli spiriti, potrebbe esser posta al centro di tutta la vita profana e di ogni attività che la compone, e tutto impregnare, assolutamente tutto, con la sua luce.&lt;br /&gt;Unica via di salvezza per i miserabili uomini di oggi.]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-4569806157477151943?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/4569806157477151943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/02/simone-weil-ultime-pagine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4569806157477151943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4569806157477151943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/02/simone-weil-ultime-pagine.html' title='Simone Weil: ULTIME PAGINE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8fQBIwJuwhA/TVkOZaD4KFI/AAAAAAAAAE8/r6fdHlHTNpI/s72-c/foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-1093991341627573734</id><published>2011-02-12T02:37:00.000-08:00</published><updated>2011-02-12T02:46:37.544-08:00</updated><title type='text'>Pugliamo l'Italia? In sanità meglio di NO</title><content type='html'>Periodo di chiusura di ospedali in Puglia. Sembra essere tornati indietro di 8 anni. Lo stesso si fece nel 2002 (centro-destra) in ossequio ad un accordo con il Governo: diminuzione posti letto (perchè costano) in cambio di ripiano dei debiti. Così avviene oggi: riduci ancora i posti letto e ti diamo 500 milioni che abbiamo tenuto fermi in attesa che tu (Regione) rispettassi gli accordi. Ovviamente la Regione Puglia (centro-sinistra) accusa il Governo (centro-destra) delle chiusure necessarie per non far perdere soldi alle dissanguate casse della sanità regionale. In realtà il quinquennio 2005-2010 (centro-sinistra) ha visto tutte le asl chiudere con disavanzi ogni anno. Assunzioni dilaganti perchè erano state bloccate fino al 2004, rinnovi contrattuali, aumento della spesa per la medicina generale e per la farmaceutica, le principali cause. Ma a fronte di tutto ciò la qualità dell'assistenza e l'offerta sanitaria in Puglia non è migliorata. Una prova? Le liste di attesa aumentate e la migrazione fuori regione dei pazienti costante. Perchè allora tanti soldi spesi in più? Per garantire una forma di reddito ad un'area cospicua della popolazione (40.000 dipendenti diretti e un indotto non facilmente quantificabile ma sempre a 5 zeri)?&lt;br /&gt;In realtà la rivoluzione culturale non ha lambito la sanità pugliese. Si è gridato alla deospedalizzazione ma oggi non abbiamo nè la sanità fuori dagli ospedali nè ospedali di eccellenza. Il consumismo farmaceutico e radiologico non è stato contrastato e chi paga sono sempre gli stessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-1093991341627573734?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/1093991341627573734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/02/pugliamo-litalia-in-sanita-meglio-di-no.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1093991341627573734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1093991341627573734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/02/pugliamo-litalia-in-sanita-meglio-di-no.html' title='Pugliamo l&apos;Italia? In sanità meglio di NO'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-2034812479326911780</id><published>2011-01-02T02:46:00.000-08:00</published><updated>2011-01-02T02:48:55.502-08:00</updated><title type='text'>PUGLIESI MIGRANTI PER CURARSI</title><content type='html'>Salute » 29/12/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ospedali brindisini ed il tifo da stadio. Di Maurizio Portaluri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiusura e gli spostamenti di posti letto ospedalieri nella provincia di Brindisi, ratificati di recente dalla Giunta Regionale e resi necessari per il deficit di gestione della sanità accumulato in questi anni, é stata una occasione persa per dare ai cittadini malati la possibilità di curarsi vicino al proprio domicilio con ritrovati all'altezza delle più recenti scoperte della medicina.&lt;br /&gt;Vale la pena di ricordare che la nostra provincia perde su 700 milioni di costi della sua sanità (tra le più grandi aziende del territorio) ben 100 milioni per cure acquistate da nostri concittadini ammalati al di fuori della asl e della regione.&lt;br /&gt;Per dare un'idea si tratta di una somma con cui si potrebbero acquistare 200 TAC o 100 risonanze magnetiche o 50 moderne macchine per radioterapia o decine di robot chirurgici o 100 pet-tac o pagare stipendi per più di 100 medici o 200 infermieri e figure sanitarie equivalenti. Scusate se è poco! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece leggo che, con modalità più consone al tifo da stadio, in questo comune o in quell'altro si festeggia qualche posto letto in più o si recrimina per un reparto spostato. &lt;br /&gt;Si ringraziano politici "attenti" al territorio, si criticano politici "traditori" degli interessi comunali, come se un ospedale di 100 posti letto possa ancora chiamarsi ospedale. &lt;br /&gt;Mi chiedo chi siano coloro che affiggono manifesti di ringraziamento. Non certo i cittadini che per curarsi con la moderna medicina devono pagare di tasca propria per le lunghe attese (altro che 1 ¤ a ricetta!) o sobbarcarsi viaggi e costi per curarsi lontano da casa. &lt;br /&gt;Questi di certo non ringraziano. Ringraziano quelle poche decine di operatori che continueranno a lavorare vicino casa loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo modo di ragionare a cui i nostri rappresentanti politici, comunali e regionali, per l'ennesima volta non hanno saputo rinunciare, renderà l'unica struttura tecnologicamente attrezzata (ancora per poco se non si metterà mano , e subito, ad un ammodernamento tecnologico serio e ad una organizzazione orientata più al diritto alla salute dei malati che alle aspettative sindacali o di carriera degli operatori), incompleta e sottoutilizzata.&lt;br /&gt;Dalla riorganizzazione approvata , infatti , risultano cancellati i reparti di cardiochirurgia, chirurgia toracica e gastroenterologia, con buona pace della programmazione sanitaria basata sull'epidemiologia, visto che malattie cardiovascolari, tumori al polmone e malattie del fegato sono ben rappresentate nella nostra provincia. &lt;br /&gt;Ma soprattutto la permanenza di piccoli ospedali, non importa dove, comporterà la mancanza di personale per far funzionare le sale operatorie del Perrino 12 ore al giorno e più, o la TAC, la Risonanza Magnetica, la Pet Tac e la Radioterapia ben oltre l'attuale orario di servizio. &lt;br /&gt;Ne avrebbero vantaggio i malati in attesa, quelli costretti ai viaggi della speranza, l'esperienza degli operatori ( sono migliori i risultati degli ospedali con le maggiori casistiche). &lt;br /&gt;Agli operatori costretti a spostarsi dal loro comune di residenza rimborserei le spese di viaggio: converrebbe di certo anche alle casse del servizio sanitario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vedo chi ringraziare per questa occasione mancata e non vedo chi debbano ringraziare i cittadini dei comuni con qualche posto letto in più nell'ospedale vicino casa: quando avranno bisogno di una di medicina attrezzata, esperta e prontamente disponibile, dovranno , come al solito, emigrare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-2034812479326911780?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/2034812479326911780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/01/pugliesi-migranti-per-curarsi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2034812479326911780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2034812479326911780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2011/01/pugliesi-migranti-per-curarsi.html' title='PUGLIESI MIGRANTI PER CURARSI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7783023569622228690</id><published>2010-12-21T15:15:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T15:17:28.857-08:00</updated><title type='text'>IL RIGORE SCIENTIFICO DEI "NOALCARBONE"</title><content type='html'>Salute » 20/12/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rigore scientifico dei "No al Carbone". Di Maurizio Portaluri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'incontro promosso dall'Idv di Brindisi venerdì scorso, alla presenza del Presidente della Provincia, dell'Assessore regionale all'ambiente Nicastro, del sen Caforio, del dirigente regionale Antonicelli e del consigliere regionale Idv eletto a Lecce Gianfreda, dell’ing. Riccardo Rossi dei “Noalcarbone”, Lorenzo Caiolo, il coordinatore provinciale Idv, introduceva il dibattito sul tema "Energie rinnovabili, da risorsa a scempio".&lt;br /&gt;Il Presidente Massimo Ferrarese ha preso la parola per primo presentando le sue attività ambientali(ste): contrasto all'impianto di GPL, contrasto al fotovoltaico selvaggio favorito da una legge regionale e, soprattutto, l'accordo barese (tra Vendola, Mennitti e lo stesso Ferrarese) che prevede una riduzione del carbone del 15%, combustione del Cdr, carbonile coperto e filtri per alcuni inquinanti.&lt;br /&gt;Il tutto "senza manifestazioni", ha precisato, orgoglioso della sua azione che cerca di mettere le pezze a scelte passate, a suo parere, disastrose per l'ambiente.&lt;br /&gt;A questo punto prende la parola l'ing. Rossi che, con encomiabile pacatezza e scientificità, presenta una serie di numeri e domande. La copertura del carbonile ed i filtri dovrebbero essere atti dovuti, perché farne oggetto di convenzioni? A Civitavecchia i limiti concordati sono quattro volte inferiori a quelli validi per Brindisi, perché, visto che siamo in Italia ed in Europa anche qui? La richiesta di Via dell'Enel prevede la trasmissione quotidiana a Comune, Provincia ed Arpa dei valori degli inquinanti al camino: tutto ciò avviene? Cerano fattura più di un miliardo all'anno, ma solo meno di 100 milioni sono destinati al lavoro locale: perché non si spendono parte degli utili per portare il rendimento della non più moderna centrale dal 35% al 45%, riducendo così, tra l'altro, le quantità di carbone necessarie? Infine, il 15% in meno di quale quantità di carbone? Quella attuale, quella del 2002, quale? &lt;br /&gt;Tutte domande legittime queste dei "Noalcarbone". Ma non per Ferrarese che, interrompendo bruscamente l'oratore, sciorina una filippica in difesa delle istituzioni locali e della loro capacità di tutelare il territorio e gli offre, polemicamente, una delega in bianco per trattare con l'Enel. "Adesso devo scappare" e lascia in asso ospiti ed uditorio.&lt;br /&gt;Nervi a fior di pelle per questa stretta finale delle trattative con gli enti elettrici.&lt;br /&gt;Interviene Caiolo, invita alla calma e a proseguire il momento di studio e approfondimento.&lt;br /&gt;L'episodio insegna che: gli ambientalisti brindisini non si fanno prendere per il naso e che le loro argomentazioni sono documentate e scientificamente fondate; certa politica non sa ancora accettare il confronto ed il contraddittorio con i cittadini; la bozza barese, quella che Vendola, Mennitti e Ferrarese si apprestano a discutere con Enel, parte dal presupposto che o si chiede poco o l'Enel continuerà a seguire la convenzione del 2002, quella della mano libera.&lt;br /&gt;Troppo poco.&lt;br /&gt;Riccardo Rossi, Ferrarese ormai lontano dalla sala, ha concluso il suo intervento chiedendo indagini epidemiologiche serie che evidenzino i danni alla salute dei brindisini intorno alle centrali. Unico punto di accordo con Ferrarese, è sembrato di capire da una battuta di quest'ultimo, la contrarietà alla combustione del CDR.&lt;br /&gt;L'Assessore regionale ha promesso che andrà a leggersi la convenzione di Civitavecchia (Italia).&lt;br /&gt;Bravo Caiolo che fa politica sui problemi, avanti così "Noalcarbone" con rigore scientifico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7783023569622228690?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7783023569622228690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/12/il-rigore-scientifico-dei-noalcarbone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7783023569622228690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7783023569622228690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/12/il-rigore-scientifico-dei-noalcarbone.html' title='IL RIGORE SCIENTIFICO DEI &quot;NOALCARBONE&quot;'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-8689129297432610795</id><published>2010-11-28T22:42:00.000-08:00</published><updated>2010-11-28T22:48:06.214-08:00</updated><title type='text'>SANITA': TROPPI CONVEGNI, POCHE RISPOSTE CONCRETE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TPNMhlTVpAI/AAAAAAAAAEM/_exMbOY9GMo/s1600/DSCN2670.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TPNMhlTVpAI/AAAAAAAAAEM/_exMbOY9GMo/s200/DSCN2670.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544859706055828482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa piacere che il consigliere regionale Giovanni Brigante, eletto alle ultime elezioni con la lista “La Puglia per Vendola” inizi ad occuparsi del servizio sanitario promuovendo il convegno “La sanità in Provincia di Brindisi” al quale ha invitato a parlare per lo più illustri medici brindisini che operano in strutture del centro nord. &lt;br /&gt;Egli vuole fare , dice anche il titolo dell’incontro, “analisi e proposte alla luce di esperienze in altre realtà del paese”. &lt;br /&gt;Auguro all’iniziativa successo di pubblico e di idee. &lt;br /&gt;Ma devo dire a Brigante che gli operatori sanitari brindisini lo aspettano nelle strutture in cui operano ogni giorno, per fargli conoscere le cose buone che fanno e le condizioni in cui sono a volte costretti ad operare.&lt;br /&gt;Mi sembrerebbe un modo più efficace per realizzare “analisi e proposte”. &lt;br /&gt;Penso che in un anno del suo mandato conoscerebbe la realtà di tutte le unità operative della asl e sentirebbe anche la voce degli ammalati, con beneficio per il suo mandato ed anche per il suo consenso. &lt;br /&gt;Apprenderebbe così che, nonostante i brindisini abbiano primati di mortalità per tumori al polmone, malattie gastrointestinali, malattie della tiroide, malattie cardiovascolari, rilevabili dai dati ISTAT, a Brindisi, nell’era Vendola come nell’era Fitto, non c’è ancora una cardiochirurgia, una chirurgia toracica, una gastroenterologia ed un percorso integrato per le malattie della tiroide. &lt;br /&gt;Solo per fare alcuni esempi. &lt;br /&gt;E ciò nonostante il fondo sanitario pugliese negli ultimi 5 anni sia aumentato da 4 a 7 miliardi di euro, cioè del 75%, senza contestualmente impedire che il deficit delle amministrazioni sanitarie crescesse. &lt;br /&gt;Ma spero che il convegno sarà utile per chiedere all’Assessore alla Salute che cosa ne è stato della dichiarazione rilasciata alla stampa proprio al “Perrino” il 28.12.2009 inaugurando il reparto di oncologia: “Su Brindisi c’è anche un investimento tecnologico che parte in queste settimane che è quello di realizzare qui la protonoterapia che rappresenta un elemento di netta avanguardia su tutto il territorio nazionale”. &lt;br /&gt;A questa dichiarazione sono seguiti due ordini del giorno di apprezzamento unanimente approvati dal Consiglio Comunale e Provinciale e dal Consiglio dell’Ordine dei Medici. Ah certo, il Governo nazionale, Tremonti, il piano di rientro e così via. Da quel che ne so, quell’investimento è volato nel Lazio, come le cronache di questi giorni hanno annunciato.&lt;br /&gt;Capisco che il consenso abbia le sue esigenze mediatiche, ma non condivido la demagogia sulla pelle delle persone. Meglio non prenderli in giro quei brindisini costretti a riempire i voli della Ryanair per trovare realtà ospedaliere dove le patologie vengono curate in maniera multidisciplinare. &lt;br /&gt;Peccato, per queste carenze politiche e gestionali oltre i soldi che ci rimettono di tasca propria i brindisini, vengono persi anche 100 milioni (un sesto del bilancio ASL) all’anno di nostro denaro pubblico per la mobilità passiva pagata ad altre Asl e Regioni dal Servizio Sanitario per rimborsare le cure lontano da casa. &lt;br /&gt;L’ iniziativa del Consigliere Brigante cade in un momento particolare per la sanità pubblica brindisina. La recente vicenda “assenteismo” e “liste di attesa” alimenta il “mantra” per cui il servizio pubblico è inefficiente, meglio privatizzare. &lt;br /&gt;Non aiutano a contrastare questa deriva né le prese di distanza né la mancata difesa di chi invece lavora e lavora molto. Basterebbe che il mangement filmasse come si lavora duramente di notte, dopo qualche incidente mortale sulle nostre strade, nelle sale operatorie del “Perrino” per capire che senza questo servizio pubblico nessun privato, neppure quello del tanto beneficato don Verzè, si accollerebbe un impegno di quel tipo, veramente “no profit”. &lt;br /&gt;Altro che filmino delle timbrature truffa! &lt;br /&gt;Brigante viene dall’impresa privata e potrà capire quello che sto per dire. Sarà difficile credermi, ma io ammiro molto il management delle grandi industrie di Brindisi ed i loro lavoratori quando, di fronte ad un qualsiasi “guaio” che ne compromette l’immagine, insorgono a difesa dell’impresa a volte contro ogni evidenza. &lt;br /&gt;Non so cosa stiano insegnando ai super manager selezionati dai Tre Saggi alla regione per metterli alla guida delle ASL, ma io i futuri manager li manderei in queste grandi aziende a capire perché la “tua” azienda la devi difendere sempre e soprattutto la devi promuovere facendo conoscere all’esterno quello che fa di buono. E nel pubblico, più che nel privato, si fanno tante cose buone, nonostante gli ostacoli che a volte vengono dall’alto, se non altro perché il pubblico può permettersi di dire dei “no” di fronte a richieste di cure inappropriate. &lt;br /&gt;Va bene, dunque, guardare fuori regione, per capire perché lì alcune cose funzionano meglio. Mi pare che i manager chiamano questo “benchmarking” ( ho imparato anch’io un po’ di “direttorese”). Ma un mio amato Maestro, quando giovani medici scalpitavamo per andare a visitare centri stranieri, ci diceva: “Cominciate a fare qui e poi andate a confrontarvi con gli altri”. Si cominci a guardare come vanno le cose a casa nostra, intervistando anche gli ammalati, e poi si capirà cosa c’è che non va guardando a casa degli altri. &lt;br /&gt;Benvenuto allora al Consigliere Brigante nel dibattito sulla sanità. Lo aspettano negli ospedali e negli ambulatori della provincia, dopo l’interessante convegno, operatori ed ammalati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-8689129297432610795?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/8689129297432610795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/11/sanita-troppi-convegni-poche-risposte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8689129297432610795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8689129297432610795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/11/sanita-troppi-convegni-poche-risposte.html' title='SANITA&apos;: TROPPI CONVEGNI, POCHE RISPOSTE CONCRETE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TPNMhlTVpAI/AAAAAAAAAEM/_exMbOY9GMo/s72-c/DSCN2670.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-4993284549719991171</id><published>2010-10-18T00:59:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T07:07:33.238-07:00</updated><title type='text'>QUANDO A BRINDISI VOLEVANO COSTUIRE L’OSPEDALE SAN RAFFAELE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TLv-5ACRBaI/AAAAAAAAAEE/Wohh5HZpOA4/s1600/090106_porto1.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TLv-5ACRBaI/AAAAAAAAAEE/Wohh5HZpOA4/s200/090106_porto1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529293222742918562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amore di don Verzè per la Puglia è antico. Già nel 2001 provò a costruire un ospedale. &lt;br /&gt;“Quando non ci arrivano le istituzioni – leggiamo nelle cronache dell'epoca - provvede la sensibilità di un artista a fare da collante per la realizzazione di progetti utili alla gente della propria terra. &lt;br /&gt;Esattamente come sta accadendo per il progetto di un centro oncologico che sorgerà in Puglia, a Cellino San Marco per la precisione, e si avvarrà del supporto tecnicoscientifico dell' Istituto San Raffaele di Milano, fondato e presieduto da Don Luigi Verzè. Un progetto che piano piano sta diventando realtà grazie ad Albano Carrisi che ha già donato i terreni dove far sorgere l' Istituto Oncologico Mediterraneo: nove ettari di suolo, vicino alla tenuta di famiglia "Il bosco", un terreno fertile pieno di alberi dove c' è una vecchia masseria che sarà ristrutturata. &lt;br /&gt;«Tutto è nato per caso grazie ad una canzone, o meglio ad un inno che mi hanno chiesto di scrivere per il San Raffaele», dice Albano nel corso della conferenza stampa organizzata nella sua azienda a Cellino San Marco per presentare ufficialmente il progetto e la Fondazione Onlus "Albano e Ylenia Carrisi". &lt;br /&gt;« È stata una folgorazione reciproca, ci siamo intesi subito (con don Verzè, ndr) e quando mi ha parlato delle difficoltà incontrate per realizzare un centro oncologico nel Tarantino, ho subito offerto la mia collaborazione, proponendo Cellino San Marco come sede. Sono un artista e di medicina capisco poco, ma so che in questa zona c' è un altissimo tasso di tumori e che non si contano i viaggi della speranza periodicamente fatti dalla povera gente colpita da terribili drammi familiari. ». &lt;br /&gt;Poi le cose sono andate male. Fitto regnante, la Regione doveva recuperare un deficit enorme in sanità e non voleva caricarsi i costi delle prestazioni generate dal nuovo istituto, a Bari non volevano perdere la centralità (quale?) del loro Istituto Tumori e così non se ne è fatto più niente. &lt;br /&gt;Le cose vanno meglio con Vendola Presidente, Assessore Tedesco e poi Fiore, che riprende a tessere i rapporti con don Verzè. Lo strumento dell'accordo è previsto dalla legge e si chiama sperimentazione gestionale: una società pubblico-privato con il 51% al pubblico.&lt;br /&gt;Costo dell'operazione 210 milioni, 120 della Regione Puglia, 80 del San Raffaele e 10 dello Stato. Tutto regolare sembrerebbe. Ma sugli organi di informazione incomincia a circolare qualche notizia sulla compagine sociale della nuova fondazione. Ogni socio ci mette del suo e don Verzè ci mette qualcuno dei suoi che è anche nella MolMed spa, Molecular medicine, società partecipata da Berlusconi per sconfiggere il cancro in poco tempo, come dichiarò qualche mese fa. &lt;br /&gt;Inoltre, solo per la cronaca, un dipendente di don Verzè è anche l'attuale Ministro della Salute, Ferruccio Fazio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MA IL SAN RAFFAELE ERA L'UNICO ECCELLENTE? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché la Regione Puglia sceglie un partner senza percorrere una procedura ad evidenza pubblica, cioè una gara? In fondo il San Raffaele non è l'unica eccellenza sanitaria in Italia.&lt;br /&gt;C'è l'Istituto Tumori di Milano, l'Istituto Europeo di Oncologia, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, L'Istituto Candiolo di Torino, per citarne alcuni. Perché, rispondono a Bari, il San Raffaele è una Onlus, cioè un ente no-profit.&lt;br /&gt;Qualcuno però ricorda che il Consiglio di Stato, recentemente ha sentenziato che la Fondazione San Raffaele «svolge attività commerciale, il fatto che non persegua utili o che gli utili siano reinvestiti nell’attività non esclude che essa svolge iniziative di carattere economico con modalità tali da consentirle di permanere sul mercato e di concorrere con altre strutture enti e società che operano nel settore sanità». &lt;br /&gt;Ma comunque, perché non utilizzare criteri oggettivi, cioè basati sui basilari principi di maggiore efficienza e maggiore economicità, oltreché più rispettosi del fondamentale canone Costituzionale dell’imparzialità della P.A., anche per scegliere un partner scientifico? L'impact factor della sua produzione scientifica in un particolare settore, i risultati delle terapie in alcune patologie? &lt;br /&gt;Non risulta che queste domande siano state poste dagli attuali rappresentanti dell’amministrazione regionale né che abbiano avuto preventiva risposta da parte del partner scientifico. &lt;br /&gt;Un altro affidamento diretto si fece sempre in Puglia alla fine degli anni '90 a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi per un grande centro di riabilitazione, dove la scelta cadde su un'altra fondazione, denominata sempre San Raffaele ma di proprietà del gruppo editorial-sanitario Angelucci di Roma. &lt;br /&gt;Una struttura che costa circa 100 milioni l’anno, che gode di buona considerazione e soprattutto è tra le poche del genere nel Meridione. Nessuno potrà mai dire se lo stesso servizio si sarebbe potuto rendere, con minori costi o con la stessa qualità, mediante una gestione diretta da parte del pubblico. &lt;br /&gt;Ovviamente, come sempre, abbiamo dati quantitativi ma non qualitativi, cioè sappiamo quanti ammalati vengono curati ma non quanti ne guariscono. Ma questo è un altro problema. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PATTO DELL'ASTICE ED I TUMORI CHE VANNO E VENGONO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo alle cronache del 2001 dalle quali questa nota ha mosso i primi passi. &lt;br /&gt;Siamo a Cellino, nella tenuta di Albano Carrisi, neo-socio di don Verze nella “Fondazione Albano e Ylenia Carrisi”. &lt;br /&gt;“In Puglia, così come sottolineato dal capo di gabinetto della Provincia di Brindisi Luigi Potenza, si contano negli ultimi anni oltre 270 mila casi di tumori con 150 mila decessi (fortunatamente le cifre sono sbagliate perché si riferiscono all'Italia ndr). «Di questi casi - ha detto Potenza - i più numerosi si sono registrati nella provincia di Brindisi e il dato diventa ancor più preoccupante se si considera che solo nella piccola Torchiarolo circa 200 persone sono state colpite dal male incurabile». &lt;br /&gt;Nonostante ad Albano non sia riuscito di realizzare il sogno di don Verzè, l'artista brindisino ha continuato a dare il suo sostegno alla cura dei tumori e con Massimo Ferrarese è Copresidente della “Fondazione per la Puglia” con la quale vengono raccolti fondi destinati a sostenere le cure oncologiche soprattutto, sinora, attraverso borse di studio.&lt;br /&gt;Ferrarese nel frattempo è diventato presidente della Provincia di Brindisi per il centro-sinistra. Recentemente ha attaccato il piano di rientro dal deficit in sanità di Vendola che prevede chiusure di posti letto. La sua controproposta è stata quella di chiedere 100 milioni per ammodernamenti tecnologici. &lt;br /&gt;Poi, una sera di agosto a Campo Marino Vendola e Ferrarese si sono incontrati davanti ad un piatto di spaghetti con l'astice per discutere di sanità e carbone. &lt;br /&gt;Infatti a Brindisi c'è da ridurre il consumo di carbone. Si fanno centrali a biomasse, si fanno fotovoltaici al posto delle coltivazioni agricole, ma il carbone che si brucia è sempre lo stesso. &lt;br /&gt;A Ferrarese, impegnato a sostegno delle cure oncologiche, non risulta che a Brindisi ci siano più tumori che altrove. Forse non ha avuto il tempo di parlare con Albano e del suo progetto del 2001. &lt;br /&gt;A Vendola non sappiamo cosa avrà chiesto per la sanità Brindisina. Sicuramente avrà chiesto di firmare subito le convenzioni con le società elettriche che ormai sono disposte ad accettare qualsiasi riduzione del carbone pur di togliersi dal collo il morso delle inchieste. Eppoi con le firme delle convenzioni le richieste di studi ed approfondimenti epidemiologici ed ambientali degli ambientalisti si andranno a fare benedire. &lt;br /&gt;Per convincere l'unico restio, Mennitti, via libera all'impiego del Combustibile da Rifiuti nella centrali. &lt;br /&gt;I rifiuti ossessionano tutti i Sindaci ed anche quello del capoluogo. Non riescono a comprendere che se si fa una buona raccolta differenziata non servono né discariche né inceneritori. Ma di questi ultimi la Puglia sta per autorizzarne uno per provincia. Eppoi con il riciclo dei rifiuti per ora fa profitti solo una imprenditoria di nicchia e non i grossi gruppi impegnati sui rifiuti e sugli inceneritori. &lt;br /&gt;Così, firmando le convenzioni avremo meno carbone e più diossine, come a Taranto, dove potremo comunque andare a curarci “eccellentemente” facendo prima un aerosol nei fumi dell'Ilva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA FAVOLA INSEGNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conclusioni sono due. Una è che i tumori sono tanti quando si devono curare, sono pochi quando si devono prevenire intervenendo sulle cause ambientali e soprattutto industriali.&lt;br /&gt;L'altra è che il mantra, potente e breve formula sonora spirituale che ha la capacità di trasformare la coscienza, secondo cui la sanità pubblica è allo sfascio e non è capace più di curare bene la gente, viene ripetuto anche nelle regioni governate dal centro-sinistra, sicuramente anche in Puglia. &lt;br /&gt;Per cui meglio dare i soldi ai privati per curare la gente malata di “tanti” tumori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatore accessi gratuito" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-4993284549719991171?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/4993284549719991171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/10/quando-brindisi-volevano-costuire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4993284549719991171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4993284549719991171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/10/quando-brindisi-volevano-costuire.html' title='QUANDO A BRINDISI VOLEVANO COSTUIRE L’OSPEDALE SAN RAFFAELE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TLv-5ACRBaI/AAAAAAAAAEE/Wohh5HZpOA4/s72-c/090106_porto1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-2585897861294757286</id><published>2010-09-11T04:26:00.001-07:00</published><updated>2010-09-11T04:26:53.822-07:00</updated><title type='text'>IL MISTERO DI CEGLIE MESSAPICA</title><content type='html'>Ceglie Messapica nasconde un mistero che riguarda la salute dei suoi cittadini ed in particolare delle sue cittadine.&lt;br /&gt;Un ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR che ha sede a Lecce, Emilio Gianicolo, insieme ad alcuni colleghi di altri istituti del CNR stesso e dell’Università di Pisa, ricostruendo la mortalità nella provincia di Brindisi dal 1981 al 2001 ha osservato che “il quadro epidemiologico che si riferiva ai residenti nella città di Ceglie Messapica presentava indubbiamente delle criticità degne di approfondimento.&lt;br /&gt;Tra queste criticità si segnalava l’eccesso di mortalità, tra le donne per tumore a trachea bronchi e polmoni, con i casi osservati – 28 – che sono in un numero più che doppio rispetto ai circa 12 casi attesi”.&lt;br /&gt;Cioè in 20 anni i decessi per tumori al polmone nelle donne sono stati più del doppio del numero atteso se si fossero verificati nella misura in cui si verificano mediamente in Puglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’eccesso di mortalità tra le donne per tumore a trachea bronchi e polmone viene riscontrato anche nell’Atlante delle cause di morte della Regione Puglia – Anni 2000/2005 edito dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale.&lt;br /&gt;Nell’Atlante si riporta un eccesso di circa il 20% rispetto alla popolazione regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 gennaio scorso si svolse a Ceglie un interessante convegno sul tema del rapporto tra salute e ambiente.&lt;br /&gt;Durante il convegno, oltre i dati pubblicati dal dott. Gianicolo, fu presentata una ricerca condotta dalla dott.ssa Barletta del Dipartimento di prevenzione dell’ASL di Brindisi da cui si evinceva un numero di decessi osservati tra le donne per tumore a trachea-bronchi-polmone, dal 2002 al 2009, pari a 18 con un eccesso stimato tra il 5% e il 17% a seconda del riferimento assunto.&lt;br /&gt;Insomma, sembrerebbe che anche dopo il 2001 questa maggiore mortalità per tumore al polmone tra le donne di Ceglie non si sia attenuata.&lt;br /&gt;L’Arpa, in un suo studio in cui analizza alcuni eccessi di mortalità afferma: “Per quanto riguarda Ceglie Messapica, si impone un approfondimento, anche attraverso, in prima battuta, l’analisi dei ricoveri ospedalieri. Tuttavia, appare indispensabile contestualmente un’indagine circa un possibile ruolo di fattori di rischio ambientali, prendendo in considerazione eventuali sorgenti emissive puntuali e diffuse e valutando l’eventuale impatto di sorgenti remote.“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguito di questo rilievo, il Sindaco Pietro Federico, chiese all’Arpa un monitoraggio della qualità dell’aria. I dati vennero presentati sempre nel convegno del gennaio scorso.&lt;br /&gt;Tutto abbastanza nella norma con un piccolo particolare: “dai dati dell’Inventario delle emissioni in atmosfera emerge un alto contributo della città di Ceglie (oltre il 50%) alle emissioni provinciali, per il macrosettore “Processi produttivi” in corrispondenza dei Composti Organici Volatili (COV)”&lt;br /&gt;I COV sono una serie di sostanze che evaporano facilmente a temperature ambiente. Il termine “organico” indica che i composti contengono carbonio. I COV sono oltre 300, e i più noti sono gli idrocarburi alifatici (dal n-esano, al n-esadecano e i metilesani), i terpeni, gli idrocarburi aromatici, (benzene e derivati, toluene, o-xilene, stirene), gli idrocarburi clorinati (cloroformio, diclorometano, clorobenzeni), gli alcoli (etanolo, propanolo, butanolo e derivati), gli esteri, i chetoni, e le aldeide (formaldeide). Le loro fonti sono numerose, domestiche ed industriali.&lt;br /&gt;Quest’ultimo dato ambientale, presente in modo esclusivo a Ceglie Messapica, potrebbe spiegare l’eccesso di mortalità per cancro al polmone nel sesso femminile, in considerazione del fatto che la popolazione femminile è maggiormente esposta ad un rischio ambientale in quanto più stanziale di quella maschile?&lt;br /&gt;Non sarebbe inoltre necessario, per confermare o confutare questa ipotesi, indagare le abitudini di vita e di lavoro dei 18 casi di cancro al polmone femminili rilevati nel periodo 2002-2009 e svolgere un’analisi approfondita dei ricoveri ospedalieri dei cegliesi negli ultimi decenni?&lt;br /&gt;Solo i misteri che non si vogliono svelare restano tali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-2585897861294757286?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/2585897861294757286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/09/il-mistero-di-ceglie-messapica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2585897861294757286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2585897861294757286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/09/il-mistero-di-ceglie-messapica.html' title='IL MISTERO DI CEGLIE MESSAPICA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-3375254058247680964</id><published>2010-08-12T12:16:00.001-07:00</published><updated>2010-08-12T12:16:53.481-07:00</updated><title type='text'>DALLA FLORIDA UN ESEMPIO PER BRINDISI. LA COMUNITA' DI PERRY BLOCCA LA COSTRUZIONE DI UNA CENTRALE A CARBONE.</title><content type='html'>Perry è una piccola comunità di quasi 7000 abitanti nella Contea di Terry, in Florida, USA. Affacciata sul Golfo del Messico è ricca di laghi e di foreste. Piccola, dicevamo, ma non debole quanto a capacità critica. Quando le hanno proposto di costruire una centrale a carbone da 800 MW, la notizia ha provocato una “preoccupazione significativa perchè Perry è una  comunità con problemi di giustizia ambientale (una comunità  sproporzionatamente toccata da rischi ambientali e che di conseguenza soffre di problemi sanitari e ambientali connessi con quei rischi)”. Ma guarda, il mondo è davvero piccolo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tassi per alcune patologie nella Contea d Taylor si attestano nel quarto quartile (cioè sono trai più elevati) per morti da tumore del polmone, incidenza di tumori al polmone, ricoveri per malattie respiratorie croniche, morti per ictus, ricoveri per ictus, morti per attacchi cardiaci, ricoveri per scompenso cardiaco congestizio, morti e ricoveri per diabete. “Tutti questi effetti avversi per la salute sono accentuati dal particolato delle emissioni in atmosfera e da contaminanti come idrocarburi, mercurio, diossido di zolfo, ossido di azoto, polveri sottili e CO2 emesse da un impianto che brucia carbone”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di questa preoccupazione la piccola comunità di Perry (piccola ma non stupida) si attiva  e con il sostegno economico dell'Agency for Toxic Substances and Disease Registry, nasce il Taylor County No Coal Coalition (TCNCC) composto dalle associazioni locali (Taylor Residents United for the Environment ,TRUE) dalla Florida Agricultural and Mechanical University (FAMU) e la  WildLaw (uno studio legale). La compagine studia le condizioni socio-economiche e sanitarie della zona e le modalità di produzione dell'energia. Sviluppa un dossier che alla fine mette in evidenza come i danni sarebbero maggiori dei benefici.. Ma ciò che colpisce nel dossier, peraltro pubblicato su una rivista della John Hopkins University, la prestigiosa università medica di Baltimora (USA), è che esistono tre modi di bruciare carbone e che il meno pericoloso non era incluso nel progetto: il ciclo combinato con gasificazione integrata. Un metodo di combustione del carbone molto pulito che converte il carbone in gas dopo averne estratto lo zolfo. La gasificazione del carbone permette anche di risparmiare il 15% del combustibile e di migliorare l'efficienza del 12%. Anche 500  medici hanno dichiarato la loro contrarietà alla costruzione della centrale per non aggravare le condizioni sanitarie della popolazione.&lt;br /&gt;Per farla breve, di fronte alle evidenze scientifiche prodotte, neppure le autorità locali hanno potuto autorizzare la centrale. Allo stato (maggio 2010) il permesso alla costruzione della centrale di Perry è stato ritirato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La favola insegna che 1) le agenzie della conoscenza (tra cui le università) non sempre si mettono a servizio di chi  paga la commessa di ricerca, ma anche di chi le sostiene ordinariamente con le tasse, cioè i cittadini 2) spesso le autorità locali non conoscono i processi produttivi che autorizzano e le alternative tecnologiche disponibili.&lt;br /&gt;Sono molte se similitudini tra Brindisi e Perry.. Anche qui l'Ordine dei Medici della Provincia di Brindisi si è espresso contro l'uso del carbone, proprio per la situazione sanitaria che qui si registra. Anche qui si registra un eccesso di malattie aggravate dai rischi ambientali. &lt;br /&gt;Sorge spontanea una domanda: cosa sanno Comune, Provincia e Regione, che andranno prima o poi a firmare le convenzioni con le società elettriche e che dalle stesse accettano sponsorizzazioni di vari eventi, sullo stato di salute della popolazione brindisina, sugli effetti di 40 anni di combustione nella nostra città, sulle alternative tecnologiche disponibili?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-3375254058247680964?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/3375254058247680964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/08/dalla-florida-un-esempio-per-brindisi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3375254058247680964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3375254058247680964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/08/dalla-florida-un-esempio-per-brindisi.html' title='DALLA FLORIDA UN ESEMPIO PER BRINDISI. LA COMUNITA&apos; DI PERRY BLOCCA LA COSTRUZIONE DI UNA CENTRALE A CARBONE.'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-3394946686316016218</id><published>2010-08-06T11:03:00.000-07:00</published><updated>2010-08-06T11:09:11.634-07:00</updated><title type='text'>ANCHE IL CIGNO FA LA CACCA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TFxPwJW4GhI/AAAAAAAAAD0/t1QO5CzSP3I/s1600/STRUZZO.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TFxPwJW4GhI/AAAAAAAAAD0/t1QO5CzSP3I/s200/STRUZZO.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502360533304089106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non trovo disdicevole che Enel organizzi concerti per promuovere la sua immagine. È un’impresa e fa il suo mestiere. I concerti dell’Enel sono però un’ ottima occasione per far salire alla ribalta le preoccupazioni dei cittadini rispetto all’uso del carbone, che grazie al gruppo di “Noalcarbone”, dall’edizione dello scorso anno, hanno la possibilità di essere espresse con una evidenza mediatica pari a quella riservata all’evento musicale di questa sera. &lt;br /&gt;Nelle scorse settimane si è dato rilievo alla comunicazione fatta dall’Arpa di Brindisi ai presidenti delle province pugliesi che le centraline di rilevamento della qualità dell’aria, site nel nostro territorio, riportano valori nei limiti di legge. Il presidente di Confindustria ha quindi concluso che finalmente “l’anatroccolo nero è diventato un cigno”.&lt;br /&gt;In realtà se le centraline superassero i limiti di legge ci sarebbe una intossicazione di massa. I limiti delle centraline mettono al riparo da effetti gravi ed immediati. Non mettono al riparo da effetti gravi ed a lungo termine come i tumori, le malattie da metalli pesanti, le tiroiditi, le malattie respiratorie dei bambini, i nati di basso peso, tutti effetti sanitari che in ogni parte del mondo si riscontrano con maggior frequenza intorno alle centrali a carbone. L’uso del carbone è conveniente per le aziende elettriche ma non per le popolazioni che risiedono vicino alle centrali. Penso soprattutto alla centrale Brindisi Nord che è incredibilmente dentro la città. I costi che l’azienda elettrica risparmia sono pagati all’esterno e si chiamano costi esterni. Qualcuno, come l’Università di Harvard a Boston, ha messo in piedi delle formule per calcolarli. In altri termini, anche il cigno, per quanto più bello dell’anatrocollo, fa la cacca!&lt;br /&gt; Gli studi sulla salute della popolazione brindisina sono pochi ma ci sono. La mortalità è più alta che nelle zone vicine. In soldoni, negli ultimi decenni ci sono stati circa 30 morti in più all’anno rispetto a quelli attesi se avessimo rispettato la stessa tendenza delle altre zone della regione. Inoltre proprio qualche settimana fa tre ricercatori, uno dell’Arpa e  due di istituti del CNR di Lecce, hanno presentato un interessante studio condotto proprio sui dati di Brindisi che dimostra come certi tipi di ricoveri e di decessi aumentino quando si innalza, all’interno di quei limiti di legge che sono rispettati, la concentrazione di alcuni inquinanti. Quindi anche i cosiddetti limiti di legge non sono poi così sicuri nel breve periodo e la combustione del carbone partecipa a questi innalzamenti.&lt;br /&gt;Non pretendo certo che Enel si metta ad organizzare grandi eventi per raccontare queste cose o che finanzi studi per rilevare anche a Brindisi le malattie che in tutto il mondo, senza infingimenti e senza paure, si rilevano intorno alle centrali a carbone. Questo sarebbe invece compito di Comune, Provincia e Regione e dei loro organi tecnici. Ma neppure loro si muovono.&lt;br /&gt;Per questo stasera sarò vicino a quanti manifesteranno davanti ai cancelli della centrale di Cerano, non contro Enel ma contro la combustione del carbone a Brindisi e l’immobilismo degli enti locali nella ricerca dei suoi effetti sui cittadini di questa città e nella pretesa di differenti combustibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-3394946686316016218?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/3394946686316016218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/08/anche-il-cigno-fa-la-cacca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3394946686316016218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3394946686316016218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/08/anche-il-cigno-fa-la-cacca.html' title='ANCHE IL CIGNO FA LA CACCA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TFxPwJW4GhI/AAAAAAAAAD0/t1QO5CzSP3I/s72-c/STRUZZO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-8778241502863079272</id><published>2010-07-24T03:46:00.000-07:00</published><updated>2010-07-24T03:48:13.324-07:00</updated><title type='text'>IN ATTESA DI UNA NUOVA SANITA’ IN PUGLIA: PAGARE LA SALUTE E NON LA MALATTIA.</title><content type='html'>L'attuale scontro politico sui tagli alla sanità pugliese è preoccupante per le ripercussioni sia, in termini generali, sulla salute delle persone, e sia per quanto riguarda l’accesso alle cure. Ma sappiamo bene anche che l’organizzazione sanitaria incide solo per il 10-15% sulla salute di una popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto l'utilizzo dell'argomento come strumento di lotta politica ha sempre distratto l’attenzione dalla sostanza del problema. La riduzione dei posti letto fu, otto anni fa, un tema di lotta politica contro il governo regionale di centro-destra; oggi tagli di proporzioni anche maggiore sono motivo di contestazione al governo di centro-sinistra. Tagli che peraltro seguono un Piano Sanitario pieno di promesse ed ampliamenti dalla dubbia sostenibilità economica. Nel 2002 fummo contrari a quei tagli perché l’ospedale era l’unica risposta di salute. Se oggi molti cittadini si ricoverano impropriamente, non lo fanno solo per non pagare il ticket ma anche perché le liste di attesa sono troppo lunghe ed il ricovero è una scorciatoia per eseguire subito gli esami necessari senza pagarli di tasca propria. In questi anni la medicina del territorio, in particolare la medicina generale e ambulatoriale, ha ricevuto molte più risorse del passato. E’ giunto il tempo che si faccia carico di coloro che non necessitano di ricovero e di quanti vengono dimessi in condizioni subcritiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Constatiamo ancora, purtroppo, che le persone che ne hanno bisogno non hanno facile accesso alle cure, i tempi di attesa per ricevere una visita o effettuare un esame sono molto lunghi ed incompatibili con i dettami della medicina moderna; i costi sono talvolta pagati di tasca propria, le attività di prevenzione languono in gravi difficoltà e la medicina del lavoro pubblica è quasi scomparsa. Il pensiero va a città industriali come Brindisi e Taranto oppure a Bari con la paventata chiusura dell’unico reparto di degenza rimasto. Per molte cure di malattie gravi i pugliesi migrano ancora verso strutture sanitarie del Centro-Nord; fuggono dalle carenze, dalla mancata previsione, dalla inefficace organizzazione e dallo scarso coordinamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo certi che questi migranti dolenti che, pur di curarsi bene, sono disposti ad affrontare viaggi lunghissimi, di centinaia di chilometri, accetterebbero volentieri di percorrerne solo poche decine in più, dall’inutile ospedale sotto casa, per raggiungerne uno efficiente all’interno della nostra regione. Il problema è constatare che restano in piedi rimasugli di ospedali inutili accanto a grandi ospedali sottoutilizzati e privi di specialità importanti. Non vediamo alcuna programmazione delle attività che mancano e temiamo che anche questa volta la politica non avrà la forza necessaria per contrastare la rivolta delle corporazioni sanitarie (medici, infermieri, burocrazie sanitarie) a loro volta spalleggiate dai politici locali atterriti dalla perdita di consenso e perciò disposte anche ad istigare autolesionistiche isterie dal basso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa situazione già di per sé preoccupante assistiamo allibiti all’elargizione fatta, dal governo regionale, a don Verzè di 120 milioni di euro per l’Ospedale San Raffaele di Taranto; un progetto che in nome dell’”eccellenza”, in realtà, per le partecipazioni “tecniche” ed azionarie, dirette ed indirette, che con ogni probabilità lo connoteranno, minaccia di essere un altro eccellente e poliedrico esempio di conflitto di interessi, stavolta applicato alla sanità. Ossia alla salute pubblica (Si consiglia a tal riguardo la lettura dell’interessante articolo di Angelo Di Leo pubblicato sul Corriere del Giorno di mercoledì 21 luglio). Un’elargizione che si scontra con l’assenza di un vasto piano d’ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A noi, lo ribadiamo, non interessa il tecnicismo dei tagli; a noi interessa la salute dei pugliesi, quella salute che nessuno si occupa di misurare-valutare e che alcuni indicatori indiretti danno in peggioramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contrasto alle fonti inquinanti è debole e quasi solo di facciata. Si consideri, a tal proposito, il problema delle emissioni nocive del siderurgico e della raffineria di Taranto, del petrolchimico del farmaceutico e del carbone di Brindisi; e ancora gli scarsi controlli delle acque e degli alimenti, le ispezioni nei luoghi di lavoro che ormai si fanno solo su richiesta. Se il contrasto è debole, la prevenzione non è certo in condizioni migliori; manca il registro regionale dei tumori e l’attività epidemiologica, da parte dell’ASL, intorno alle fonti di rischio ambientale e sanitario manca del tutto o quasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vediamo alcuna forma di contrasto al dilagante consumismo farmaceutico, vaccinale e radiologico che oltre ad essere fonte di spreco, è anche portatore di danno alla salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’informatizzazione delle attività cliniche – cartelle cliniche, visite, esami radiologici – è sporadica ed insufficiente con la conseguente ripetizione di procedure e l’incompleta presa in carico dei malati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo chiesto, inascoltati, che fossero dati segnali precisi che facessero luce sulla commistione tra pubblico e privato anche all’interno delle strutture pubbliche; come per esempio, l’adozione di liste d’attesa uniche, per paganti e non paganti, così come ha fatto la regione Toscana per gli interventi chirurgici; l’abolizione dell’obbligo di prenotazione per alcune prestazioni specialistiche di base ad alta frequenza di richiesta. Il problema dei “tagli” dei posti letto ospedalieri, al quale no siamo pregiudizialmente contrari, non indebolisce la nostra continua richiesta di una sanità diversa da quella finora attuata in Puglia. Il riferimento non è solo agli scandali giudiziari ma, piuttosto, ad una nuova visione che privilegi la tutela della salute alla erogazione di prestazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai tempi dell' antico impero cinese i medici venivano retribuiti fino a quando i loro assistiti erano in buona salute e non ricevevano più alcun compenso quando viceversa si ammalavano: forse la proverbiale saggezza cinese aveva colto nel segno e se anche noi ci armassimo della medesima saggezza, la nostra salute sarebbe certamente più tutelata. (Patrizia Gentilini)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondimenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-       Gli scandali della sanità pugliese http://salutepubblica.org/uploadtest/Servizio%20Socio-Sanitario/090801%20Scandalo%20sanita.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-       Otto proposte per la sanità malata http://salutepubblica.org/uploadtest/Servizio%20Socio-Sanitario/091016Otto_Proposte_per_la_sanita_pugliese.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-       Bilanci ASL 2008 http://salutepubblica.org/uploadtest/Servizio%20Socio-Sanitario/Bilanci%20ASL%202008_puglia.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Medicina Democratica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salute Pubblica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-8778241502863079272?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/8778241502863079272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/07/in-attesa-di-una-nuova-sanita-in-puglia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8778241502863079272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8778241502863079272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/07/in-attesa-di-una-nuova-sanita-in-puglia.html' title='IN ATTESA DI UNA NUOVA SANITA’ IN PUGLIA: PAGARE LA SALUTE E NON LA MALATTIA.'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-3639076919748716026</id><published>2010-07-20T10:33:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T10:49:18.361-07:00</updated><title type='text'>AVANTI PRESIDENTE!</title><content type='html'>Questa volta col Presidente Ferrarese mi trovo daccordo. In questi ultimi giorni ha fatto due uscite sulla sanità. Una in cui auspica che si dotino tutti gli ospedali della provincia di Brindisi di TAC e Risonanze magnetiche per ridurre le liste di attesa, l'altra in cui chiede 100 milioni per ammodernare (immagino soprattutto con tecnologie) la sanità locale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sebbene siano i Sindaci ad avere per legge il compito di vigilare sulla ASL e concertare le decisioni strategiche, il presidente della Provincia ha fatto bene&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ad alzare la voce ponendo una questione generale e non di campanile (come fanno invece alcuni Sindaci e Consiglieri).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si sa, con Ferrarese non sono daccordo su tante cose. Una di queste è la visione della salute collettiva che non è fatta solo di cure ma anche di prevenzione, ma non sprecherei questa occasione di consonanza per dare forza ad una idea.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi nel merito o negli aspetti tecnici non saremo daccordo su tutto, ma che la sanità brindisina manchi di molte specialità chiave ed abbia tecnologie da rinnovare, è una verità che dovrebbe vedere tutti concordi nel protestare e nel reclamare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Purtroppo poi non basta aumentare il numero di TAC per ridurre le liste di attesa. Sia perchè nella sanità pubblica non accade quello che succede nell'azienda privata a cui Ferrarese è abituato. Gli inglesi hanno dimostrato da tempo che se i costi aumentano di una certa entità, la produttività aumenta molto meno. Eppoi i tempi. Per modificare l'organizzazione del lavoro ci vogliono mesi e mesi di concertazione sindacale, per spendere dei finanziamenti per ammodernamenti anche anni. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ho detto che poi nel merito qualche approfondimento sarebbe necessario. E credo che il Presidente&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sarà anche daccordo su quanto sto per dire. Alla Mayo Clinic di Rochester, uno dei santuari della Medicina moderna, il 40% degli esami radiologici è inappropriato, cioè richiesto ed effettuato senza un giustificato motivo. Stenteremmo a credere che qui, se si andasse a verificare bene, non troveremmo qualche punto percentuale in più? Bene. Allora se mettessimo in atto un'attività di controllo della appropriatezza che il CNR di Lecce ha proposto anche all'assessorato alla salute della Puglia, con le stesse macchine potremmo ridurre della metà i tempi di attesa. A parte la considerazione ( Ferrarese la condividerà perché insieme a qualche sindacato lamenta che io parli sempre e solo dei cancerogeni occupazionali) per la quale&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;negli USA (chissà perché studiano solo lì) hanno stimato 29.000 cancri nei prossimi decenni per le dosi da radiazioni da TAC effettuate nel 2007! Per questo è importante fare ogni sforzo per richiederle ed eseguirle solo quando servono.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A Brindisi mancano reparti importanti per le patologie diffuse nella popolazione. Mancano la Chirurgia toracica (eppure i tumori al polmone non&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;mancano), manca la Gastroenterologia (eppure non mancano le malattie del fegato), manca la Cardiochirurgia, mancano risonanze magnetiche (è vero che sono poche).. Mancano da quando c'era il centro-destra e da quando c'è il centro-sinistra. Molta tecnologia pesante andrebbe rinnovata ed aggiornata. Se per far questo si chiudesse qualche piccolo ospedale che costa milioni di euro all'anno (leggiamoli i bilanci della ASL!) se ne lagnerebbe solo chi ci lavora e qualche politico locale, non certo i malati che per curarsi fanno anche migliaia di chilometri.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Avanti così Presidente!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Maurizio Portaluri&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TEXekXgKD9I/AAAAAAAAADs/pPATEbpYFmQ/s1600/DSCN2375.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-3639076919748716026?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/3639076919748716026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/07/avanti-presidente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3639076919748716026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3639076919748716026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/07/avanti-presidente.html' title='AVANTI PRESIDENTE!'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-8170113407579171284</id><published>2010-07-13T02:50:00.000-07:00</published><updated>2010-07-13T02:53:53.894-07:00</updated><title type='text'>IL BRUTTO ANATROCCOLO, IL CIGNO ED IL SUO CANTO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TDw3mzlI07I/AAAAAAAAADk/sUDOEtQoJP0/s1600/P1201856.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TDw3mzlI07I/AAAAAAAAADk/sUDOEtQoJP0/s200/P1201856.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5493326785305695154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa Enel e Confindustria Brindisi hanno esultato per alcune dichiarazioni diffuse dal Dipartimento Ambiente della Unione Regionale delle Province Pugliesi contenute in un verbale di incontro svoltosi a Brindisi il 21 giugno scorso. Non dunque un documento ufficiale dell'Arpa ma il resoconto di un'audizione di dirigenti dell'Agenzia. Nell'incontro tema di  discussione erano “le emissioni di anidride carbonica, polveri sottili e del conseguente impatto ambientale della Centrale Federico II”. Nel verbale, che il Presidente dell'UPI, Prof Schittulli, mi ha subito messo gentilmente a disposizione, si legge che “a quanto pare esiste su tutto il territorio Brindisino, in particolar modo nel suo distretto industriale, una capillare  rete di centraline per l’esattezza ventotto, la stragrande maggioranza gestite interamente dall’ ARPA solo il 30% gestite da aziende private cinque delle quali dall’ ENEL. Le parole della Dirigente (dell'ARPA, dott.ssa D'agnano) sono sin dall’inizio confortanti e rassicuranti in quanto si apprende che nessuna di queste supera la soglia limite di rilevamento soprattutto nei pressi della Centrale Termoelettrica a carbone ENEL “Federico II”. Il verbale prosegue: “emerge un aspetto inquietante per quanto concerne l’inquinamento del sottosuolo, nello specifico la dott.ssa D’agnano si riferisce alle falde acquifere per il 90% inquinate non certo a causa delle sostanze di lavorazione  dell’ ENEL bensì per infiltrazioni di sostanze di scarti di lavorazione delle aziende petrolchimiche e soprattutto farmaceutiche”.&lt;br /&gt;Se questa audizione tranquillizza Enel,  perché Confindustria non  si preoccupa dell’inquinamento delle falde? È forse meno pericoloso per l’uomo?&lt;br /&gt;Inoltre mi domando in che misura sulla base di queste notizie possiamo stare tutti più tranquilli. Intanto si deve precisare che le centraline misurano solo alcuni degli inquinanti che la combustione del carbone produce. Non misurano mercurio, arsenico, piombo, nichel, diossine, policlorobifenili (pcb), idrocarburi policiclici aromatici (ipa), sostanze radioattive come il polonio. Di tutte queste sostanze sappiamo ancora molto poco a Brindisi, mentre sappiamo molto da studi condotti in altre nazioni anche circa i loro effetti negativi sulle popolazioni residenti nei pressi delle centrali a carbone.&lt;br /&gt;Bisogna studiare e ricercare di più. Mi sono esercitato in un problema di aritmetica ma non so se l’ho svolto bene. È un problema sul mercurio. Su 8 milioni di tonnellate di carbone transitate annualmente nel nostro porto, assumendo che in ogni kg di carbone ci possono essere mediamente 0,3 mg di Mercurio (ma anche di più o di meno, ma questo dovrebbe essere stabilito con apposite analisi), nelle centrali brindisine sono entrate annualmente 2400 tonnellate di mercurio. Nelle autodichiarazioni aziendali si legge che per il 2005, in aria sono stati emessi 50 kg  di mercurio e  2,7 Kg in acqua. Cioè appena il 2 per mille del mercurio presente nel carbone. Un vero successo della captazione o una mia grave carenza in matematica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo contenti che l'ARPA controlli oggi più di ieri e siamo fiduciosi che controllerà sempre meglio, perché gli inquinanti da controllare sono ancora tanti, molti di più di quelli di cui si è interessata la commissione ambiente dell'Unione Regionale delle Province il 21 giugno scorso a Brindisi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-8170113407579171284?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/8170113407579171284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/07/il-brutto-anatroccolo-il-cigno-ed-il.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8170113407579171284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8170113407579171284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/07/il-brutto-anatroccolo-il-cigno-ed-il.html' title='IL BRUTTO ANATROCCOLO, IL CIGNO ED IL SUO CANTO'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TDw3mzlI07I/AAAAAAAAADk/sUDOEtQoJP0/s72-c/P1201856.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-9036832845144472832</id><published>2010-06-30T00:52:00.000-07:00</published><updated>2010-07-02T09:49:45.899-07:00</updated><title type='text'>SANITA': I TAGLI NON SERVONO SENZA UNA POLITICA SANITARIA  ANTICONSUMISTICA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TCr5elync_I/AAAAAAAAADc/EN2zJdYl-M0/s1600/fotomaggio2009+057.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TCr5elync_I/AAAAAAAAADc/EN2zJdYl-M0/s200/fotomaggio2009+057.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488473399840175090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;All'inizio del decennio scorso il governo regionale si trovò ad affrontare un importante deficit e mise in atto un blocco totale di acquisti ed assunzioni che durò circa quattro anni. A questo si aggiunse la cura dimagrante dei posti letto negli ospedali e la loro parziale chiusura. A dieci anni di distanza, per fronteggiare un deficit di pari dimensioni ma con un budget sanitario nel frattempo quasi raddoppiato, le misure che probabilmente verranno messe in campo richiamano quelle della prima potatura. &lt;br /&gt;La Puglia "migliore" avrebbe meritato qualcosa di più!&lt;br /&gt;Con ciò non si vuol dire che nulla sia cambiato in questi anni. Alcuni costi sono cresciuti notevolmente come quelli della medicina di base, della riabilitazione e della farmaceutica, si è introdotta nuova tecnologia, nuovi servizi alle disabilità sono ora disponibili. Però la gente continua a migrare per curarsi, l’accesso alle prestazioni è difficile, il cittadino spesso deve pagare da sé esami e cure. Ma oltre questi aspetti funzionali, quale è l’efficacia della nostra sanità? I risultati delle cure sono paragonabile agli standard internazionali? La salute della popolazione è migliorata o peggiorata? Purtroppo il problema della spesa e del suo contenimento rimane sempre in primo piano ed i rimedi sono sempre gli stessi, cioè tagli e ridimensionamenti. Non sono contro i tagli e neppure contro la chiusura di alcuni ospedali.. Ma ciò che soprattutto mi pare manchi oggi, come dieci anni fa, è una politica che contrasti il consumismo sanitario. Una politica che controbilanci la pervasività dell’industria farmaceutica e biomedica e che metta in condizioni il servizio sanitario di confrontarsi con essa in situazione di parità, anche attuando la sospensione temporanea della informazione scientifica industriale negli ambulatori medici. Una politica che renda trasparenti, cioè noti ai cittadini, i rapporti tra industria farmaceutica e servizio sanitario (non solo medici), crei una forte informazione pubblica sui farmaci anche con campagne pubblicitarie, informi i cittadini e gli operatori sanitari sui rischi di cancro che possono derivare ai pazienti da una diagnostica radiologica inappropriata, valuti criticamente le proposte di campagne vaccinali prima che siano dichiarate di dubbia efficacia dagli stessi proponenti. E ancora, privilegi la prevenzione primaria attraverso stretti controlli su acqua ed alimenti. Bandisca l’uso dei pesticidi. Informatizzi le cartelle cliniche per evitare ai cittadini ripetizioni di esami e inutili peregrinazioni. Misuri i risultati delle cure e valuti l’operato dei medici su di essi e non sulla quantità di prestazioni erogate. Un sistema sanitario, in altri termini, che paghi la salute e non la malattia.&lt;br /&gt;Questa rivoluzione culturale in sanità, che un’area minoritaria ma sempre più consapevole, da tempo propone e non solo in questa regione, sarebbe proprio necessaria per migliorare la salute dei cittadini e per evitare che fra dieci anni ci si ritrovi a dover proporre ad una popolazione più malata i tagli ed i ritagli di oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-9036832845144472832?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/9036832845144472832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/06/sanita-i-tagli-non-servono-senza-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/9036832845144472832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/9036832845144472832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/06/sanita-i-tagli-non-servono-senza-una.html' title='SANITA&apos;: I TAGLI NON SERVONO SENZA UNA POLITICA SANITARIA  ANTICONSUMISTICA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TCr5elync_I/AAAAAAAAADc/EN2zJdYl-M0/s72-c/fotomaggio2009+057.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-4637035135113943470</id><published>2010-06-25T02:45:00.000-07:00</published><updated>2010-06-30T00:52:14.644-07:00</updated><title type='text'>IL DIRETTORE GENERALE IMMAGINARIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TCSIFzNd74I/AAAAAAAAADU/AUcR73LJZCg/s1600/061026nidodaquilaDSCN0240.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TCSIFzNd74I/AAAAAAAAADU/AUcR73LJZCg/s200/061026nidodaquilaDSCN0240.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486659879271526274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio libro su La Sanità Malata (Glocaleditrice 2008) mi ha reso tanto famoso nel mondo sanitario pugliese  da rendermi visibile anche dove non sono mai stato. Sia Repubblica che la Gazzetta del Mezzorgiono mi hanno dato presente lunedì 21 giugno scorso all'esame per direttore generale organizzato dalla Giunta Regionale Pugliese del Presidente NIchi Vendola. Nichi Vendola ha il merito, nella società della comunicazione, di aver reso la Puglia interessante per l'opinione pubblica nazionale. Omossessuale dichiarato, cattolico, di sinistra estrema, il nostro Presidente ha rivinto le elezioni 2010 contro un centro destra spaccato in due e dopo una bufera giudiziaria che ha colpito la sua giunta e la sanità, sulla promessa della cui riforma aveva vinto, contro ogni previsione, le elezioni del 2005. Sull'onda di quella vittoria mi ero messo in gioco ed ero stato nominato direttore generale di una ASL. Ma dopo due anni, prima venivo spostato ad altro incarico, poi mi dimettevo. Il perchè è tutto nel mio libro del 2008 (non è più in libreria ma potete richiedermelo). Ma perchè ne riparlo? Perchè le dimissioni ed il libro hanno fatto di me un personaggio mediatico che non c'è più nella realtà ma vive nel mondo dell'informazione.&lt;br /&gt;Qualche mese fa pare che la Regione Puglia abbia riaperto i termini per presentare le domande per direttore generale. Dopo alcune settimane un amico mi ha chiamato al telefono "Sei ancora nell'elenco", mi ha detto, "Hai fatto la domanda!!!". Ed io a spiegargli che non avevo fatto nessuna domanda. Mi è stato persino detto che qualche funzionario regionale ha giurato di avermi visto presentare la domanda. Ora che gli "elencati" aspiranti sono stati convocati alla Fiera del Levante per l'esamino, tutti mi hanno rivisto lì. Ma io ero in ospedale come ogni giorno, nel servizio di radioterapia. Ho mandato qualche email, ho scritto sui siti dei giornali per smentire. Ma niente da fare. Per cui ho deciso che accetterò il nuovo incarico, quello di "direttore generale immaginario". Potenza dei media. Daltronde, se un Presidente "di sinistra" può fare una politica di destra continuando ad essere considerato "di sinistra", perchè io non potrei fare il "direttore generale immaginario" continuando a fare tutt'altro? Magari potrei anche immaginare una sanità che non esiste e far credere che sia vera. Potenza dei media.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://codice.shinystat.com/cgi-bin/getcod.cgi?USER=brimapo"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;noscript&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatore siti" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-4637035135113943470?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/4637035135113943470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/06/il-direttore-generale-immaginario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4637035135113943470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4637035135113943470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/06/il-direttore-generale-immaginario.html' title='IL DIRETTORE GENERALE IMMAGINARIO'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/TCSIFzNd74I/AAAAAAAAADU/AUcR73LJZCg/s72-c/061026nidodaquilaDSCN0240.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7919300639728792183</id><published>2010-06-23T07:04:00.000-07:00</published><updated>2010-06-23T07:06:47.592-07:00</updated><title type='text'>QUANDO LA SALUTE NON DIPENDE DAGLI OSPEDALI</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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Si è svolto nell’isola di Lipari l’ XI Congresso Siculo-Calabro della Società italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità pubblica, dove è stato presentato lo studio sull’organizzazione sanitaria nelle isole minori italiane che tra poco saranno prese d’assalto in vista della stagione turistica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;In queste isole si nasce di più, si muore meno ma non si riescono a rispettare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) soprattutto riguardo interventi urgenti e prevenzione terziaria per malattie croniche come diabete e tumori. Nelle 46 isole minori italiane (divise in 36 comuni di 7 regioni e con solo 8 ospedali) la distribuzione d’età è sovrapponibile a quella nazionale, la natalità è in crescita (9,5 per 1000 contro 9 per 1000 in Italia) mentre la mortalità è più bassa rispetto a quella nazionale (9,2 contro 10,6). L’efficacia degli interventi sanitari, come dimostrano le esperienze dei “cerchi concentrici” delle isole greche e delle Orcadi (in cui un’isola baricentrica nell’ambito di un arcipelago funziona da capofila), dipende dai sistemi di trasporto e dallo sviluppo delle nuove tecnologie come la telemedicina. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;Il succo mi sembra questo: anche se non c’è l’assistenza sanitaria disponibile in una grande città, nelle isole italiane si nasce di più e si vive più a lungo. Se c’è una patologia che richiede una cura complessa (tumori, cardiopatie ecc) bisogna spostarsi. È un po’ quello che succede in tutto il Sud d’Italia. Al Sud si vive meglio che al Nord ma se ti ammali sono affari tuoi. Verrebbe istintivo chiedere allora più servizi sanitari, più ospedali, più medicina insomma. È quello che emerge anche dal dibattito nostrano sugli ospedali da chiudere. I politici fanno a gara per spararla grossa, qualcuno fa i calcoli sui posti letto, ma nessuno prende il toro per le corna. Nessuno lancia una campagna di studio sullo stato di salute della popolazione, rispetto alle diverse fonti di rischio. Solo dopo aver fatto ciò si può stabilire cosa serve in termini di prevenzione primaria e terziaria. La prima evita che le malattie insorgano, la seconda cura quelle già insorte. Ma per curare le malattie gravi del nostro tempo servono pochi ospedali, con molto personale e tecnologia complessa e costosa. Potremo averli anche qui senza rinunciare ai molti ospedali di basso livello presenti nella nostra regione? Non credo. I soldi disponibili per gli ospedali, circa la metà del budget per la sanità, vanno spesi meglio: un buon sistema di emergenza e pochi centri di eccellenza. Ma per fare questo bisogna scontrarsi con le corporazioni degli operatori che non vogliono cambiare abitudini e perdere privilegi. Non è vero che i cittadini vogliono l’ospedale sotto casa. I cittadini quando stanno male sono disposti a fare, e non da ora, anche migliaia di chilometri per curarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;Partiamo dalla salute e non dagli interessi degli operatori, una volta tanto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7919300639728792183?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7919300639728792183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/06/quando-la-salute-non-dipende-dagli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7919300639728792183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7919300639728792183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/06/quando-la-salute-non-dipende-dagli.html' title='QUANDO LA SALUTE NON DIPENDE DAGLI OSPEDALI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-2837743602805633640</id><published>2010-05-23T13:59:00.001-07:00</published><updated>2010-05-23T14:10:18.771-07:00</updated><title type='text'>LA SALUTE DEI BAMBINI ED I PESTICIDI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S_mXagqs-pI/AAAAAAAAADE/kt0wxMVLy0Q/s1600/CAMPAGNA3.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S_mXagqs-pI/AAAAAAAAADE/kt0wxMVLy0Q/s200/CAMPAGNA3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474573303746984594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pediatri canadesi hanno lanciato un documentato allarme sugli effetti dei pesticidi nei bambini divulgando uno studio condotto da un ente di ricerca americano.&lt;br /&gt;Il Consiglio Nazionale della Ricerca e Accademia di Scienza degli Stati Uniti ha, infatti, ricevuto l’incarico di studiare le implicazioni politiche e scientifiche riguardanti i pesticidi nella dieta di bambini e ragazzi. Ecco le conclusioni a riguardo. “La quantità e la varietà di pesticidi oggi usate è di gran lunga maggiore che in ogni altro periodo della storia.&lt;br /&gt;Esistono differenze qualitative e quantitative nella tossicità dei pesticidi tra adulti e ragazzi. Bambini e ragazzi possono sviluppare effetti tossici per quantità molto piccole per il loro differente metabolismo, il maggiore assorbimento, diete con maggiore concentrazione di alcuni prodotti contenenti elevate quantità di pesticidi e possono riportare effetti di tipo neurologico, comportamentale, endocrinologico ed oncologico che non sono visibili nell’adulto, a causa delle esposizioni in utero e durante alcune fasi dello sviluppo.&lt;br /&gt;La tolleranza costituisce la più importante modalità con cui i livelli massimi ammissibili di pesticidi residui negli alimenti sono determinati. Le concentrazioni tollerate sono basate soprattutto sui risultati di studi condotti dai produttori di pesticidi e sono concepiti rispetto alla più elevata concentrazione residua dopo un uso normale in agricoltura. La tolleranza non è basata principalmente su considerazioni sanitarie. I medici ed i ricercatori devono assicurare che i levelli massimi ammissibili siano basati su considerazioni sanitarie sia per i livelli trovati nelle fonti di alimenti che quelle conseguentemente  trovate nell’acqua e nel terreno.&lt;br /&gt;L’attuale sistema regolatorio guarda solo alle esposizioni medie dell’intera popolazione. Di conseguenze variazioni nell’esposizione da dieta a pesticidi ed i rischi per la salute correlati all’età ed ad altri fattori come l’area geografica e la razza non sono considerati. La dieta è un’importante fonte di esposizione ai pesticidi. &lt;br /&gt;I bambini possono contaminarsi attraverso la cute giocando su terreni in cui sono stati impiegati pesticidi. Nei lavoratori dell’agricoltura sono stati rinvenuti livelli di pesticidi nell’organismo molto elevato per un processo di accumulo, ed un rischio di sviluppare sarcomi delle parti molli e linfomi non-hodgkin superiori al resto della popolazione.&lt;br /&gt;Nei cibi possono trovarsi residui di numerosi pesticidi ciascuno dei quali è ritenuto nei livelli ammissibili ma il loro effetto concorrente non è tenuto in considerazione.”&lt;br /&gt;La Commissine conclude invitando le autorità a condurre controlli molto stretti sui residui di pesticidi negli alimenti, nel suolo e nell’acqua. Quest’ultima è di gran lunga più assunta da un bambino rispetto ad un adulto in rapporto al peso corporeo.&lt;br /&gt;I medici sono invitati ad essere molto accorti sugli effetti acuti e cronici dell’applicazione locale a mezzo spray, le applicazioni domestiche e quelle nei cibi. Ad educare i pazienti circa i pericoli per la salute associati ai pesticidi. Ad incoraggiare le alternative ai pesticidi.&lt;br /&gt;Come l’uso di prodotti organici ed il trattamento in modo alternativo dei prati. Incoraggiare le autorità locali a proibire l’esposizione delle persone ai cittadini. A questo riguardo la città di Cootie St. Luc, vicino Montreal (Canada) ha vietato con una legge locale l’uso dei pesticidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È poi proprio di qualche giorno fa la pubblicazione sulla prestigiosa rivista medica internazionale Pediatrics di un lavoro condotto da ricercatori della Harvard University di Boston (USA), che hanno intervistato le famiglie di 1139 bamabini, hanno misurato residui di pesticidi organofosforici nelle loro urine ed hanno trovato che a livelli di pesticidi 10 volte superiori in alcuni casi era associato ad un rischio di disturbi dell’attenzione/disordine di iperreattività più frequente del 55%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come stanno le cose dalle nostre parti? Le relazioni sullo stato di salute della  ASL locale, nel 2000 e nel 2006, non riportano, perché mancanti, i dati sui consumi di pesticidi. Nel bilancio di esercizio della ASL di Brindisi del 2009, recentemente pubblicato, il dipartimento di prevenzione denuncia alcune centinaia di controlli sugli alimenti che sono risultati tutti nella norma. Le cronache di qualche anno fa, durante un’estate particolarmente calda, hanno riportato diversi episodi di intossicazione di braccianti durante l’attività di irrorazione con pesticidi.&lt;br /&gt;Alla luce di queste chiare evidenze scientifiche, siamo forse di fronte ad una situazione che merita un serio approfondimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatore utenti connessi" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-2837743602805633640?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/2837743602805633640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/05/la-salute-dei-bambini-ed-i-pesticidi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2837743602805633640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2837743602805633640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/05/la-salute-dei-bambini-ed-i-pesticidi.html' title='LA SALUTE DEI BAMBINI ED I PESTICIDI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S_mXagqs-pI/AAAAAAAAADE/kt0wxMVLy0Q/s72-c/CAMPAGNA3.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7648779864825579816</id><published>2010-05-09T09:20:00.001-07:00</published><updated>2010-05-14T05:20:26.010-07:00</updated><title type='text'>OCCHIO ALLE VACCINAZIONI</title><content type='html'>A Busto Arsizio (Varese),  un giudice per la prima volta in Italia, ha riconosciuto la possibilità di un nesso causa-effetto tra vaccinazione e autismo. «Mancando la prova di altre cause concomitanti, c’è una ragionevole probabilità che ciò sia avvenuto», ha detto in buona sostanza il tribunale di Busto, condannando il Ministero della Salute a risarcire i genitori di un bambina di Gallarate che aveva sviluppato problemi di autismo proprio in seguito a una vaccinazione obbligatoria (era un’antipolio), secondo quanto prescritto dalla legge 210 del 1992 che risarcisce appunto i danni causati da vaccini. Sentenza clamorosa. Non solo perché i danni da vaccino sono contestati dall’establishment ufficiale, i cui rapporti con le case farmaceutiche sono tutt’altro che limpidi ed esenti da conflitti di interesse, ma soprattutto perché il Tribunale di Busto, nell’emettere la&lt;br /&gt;sentenza, ha contraddetto persino il suo stesso consulente tecnico che aveva espresso parere contrario. «Ci muoviamo su di un vero e proprio campo minato», avverte Saverio Crea, avvocato di Firenze, uno dei legali che ha difeso in giudizio il diritto al risarcimento.&lt;br /&gt;Non è il solo caso riconosciuto da un giudice, ce ne è stato un altro in Lombardia. Esiste un’associazione che si chiama CONDAV (Coordinamento nazionale dei danneggiati da Vaccino), alla quale aderiscono anche molti militari ammalatisi per l’uranio impoverito, ma molto più probabilmente  per un cocktail di vaccini,.&lt;br /&gt;I medici che lavorano con questo coordinamento sostengono che non tutti i casi di autismo sono attribuibili ai vaccini ed al mercurio in esso contenuto fino ad un certo periodo come disinfettante. Ma anche a reazioni anomale e prolungate ai vaccini, che persistono per molti anni dopo ed i cui segni sono rivenibili nel sangue dei piccoli pazienti, nei quali compaiono altre malattie.&lt;br /&gt;«In molti casi, non in tutti ma la gran parte, c’entrano i vaccini. A volte gli eccipienti,&lt;br /&gt;a volte gli stessi antigeni virali. Questo lo si vede bene dagli esami del sangue. Vengono genitori che riferiscono di disturbi comparsi ‘dopo la vaccinazione’. Tutte le istituzioni questo lo negano. Ci sono medici che dicono ‘potrebbe essere stato’, ma non lo registrano sulle cartelle. É un dato che viene omesso, sempre. Da questi esami, che servono proprio per valutare la reazione anticorpale a un determinato vaccino, si rilevano reazioni anomale. Risposte eccessive a quel vaccino, anche a distanza di dieci anni dalla vaccinazione». Se uno ha fatto la vaccinazione al morbillo dieci anni prima, la reazione dovrebbe essere bassa o comunque entro certi limiti. Invece i valori sono esagerati, non giustificati. I medici dicono: ‘buon per lui, è ancora protetto…’. E non si pongono il perché. Per noi invece una risposta esagerata e prolungata nel tempo è il due più due: se c’è una reazione, il pensiero è che c’entrino direttamente questi virus o i loro eccipienti». Ma ci sono anche altre malattia infantili in spaventoso aumento «Per esempio il diabete precoce infantile che è una malattia auto-immune. É aumentata anche questa notevolmente e sono state ipotizzate pure qui cause vaccinali, tutte ricollegabili all’introduzione della profilassi contro l’epatite B.&lt;br /&gt;E possono rientrarci encefalopatie, problemi spastici e paralisi. É chiaro che si creano squilibri nel sistema immunitario. Sono violenze a un sistema che non è preparato, pronto, per ingressi di materiale genetico esterno così a sorpresa».&lt;br /&gt;Quando si sottopongono i bambini alle vaccinazioni obbligatorie, si chiede ai genitori di firmare il consenso informato, ma queste possibili gravi conseguenze non sono riporatate perché non sono riconosciute dalla comunità scientifica, per cui, che consenso informato è?&lt;br /&gt;C’è una pressione mediatica troppo forte verso le vaccinazioni. L’abbiamo vista nei mesi scorsi per l’influenza ed anche per l’infezione da HPV, che in Danimarca non è stata adottata in quanto quel governo ha ritenuto troppo poco convincenti le evidenze sulla sua capacità di ridurre le già scarse (almeno nel mondo occidentale) morti per cancro alla cervice. Un tumore che può essere curato se diagnosticato precocemente con il Pap test. Ci sarebbe cioè una sproporzione tra il numero di persone esposte al vaccino ed il presunto numero di vite salvate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Statistiche gratis" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7648779864825579816?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7648779864825579816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/05/occhio-alle-vaccinazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7648779864825579816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7648779864825579816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/05/occhio-alle-vaccinazioni.html' title='OCCHIO ALLE VACCINAZIONI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5768064256782634223</id><published>2010-05-01T01:39:00.000-07:00</published><updated>2010-05-06T01:06:19.429-07:00</updated><title type='text'>LETTERA APERTA AL PRESIDENTE VENDOLA DA UNA FAMIGLIA VITTIMA DEL PETROLCHIMICO DI BRINDISI</title><content type='html'>OGGI NON PARLO IO, FACCIO PARLARE UNA VITTIMA DEL PETROLCHIMICO DI BRINDISI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Presidente della Regione Puglia&lt;br /&gt;On Nichi Vendola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi chiamo Rosangela Chirico, sono nata 41 anni fa a Ceglie Messapica, dove abito e cerco di guadagnarmi da vivere facendo l’artista.  13 anni fa mio padre Donato è deceduto per un Cancro al fegato. Aveva lavorato per oltre 20 anni al petrolchimico di Brindisi, dove aveva inalato il Cloruro di Vinile Monomero (CVM). Alla fine degli anni ‘90 la Procura della Repubblica di Brindisi aveva aperto un’inchiesta per le morti e le malattie di decine e decine di lavoratori come mio padre, ma nel 2004 ha deciso l’archiviazione del procedimento per le ipotesi di reato contro le persone. Con i familiari delle vittime, riunite nel movimento “Vittime del Petrolchimico” e con il sostegno di Medicina Democratica, dovemmo fare diversi sit-in in piazza a Brindisi ed anche davanti al Tribunale per ottenere che l’archiviazione, annunciata in TV circa un anno prima, fosse notificata alle parti lese per poter fare opposizione. Ma nonostante le evidenze scientifiche, compreso un pronunciamento della IARC (International Agency for the Research on Cancer) che nel 2007 ha incluso gli epatocarcinomi del fegato tra i tumori provocati dal CVM, il Giudice per le indagini Preliminari ha archiviato le accuse.&lt;br /&gt;In sede civile è in corso un procedimento di risarcimento che riguarda mio padre, è in corso da oltre 10 anni. Di recente, dopo il deposito di una perizia di ufficio e delle controdeduzioni, la causa è stata aggiornata al 2012. &lt;br /&gt;Non pretendo di avere ragione a tutti i costi ma chiedo di avere risposte scientificamente fondate e in tempi ragionevoli. La mia famiglia con le altre confidava nella magistratura, almeno nei suoi poteri di indagine grazie soltanto ai quali oggi si effettuano ricerche epidemiologiche perché le ASL in Puglia non producono studi sugli effetti delle esposizioni nocive né sulle popolazioni né sui lavoratori.&lt;br /&gt;Due anni fa alcune Associazioni (Medicina Democratica e Salute Pubblica) si rivolsero a Lei per ottenere che gli Enti Regionali che hanno i dati (ASL, ARPA, Osservatorio Epidemiologico) rianalizzassero  le  coorti del Petrolchimico di Manfredonia e Brindisi. La Procura della Repubblica di Venezia lo ha fatto ed ha dimostrato che lì sono morti 80 lavoratori in più rispetto ad i loro compagni impiegati negli uffici. &lt;br /&gt;Un Senatore della Repubblica, il Prof Antonio Gaglione, ha rivolto una interrogazione al Ministro della Salute, il quale ha risposto, evidentemente dopo essersi consultato con l’Istituto Superiore di Sanità, detentore dei dati di quelle coorti di lavoratori, che la ri-analisi non serve perché non si deve dimostrare nient’altro.&lt;br /&gt;Il 30 aprile si apre a Bari il processo di appello per i morti e le malattie al Petrolchimico di Manfredonia (almeno lì un processo si è fatto ed un appello si sta facendo).&lt;br /&gt;Non mi risulta che la richiesta di riesaminare le coorti dei lavoratori abbia trovato accoglienza da parte della Regione. Eppure il Direttore dell’ARPA, professore Assennato, aveva offerto la sua disponibilità dal momento che i dati di Brindisi sono in suo possesso.&lt;br /&gt;Mi sembra di sentire già le voci di quanti considerano queste questioni “acqua passata”. E invece credo che l’entità dei danni non è stata neppure minimamente ricercata per una assurda volontà di occultamento, come se oltre il danno subito ed il tributo di vite umane pagato, si debba stare in silenzio, senza pretesa di risarcimento e pronti ad accogliere altre stragi, quelle future e quelle in corso (quando si studierà la coorte di Taranto?).&lt;br /&gt;Ma questa conoscenza non serve solo a dare dignità alla nostra terra, ma anche a dare una possibilità di successo alle famiglie di chi non c’è più negli estenuanti giudizi contro l’INAIL e le proprietà degli impianti che si dissolvono col tempo in mille passaggi societari.&lt;br /&gt;Egregio Presidente, questa storia, per quanto mi riguarda e credo per quanto riguarda tanta gente, non sarà mai “acqua passata”, non solo perché interessa migliaia di famiglie, ma perché riguarda la dignità di una Regione che si vuole, nonostante tutto, “migliore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attesa di un cortese e pubblico riscontro Le porgo distinti saluti.&lt;br /&gt;                                                             &lt;br /&gt;ROSANGELA CHIRICO&lt;br /&gt;                                                                             &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                      30 aprile 2010&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatore sito" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5768064256782634223?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5768064256782634223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/05/lettera-aperta-al-presidente-vendola-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5768064256782634223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5768064256782634223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/05/lettera-aperta-al-presidente-vendola-da.html' title='LETTERA APERTA AL PRESIDENTE VENDOLA DA UNA FAMIGLIA VITTIMA DEL PETROLCHIMICO DI BRINDISI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5322213324683947703</id><published>2010-04-28T22:49:00.000-07:00</published><updated>2010-05-06T01:08:36.329-07:00</updated><title type='text'>CURARSI FUORI DALLA PUGLIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S9kemQkxUPI/AAAAAAAAAC8/zzGGMlBScRM/s1600/DSCN2365.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S9kemQkxUPI/AAAAAAAAAC8/zzGGMlBScRM/s200/DSCN2365.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465433265423864050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Non riesco ancora ad immaginare di cosa parlino i Sindaci della nostra provincia quando si incontrano per discutere dei problemi della ASL. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Potrei leggere i verbali delle Conferenze dei Sindaci (anzi potrebbero essere pubblicati sulla rete), ma non ne ho il tempo. Ugualmente mi è difficile fare pensando ai consiglieri regionali che si aggirano nei palazzi della sanità, qui come a Bari.&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Perché guardando un po' di numeri si osserva che su 88 mila ricoveri ospedalieri di nostri residenti nel 2008, 25 mila avvengono in strutture fuori ASL e di questi più di 5mila fuori regione. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Se si indagano le motivazioni di questi ultimi, il 13% è per tumori, il 13% per malattie ortopediche, il 12% per malattie del sistema nervoso, l'11% per malattie del cuore, il 6% per malattie dell'apparato digerente il 5% per malattie endocrina. &lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;In apparenza si tratta di malattie che potrebbero essere ben curate in Puglia. Ma si vede che così non è. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Una conseguenza della scelta di curarsi fuori ASL e fuori Regione è la perdita di risorse finanziarie. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Nel 2008 solo per i ricoveri ospedalieri la perdita è stata di 81 milioni, 61 per i ricoveri in altre ASL della Regione, 19 in altre regioni, parzialmente compensata dai 30 milioni dei ricoveri di residenti in altre ASL che sono venuti nei nostri ospedali, per cui alla fine la perdita è stata di 50 milioni, quasi il 10% del budget annuale della ASL di Brindisi. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Con 50 milioni si comprano, per avere un'idea, 50 risonanze magnetiche, più di 50 TAC, centinaia di broncoscopie ( a Brindisi ancora non si può eseguire), ecc, ecc.&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; La Regione ha istituito un Osservatorio sulla Mobilità Passiva da dove dovrebbero venire indicazioni per i rimedi a questa emorragia di risorse. In realtà, a mio parere, una cosa intelligente da realizzare è chiedere ad un campione dei diretti interessati come mai, pur avendo a disposizione delle strutture sanitarie che si occupavano delle loro malattie nella propria Regione, hanno preferito rivolgersi a centinaia di chilometri di distanza. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Sono sicuro che emergerebbero utili consigli per dei correttivi a bassa costo, come quelli sull'accoglienza e sull'accessibilità delle strutture.&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Ci sono però, poi, delle indubbie carenze come quelle di equipe multidisciplinari che curino i tumori delle ossa e dei tessuti molli e dell'apparato endocrino. Una carenza che denunciai nel 2007 quando ero direttore generale dell'Oncologico, dicendo che l'ortopedia nostrana si occupava più di protesi e meno di tumori. Poi si è capito anche perché.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Eppoi ci sono i ritardi tecnologici. Noi ci riforniamo di tecnologie biomediche con almeno 10 anni di ritardo rispetto al Nord. L'errore sta nel fatto di attendere i finanziamenti ad hoc dal governo per l'ammodernamento tecnologico, che arrivano ogni 7-8 anni, mentre si dovrebbero individuare delle possibili economie nei bilanci delle ASL e destinarle al capitolo delle grandi macchine. &lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Quando ero direttore generale alla ASL BAT con fondi di bilancio acquistai un angiografo digitale, ampliai la fornitura della radioterapia e feci costruire le stanze per terapia radiometabolica per la quale la gente pugliese andava e va ancora a Pisa. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Dove tagliare? Una voce poco studiata è quella dei rifiuti. Circa 2 milioni di euro all'anno. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Si potrebbe pagare i rifiuti smaltiti non a volume ma a posti letto occupati, come si fa in Emilia Romagna e come mi suggerì un consulente da me nominato quando ero alla ASL BAT, poi dimissionato anche lui dopo di me.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Oppure creare dei centri di irraggiamento dei rifiuti speciali ospedalieri in modo da renderli rifiuti urbani, molto meno costosi da smaltire. &lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Da questi e da altri risparmi deriverebbero risorse per nuove tecnologie e crescerebbe la fiducia dei nostri concittadini verso i loro ospedali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nella foto, il pronto soccorso del Nationa Hospital di Abuja - Nigeria)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Inizio Codice ShinyStat --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shinystat.com/it" target="_top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.shinystat.com/cgi-bin/shinystat.cgi?USER=brimapo" alt="Contatore sito" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Fine Codice ShinyStat --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5322213324683947703?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5322213324683947703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/04/curarsi-fuori-dalla-puglia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5322213324683947703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5322213324683947703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/04/curarsi-fuori-dalla-puglia.html' title='CURARSI FUORI DALLA PUGLIA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S9kemQkxUPI/AAAAAAAAAC8/zzGGMlBScRM/s72-c/DSCN2365.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5363232814280253321</id><published>2010-02-28T22:48:00.000-08:00</published><updated>2010-02-28T22:52:54.300-08:00</updated><title type='text'>QUANTO COSTA BRUCIARE CARBONE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S4tj0PH39vI/AAAAAAAAAC0/5QlCtZDM8TA/s1600-h/DSC_0265.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S4tj0PH39vI/AAAAAAAAAC0/5QlCtZDM8TA/s200/DSC_0265.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443554323671283442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Scuola di Salute Pubblica della prestigiosa Università statunitense di Harvard a Boston ha recentemente pubblicato un interessante articolo sulla quantificazione dei danni correlati alla salute ed all’ambiente negli impianti di produzione elettrica degli USA che bruciano carbone. Lo studio muove dalla constatazione che le centrali a carbone producono danni esterni agli impianti ma che esiste una variabilità ed una incertezza nella loro determinazione legate a diversi fattori. Tra questi la quantità di sostanze inquinanti emesse, la loro distribuzione dovuta alle condizioni atmosferiche e la distribuzione della popolazione rispetto agli impianti medesimi. Per questo i ricercatori di Harvard hanno voluto monetizzare il danno prodotto da 407 centrali a carbone sulla base della mortalità prematura nella popolazione connessa a queste attività ed hanno stimato che il danno prodotto varia da 30.000 $ a 500.000 $ per tonnellata di polveri sottili (PM 2.5), quelle cioè che entrano nell’albero respiratorio e nel circolo sanguigno, da 6000 $ a 50000 $ per tonnellata di SO2 emessa, da 500 $ a 15000 $ per tonnellata di NOx e da 0,02 $ a 1,57 $ per kilowattora di energia generata. Nel modello utilizzato la mortalità della popolazione aumenta del 1.2% per ogni aumento di microgrammo/m3 della media annuale di emissione del PM 2,5 (tipo polvere che qui da noi neppure viene misurato).&lt;br /&gt;Alla luce di questo studio è lecito domandarsi se le istituzioni locali ed i loro tecnici, al tavolo delle trattative con le aziende elettriche per definire i termini delle convenzioni e, a prescindere da queste, quando prendono decisioni sullo sviluppo locale e sui controlli ambientali e sanitari, tengano conto di queste valutazioni. Se applicassimo i numeri del lavoro citato alla realtà locale risulterebbe che per 100.000 tonnellate di NOx emesse ogni anno il danno esterno è quantificabile tra i 50 milioni di dollari a  1,5 miliardi di dollari. Danni che vengono pagati solo dalla collettività la quale continua comunque ad acquistare la stessa energia elettrica per la cui produzione riceve un detrimento. Quanto all’Università locale, le poche volte che l’abbiamo vista nominata sulla questione energetica sono state quelle in cui era necessario indicare l’affiliazione di qualche docente consulente di parte aziendale intervenuto sulla stampa, e purtroppo non sulle riviste scientifiche, per dire “che va tutto bene madama la marchesa”. È lecito allora chiedersi: ma quale Università pubblica vogliamo e continuiamo a finanziare in Italia se persino quella statunitense, sostenuta peraltro in gran parte da fondi privati, fa ricerca su questioni di vitale interesse per la salute pubblica?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5363232814280253321?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5363232814280253321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/02/quanto-costa-bruciare-carbone.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5363232814280253321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5363232814280253321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/02/quanto-costa-bruciare-carbone.html' title='QUANTO COSTA BRUCIARE CARBONE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S4tj0PH39vI/AAAAAAAAAC0/5QlCtZDM8TA/s72-c/DSC_0265.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-4752708271550111327</id><published>2010-02-16T04:53:00.000-08:00</published><updated>2010-02-16T04:59:36.710-08:00</updated><title type='text'>COME SONO STATI SPESI I SOLDI PER LA SALUTE NEL 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S3qWlFyc8tI/AAAAAAAAACg/K1tyl1uvE8o/s1600-h/fotomaggio2009+035.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438825063956411090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S3qWlFyc8tI/AAAAAAAAACg/K1tyl1uvE8o/s200/fotomaggio2009+035.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La struttura della spesa sanitaria nella Regione Puglia è stata oggetto di un’analisi realizzata attraverso l’esame dei bilanci consuntivi 2008 delle sei ASL pugliesi.&lt;br /&gt;Su circa 6,5 miliardi assegnati dalla Giunta Regionale, il disavanzo è stato di 173 milioni, 40 in più del 2007 e ciò nonostante le ASL abbiano ricevuto circa 300 milioni in più rispetto allo stesso anno.&lt;br /&gt;La quota destinata ad acquisto di beni è stata del 9% quota troppo bassa per finanziare l’innovazione tecnologica, considerando che in questa voce sono inclusi anche i materiali di consumo ed i beni non sanitari. Il costo del personale rappresenta il 26% delle assegnazioni di cui il 21% per quello sanitario ed il 2% per quello amministrativo. I pugliesi nel 2008 hanno tirato fuori dalle loro tasche circa 80 milioni, 37 come ticket per partecipazione alla spesa sanitaria, 40 per libera professione intramoenia, quest’ultima al netto della quota in extramoenia, che non viene registrata nei bilanci asl, della nota evasione fiscale e di quanto acquistato direttamente presso le strutture private. Quindi, solo per la libera professione intramoenia dichiarata i pugliesi pagano circa 10 euro a testa. Le ASL spendono il 58% dei loro bilanci per acquistare servizi sanitari da strutture sanitarie diverse da quelle gestite direttamente, il 43% da strutture sanitarie private. Di quest’ultima quota, circa 3 miliardi di euro, 412 milioni (6.3%) servono per la medicina generale, 872 milioni (13.3) per i farmaci venduti nelle farmacie convenzionate, 210 milioni (3.2%) per la medicina specialistica, 536 milioni (8.2%) per l’ospedalità privata.&lt;br /&gt;Le assegnazioni pro-capite del 2008 risultano differenti nelle diverse ASL. Rispetto alla media regionale: ricevono risorse maggiori le Asl BAT (+87€), Brindisi (+51€), Lecce (+19€), minori le Asl di Foggia (-45€), Bari (-23€), Taranto (-20€).&lt;br /&gt;Mettendo in relazione la spesa per acquisto di servizi sanitari da privati con il costo del personale si osserva un effetto paradossale e cioè il costo del personale dipendente è più elevato laddove è più elevata la spesa per acquisto di servizi sanitari da privati e la correlazione si conferma sia se l’analisi viene condotta per tutto il personale che per il solo personale sanitario ed amministrativo.&lt;br /&gt;Un fenomeno degno di attenzione è rappresentato dal fatto che, a fronte di un incremento delle assegnazioni in tutte le Asl nel 2008 (dal 4.0% di Lecce al 7.8% della BAT) rispetto all’anno precedente, il disavanzo viene ridotto solo nelle ASL di Lecce e Bat mentre aumenta in tutte le altre. Quindi, se si rispettasse la legge, solo i direttori generali di queste due ASL dovrebbero essere confermati nel loro incarico.&lt;br /&gt;È stata inoltre condotta un’analisi sul rapporto tra il valore delle prestazioni prodotte dai quattro ospedali della ASL di Foggia (90 milioni) ed il costo della loro gestione (180 milioni). La produttività delle strutture sanitarie a gestione diretta appare, da questo esempio, molto bassa.&lt;br /&gt;Da questa analisi emerge che il servizio sanitario impiega la metà del bilancio per gestire le proprie strutture sanitarie mentre l’altra metà serve a comprare servizi sanitari da privati. Le Asl si stanno trasformando in stazioni appaltanti anche per i servizi sanitari. La produttività delle strutture a gestione diretta è molto bassa. Questo dimostra che la richiesta di ulteriori finanziamenti per la sanità meridionale non è del tutto fondata finché le risorse impiegate non saranno meglio utilizzate. Vi è una notevole sperequazione tra le risorse assegnate nelle diverse Asl mentre la quota per l’acquisto di nuove tecnologie è troppo bassa per pensare di ridurre il divario rispetto al nord del Paese.L’intera analisi, condotta dall’associazione Salute Pubblica, è disponibile a seguente indirizzo &lt;a href="http://salutepubblica.org/uploadtest/Servizio%20Socio-Sanitario/Bilanci%20ASL%202008_puglia.pdf" target="_blank"&gt;http://salutepubblica.org/uploadtest/Servizio%20Socio-Sanitario/Bilanci%20ASL%202008_puglia.pdf&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-4752708271550111327?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/4752708271550111327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/02/come-sono-stati-spesi-i-soldi-per-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4752708271550111327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/4752708271550111327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/02/come-sono-stati-spesi-i-soldi-per-la.html' title='COME SONO STATI SPESI I SOLDI PER LA SALUTE NEL 2008'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S3qWlFyc8tI/AAAAAAAAACg/K1tyl1uvE8o/s72-c/fotomaggio2009+035.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-998103985186296369</id><published>2010-01-19T14:34:00.000-08:00</published><updated>2010-01-19T14:38:39.919-08:00</updated><title type='text'>SALUTE E GUERRA: LA SCIENZA A SERVIZIO DELL’UOMO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S1Y0Z4fSvHI/AAAAAAAAACY/mSy_8F3eKVI/s1600-h/DSCN1964.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S1Y0Z4fSvHI/AAAAAAAAACY/mSy_8F3eKVI/s200/DSCN1964.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428584020106722418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza dell’Istituto di salute pubblica e di comunità dell’Università di Birzeit, in Palestina, rappresenta un esempio di medicina applicata alle reali condizioni di deprivazione della popolazione. Così come il medico finalizza la sua opera al sollievo della sofferenza individuale, la medicina pubblica o sociale e, nel suo ambito, l’epidemiologia dovrebbero essere orientate all’individuazione dei parametri sociali, economici e politici che influenzano le condizioni di vita e (di conseguenza) di salute di una collettività e dei singoli.&lt;br /&gt;E’ noto, infatti, che le condizioni di salute di una popolazione vengono influenzate dal grado di sviluppo dei servizi sanitari solo per il 20 per cento, mentre nella restante parte giocano un ruolo rilevante le condizioni socioeconomiche.&lt;br /&gt;Un esempio illuminante, a questo riguardo, si trova in un recente lavoro di Rita Giacaman (direttrice del citato istituto palestinese) e dei suoi collaboratori apparso sull’European Journal of Public Health, lavoro che tratta dell’impatto sui civili palestinesi dell’invasione dell’esercito israeliano nelle città della West Bank. L’invasione prese il via 29 marzo del 2002 e il seguente coprifuoco fu imposto in 5 città dei territori occupati per 45 giorni consecutivi. I ricercatori palestinesi hanno studiato l’impatto dell’occupazione israeliana sulla qualità della vita sociale, attraverso la somministrazione di questionari che presentavano domande riguardanti danni alle abitazioni, alle finanze familiari e direttamente alla salute. E’ stato anche implementato un sistema di scoring apposito. I danni alle abitazioni  sono risultati di vario genere: dalle interruzioni della fornitura di energia elettrica e di acqua, ai colpi di arma da fuoco e alle esplosioni, fino alla distruzione della propria abitazione o di quelle vicine. I danni di tipo finanziario comprendevano la perdita del lavoro, la carenza di cibo e la carenza di liquidità; i danni alla salute riguardavano infine la necessità di trasferire la propria abitazione, l’accesso alle cure mediche ed episodi di stress psicologico. I risultati dei questionari sono poi stati sottoposti ad analisi statistica multivariata.&lt;br /&gt;Le carenze di acqua e di elettricità furono peggiori nella città di Jenin e ciò è in accordo con la severità dell’attacco militare e con i danni riscontrati alle abitazioni civili in quel capoluogo. In quella città, infatti, il 91 per cento degli intervistati riportava esperienze di esplosioni e colpi di arma da fuoco, mentre a Tulkarm l’87 per cento riportava distruzioni delle infrastrutture.&lt;br /&gt;Nella città di Betlemme è stata invece rilevata la maggiore perdita di posti di lavoro (29 per cento degli intervistati), probabilmente in relazione al crollo del turismo religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre spiegazioni per la perdita di lavoro fornite dagli intervistati includevano il collasso dell’economia locale, la distruzione degli edifici in cui avevano lavorato, nonchè il continuo e serrato assedio che impediva di raggiungere i luoghi di lavoro. Jenin sembrava avere il peggiore tasso di sofferenza per scarsità di viveri (64 per cento); vengono menzionati i metodi adottati per fronteggiare questa situazione, quali il mangiar meno e il razionamento del cibo, con una crescente preoccupazione per lo stato nutrizionale della popolazione e in particolare dei bambini. Ramallah risultava invece la città più colpita dalla carenza di accesso alle cure mediche. Tali carenze includevano,&lt;br /&gt;in particolare, la gestione di malattie croniche come il diabete, l’ipertensione e le malattie cardiache. Viene anche riportata la carenza di antibiotici per il trattamento delle infezioni. Alcuni intervistati hanno riferito che, per fronteggiare la situazione, ne veniva somministrata una dose quotidiana più bassa per coprire più giorni di terapia.&lt;br /&gt;Sempre a Ramallah viene riportata una percentuale più elevata di risposte che riferiscono l’insorgenza di problemi psicologici come insonnia, paura, episodi di tremore, stanchezza, depressione, disperazione, enuresi e, tra i bambini, episodi di pianto incontrollato.&lt;br /&gt;L’analisi condotta ha messo in evidenza che i danni di tipo sociale ed alla salute erano significativamente più alti tra i soggetti con un livello di istruzione più basso e nei nuclei familiari più numerosi, mentre non si mostravano differenze in base al sesso. I danni di tipo psicologico risultavano significativamente più intensi quando avvenivano distruzioni della proprietà, carenze alimentari o difficoltà di accesso alle cure.&lt;br /&gt;Gli autori concludono che sebbene «le attività di aiuto siano importanti, queste non forniscono una soluzione permanente alla sofferenza dei civili. Una soluzione permanente e giusta alle violazioni dei diritti umani che i civili palestinesi continuano a subire rappresenta l’unico rimedio in grado di produrre una migliore salute e una accettabile qualità di vita». Il lavoro riportato rappresenta l’applicazione di una metodologiascientifica alle condizioni di salute di una popolazione che vive in permanente stato di assedio, come quella palestinese&lt;br /&gt;nei territori occupati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-998103985186296369?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/998103985186296369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/salute-e-guerra-la-scienza-servizio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/998103985186296369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/998103985186296369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/salute-e-guerra-la-scienza-servizio.html' title='SALUTE E GUERRA: LA SCIENZA A SERVIZIO DELL’UOMO'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S1Y0Z4fSvHI/AAAAAAAAACY/mSy_8F3eKVI/s72-c/DSCN1964.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-681677529149862807</id><published>2010-01-15T14:04:00.000-08:00</published><updated>2010-01-15T14:09:40.874-08:00</updated><title type='text'>CELLULARI E CORDLESS NON SONO INNOCUI, SOPRATTUTTO PER I PIU' GIOVANI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S1DnawRbFwI/AAAAAAAAACQ/snoftUrwi6k/s1600-h/FONTANA.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S1DnawRbFwI/AAAAAAAAACQ/snoftUrwi6k/s200/FONTANA.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427091997802043138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La telefonia mobile può definirsi una caratteristica della civiltà contemporanea e la sua penetrazione non ha confini a livello mondiale al punto che essa giunge nelle società in via di sviluppo assai prima di altri più necessari ritrovati della scienza e della tecnologia. Da molti anni i ricercatori stanno indagando se le radiazioni elettromagnetiche che investono l'organismo di quanti adoperano questa tecnologia abbiano effetti sulla salute degli stessi. Queste ricerche hanno portato a stabilire dei limiti per quanto riguarda gli effetti termici o di riscaldamento provocati da tali radiazioni. Ma c'è ancora ampia controversia sugli effetti più temibili cioè quelli a lungo termine rappresentati essenzialmente dai tumori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso anno alcuni ricercatori di istituzioni mediche australiane, austriache e svedesi hanno pubblicato una ricerca che ha rivalutato precedenti studi sull'argomento. In particolare hanno preso in considerazione quegli studi in cui si comparavano soggetti che usavano da più di dieci anni un telefono cellulare e in cui fosse indicato il lato maggiormente impiegato per l'ascolto, con soggetti che non utilizzavano il cellulare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene i risultati hanno evidenziato che i soggetti che usano un telefono cellulare per almeno dieci anni o più, hanno un rischio doppio di vedersi diagnosticare un tumore al cervello dallo stesso lato di maggiore uso dell'apparecchio. I dati sono statisticamente significativi per i tumori di tipo gliale (gliomi), che sono anche i più frequenti, e per i neurinomi del nervo acustico, non per i tumori delle meningi (meningiomi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studio israeliano noto come INTERPHONE ha dimostrato inoltre che i forti utilizzatori di cellulari hanno un rischio maggiore di tumori della parotide dal lato di impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cellulari e cordless sono quindi apparecchi da utilizzare con molta cautela soprattutto nei più giovani. Il Central Brain Tumor Registry of the United States (CBTRUS) dal 1995 al 2004 ha registrato un incremento del 34% (da 13.4 casi per 100.000 abitanti nel 1994 a 18.2 nel 2004) della incidenza di tumori cerebrali nella popolazione americana non spiegabile con il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione. Altre spiegazioni sono state avanzate come una più accurata registrazione con il passare del tempo ed un ritardo nella registrazione stessa. Ma pur avanzando queste cautele per i tumori maligni, lo stesso CBTRUS registra un significativo aumento dei tumori benigni nell'età tra 0 e 19 anni (astrocitomi pilocitici, meningiomi e tumori dell'ipofisi).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-681677529149862807?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/681677529149862807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/cellulari-e-cordless-non-sono-innocui.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/681677529149862807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/681677529149862807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/cellulari-e-cordless-non-sono-innocui.html' title='CELLULARI E CORDLESS NON SONO INNOCUI, SOPRATTUTTO PER I PIU&apos; GIOVANI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S1DnawRbFwI/AAAAAAAAACQ/snoftUrwi6k/s72-c/FONTANA.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7160028240623357083</id><published>2010-01-09T02:17:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T02:22:43.119-08:00</updated><title type='text'>LA DELICATEZZA DELLE IMMAGINI RADIOLOGICHE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S0hY2CLBOQI/AAAAAAAAACI/aW7SJRWP48Q/s1600-h/fotomaggio2009+047.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S0hY2CLBOQI/AAAAAAAAACI/aW7SJRWP48Q/s200/fotomaggio2009+047.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424683436487031042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi mesi sono stati pubblicati due importanti lavori scientifici che riguardano gli effetti sulla salute umana  delle radiazioni ionizzanti per scopi medici.&lt;br /&gt;Il primo, pubblicato sul New England Journal of Medicine, riguarda il crescente ricorso alle procedure radiologiche negli Stati Uniti. Gli Autori stimano che almeno 4 milioni di Americani di età inferiore ai 65 anni sono esposti a dosi elevate di radiazioni ogni anno per immagini mediche. Il 70%( 665.613) degli individui arruolati nello studio avevano eseguito almeno una procedura diagnostica con impiego di radiazioni ionizzanti. La dose media effettiva accumulata dalle procedure diagnostiche  è stata di 2.4 mSv (+/-6mSv) per individuo per anno, equiparabile, per intendersi, a quelle ricevuta da ciascuno di noi dalla radiazione naturale che proviene dalla terra e dal cosmo. Quindi un raddoppio della dose alla quale siamo naturalmente esposti. Nell'editoriale dello stesso numero della rivista, a commento dello studio americano si evidenzia che “manca un alto livello di evidenza del beneficio di tante procedure diagnostiche mentre questa esposizione cumulativa a radiazioni può provocare danni, anche se non è possibile individuare gli effetti avversi nel singolo paziente che è stato esposto”. In altri termini sappiamo che aumentano complessivamente i tumori nelle persone esposte ma non possiamo dire se quel tumore in quell'individuo dipenda sicuramente dalla sua esposizione alle radiazioni. Quindi, usare le radiazioni mediche solo quando si è certi che sono utili per una diagnosi o per modificare una terapia e non quando non si sa che pesci prendere.&lt;br /&gt;L'altro studio, pubblicato dall'American Journal of Radiology , è stato invece condotto da ricercatori della IAEA (International Atomic  Energy Agency) ed ha riguardato 55 ospedali in 20 paesi, di cui 19 in via di sviluppo. Negli ultimi 3 anni nel 30% dei paesi studiati il carico di lavoro di procedure radiologiche interventistiche (cardiologiche e neurologiche) è aumentato del 100%. L'aumento è molto significativo anche per le procedure che riguardano i bambini. Come è noto, i bambini sono molto più sensibili agli effetti delle radiazioni degli adulti. La radioprotezione del personale risulta buona ma quella del paziente non altrettanto, con dosi che superano gli standard raccomandati. La dose che riceve un paziente per una procedura interventistica è superiore a quella degli esami radiologici tradizionali ed è comparabile a quella di un esame TAC con le moderne apparecchiature.&lt;br /&gt;Negli USA si registra una notevole attenzione da parte dei governanti per questo problema. Fare l'esame giusto quando è necessario evitando esposizioni inutili che possono poi provocare gravi danni alla salute è diventato un obiettivo sociale di grande rilievo. L'associazione dei pediatri americani ha lanciato una campagna (www.imagegently.com) che si propone di “modificare la pratica medica aumentando la consapevolezza che si possono ridurre le dosi di radiazioni quando si acquisiscono immagini mediche nei bambini”. I governi richiedono alle case produttrici di macchine radiogene di ridurre le dosi al paziente e sono orientati a  limitare il numero di esami radiologici annui erogabili dalle strutture sanitarie. La dose di radiazioni alla popolazione per scopi medici è aumentata di sei volte dagli anni '80 ad oggi. Ed in Italia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maurizio Portaluri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7160028240623357083?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7160028240623357083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/la-delicatezza-delle-immagini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7160028240623357083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7160028240623357083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/la-delicatezza-delle-immagini.html' title='LA DELICATEZZA DELLE IMMAGINI RADIOLOGICHE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/S0hY2CLBOQI/AAAAAAAAACI/aW7SJRWP48Q/s72-c/fotomaggio2009+047.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-8275684388591627132</id><published>2010-01-02T13:00:00.000-08:00</published><updated>2010-01-02T13:18:43.963-08:00</updated><title type='text'>CERCASI CANDIDATO PRESIDENTE IN PUGLIA. PER FARE COSA?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/Sz-4J98P2GI/AAAAAAAAACA/amR-IU3j2cM/s1600-h/DSCN2040.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/Sz-4J98P2GI/AAAAAAAAACA/amR-IU3j2cM/s200/DSCN2040.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422254957762959458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cinque anni fa il tema era quello della sanità. L'industria mediatica lo trovò favorevole per spostare il consenso su una nuova classe dirigente. Ma oggi per quale Puglia andremo a votare? E' giusto tacere sulla sanità che rappresenta l'80% della spesa regionale?&lt;br /&gt;La situazione finanziaria della sanità pugliese è molto grave. Nonostante le assegnazioni governative siano cresciute del 40% negli ultimi 6 anni, ci ritroviamo con deficit che seocndo varie stime oscilla tra 800 e 2000 milioni. A fronte di queste cifre abbiamo un sistema sanitario arretrato rispetto al Nord del paese. Per patologie serie i nostri corregionali continuano a migrare. &lt;br /&gt;Per le patologie della tiroide si va sempre a Pisa dove c'è una realtà multidisciplinare che affronta il problema dalla A alla Z. Quando ero direttore generale della ASL BAT feci costruire due stanze schermate per somministrare lo Iodio radioattivo ai malati di cancro alla tiroide, Sembra che entreranno in funzione a breve. Possibile che le abbia dovute costruire io in una ASL periferica e non ve ne siano nel Policlinico di Bari o di Foggia che dovrebbero essere centri di riferimento per tutta la regione? Lo stesso dicasi per i tumori delle ossa e dei muscoli. La gente continua ad andare a Bologna e a Firenze perchè lì si sono creati gruppi interdisciplinari di specialisti che hanno collegato il chirurgo ortopedico con il radioterapista. Lì si fa la radioterapia interstiziale che qui da noi non si fa in nessuno dei 9 centri presenti in regione. Eppure abbiamo avuto per quattro anni un assessore che di ortopedia a quanto pare ne capiva molto.&lt;br /&gt;Il 50% del bilancio di una ASL serve per acquistare servizi sanitari da privati. Come mai nelle ASL dove è maggiore questa voce è anche maggiore la voce di spesa per il personale dipendente? Non dovrebbe essere a rigore il contrario? Più compro prestazioni sanitarie da privati, meno dovrei spendere per le prestazioni erogate direttamente dal servisio pubblico. E invece no. In una ASL pugliese, esaminando il valore delle delle prestazioni erogate da quattro ospedali, si vede che il costo di gestione di quegli stessi ospedali è doppio del valore delle prestazioni fornite. Non credo che l'ospedalità privata, che in Puglia fornisce prestazioni per 500 milioni, spenda il doppio per gestire le sue strutture.&lt;br /&gt;Perchè in una ASL dove i tumori al polmone ed al fegato sono più frequenti che nel resto della regione non c'è un reparto di chirurgia toracica e di gastroenterologia?&lt;br /&gt;E allora perchè non parliamo di queste cose?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-8275684388591627132?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/8275684388591627132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/cercasi-candidato-presidente-in-puglia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8275684388591627132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8275684388591627132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2010/01/cercasi-candidato-presidente-in-puglia.html' title='CERCASI CANDIDATO PRESIDENTE IN PUGLIA. PER FARE COSA?'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/Sz-4J98P2GI/AAAAAAAAACA/amR-IU3j2cM/s72-c/DSCN2040.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-1805945996455926658</id><published>2009-12-25T11:58:00.001-08:00</published><updated>2009-12-25T12:03:19.817-08:00</updated><title type='text'>PROTONTERAPIA: SEMPRE ULTIMI AL SUD?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SzUaGe7sSuI/AAAAAAAAAB4/MdJ7ocQ2PWU/s1600-h/index_011_001.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SzUaGe7sSuI/AAAAAAAAAB4/MdJ7ocQ2PWU/s200/index_011_001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419266425295227618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 3 dicembre scorso il direttore dell’Agenzia provinciale per la protonterapia di Trento , il prof Renzo Leonardi ha annunciato: “Parte con oggi la realizzazione del centro di Protonterapia oncologica in Trentino. Nel palazzo della Provincia autonoma di Trento è stato firmato stamani il contratto per la realizzazione della struttura, nell’ambito di uno schema innovativo di partenariato pubblico-privato”.&lt;br /&gt;La Provincia Autonoma di Trento ha istituito l’Agenzia per la Protonterapia oncologica sin dal 2004 e in questi anni ha procurato di individuare le aziende che costruiranno l’impianto. “Fra quattro anni, quindi al collaudo, la Provincia verserà una cifra di circa 80 milioni, cifra comprensiva dei costi di finanziamento e delle spese finanziarie delle società” – aggiunge il direttore dell’Agenzia -. “La rata annuale per spese di manutenzione e di operatività che la Provincia verserà dall'entrata in funzionamento della struttura e per 15 anni è calcolata essere di circa 5,9 milioni massimi.”&lt;br /&gt;L’impianto sarà realizzato da un’azienda belga e potrà trattare a regime 1000 pazienti all’anno. Molti di più di quanti ne proverrebbero dal solo Trentino. È chiaro che la regione Trentino si pone come polo di attrazione per una futura migrazione sanitaria.&lt;br /&gt;Nel 2010 entrerà in funzione anche il centro di terapia con protoni e ioni carbonio di Pavia, anche questo frutto di una sinergia pubblico privato. Il centro lombardo è costato più di 200 milioni di euro e attrarrà pazienti da tutta Italia. I protoni e gli ioni sono utilizzati nella radioterapia dei tumori in pochi centri altamente tecnologici del Giappone, degli USA e dell’Europa centro settentrionale.&lt;br /&gt;Il vantaggio per gli ammalati sarà costituito soprattutto dalla possibilità di concentrare la dose di radiazioni nel tumore con un risparmio quasi totale dei tessuti sani. E ciò comporterà che al tumore si potranno erogare dosi più elevate, con maggiore possibilità di distruggerlo, ed ai tessuti sani dosi irrisorie senza più le complicanze immediate e tardive della radioterapia con fotoni ed elettroni oggi disponibile.&lt;br /&gt;Può la Puglia (ed il Sud) non rimanere al palo in tema di innovazione tecnologica e rompere la tradizione che la vede tributaria di malati e di intelligenze verso le regioni del Nord nel campo delle cure più avanzate?&lt;br /&gt;A fine novembre scorso è stato presentato un progetto industriale per la realizzazione di un centro di protonterapia nella nostra regione. La Itel Telecomunicazioni di Ruvo di Puglia e la ADAM di Ginevra sono pronte a realizzare un acceleratore di protoni per la cura dei tumori. La proposta è stata avanzata alla Regione Puglia e attende di essere formalizzata.&lt;br /&gt;Si tratta di un progetto italiano che potrà essere realizzato a costi molto più contenuti rispetto a quelli finora necessari grazie all’introduzione di particolari innovazioni sul sistema di accelerazione e di movimentazione del paziente. Ma soprattutto la realizzazione in Puglia di un centro di protonterapia farebbe risparmiare nei prossimi anni alla sanità regionale i costi per le cure dei pugliesi nei centri di Pavia e Trento, che avranno sicuramente basato parte dei loro piani economici anche sul prevedibile afflusso dei nostri ammalati.&lt;br /&gt;Presto i vantaggi in termini di maggiori successi e minori complicanze delle cure con protoni giungeranno a conoscenza, grazie anche alla “rete”, di tanti ammalati che pretenderanno, giustamente, le cure migliori. Ma i vantaggi di un centro di protonterapia in Puglia non sarebbero rappresentati solo dalla miglior qualità delle cure e dai maggiori risparmi sulla mobilità passiva. Si richiederanno infatti nella fase di progettazione, costruzione, gestione e sviluppo del nuovo Centro le competenze di ingegneri, fisici, tecnologi, economisti, statistici, sociologi, biologi, medici, farmacologi; saranno necessarie interazioni con le Università, gli enti pubblici di ricerca come l’Enea ed il Cnr, nonchè le aziende private già presenti sul territorio.&lt;br /&gt;La Puglia sarebbe meta di pazienti bisognosi di questa speciale terapia e dovrebbe curare l’accoglienza delle loro famiglie. Un’ occasione da non perdere da molti punti di vista, “altrimenti – come dichiarò il Presidente di Itel, Leonardo Diaferia – la Spagna ci aspetta a braccia aperte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maurizio Portaluri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto l'Assessore alla Sanità della Puglia, prof Tommaso Fiore, mentre ascolta gli interventi al convegno di presentazione del progetto di un acceleratore di protoni presso la Itel di Ruvo di Puglia il 21 novembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-1805945996455926658?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/1805945996455926658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/12/protonterapia-sempre-ultimi-al-sud.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1805945996455926658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1805945996455926658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/12/protonterapia-sempre-ultimi-al-sud.html' title='PROTONTERAPIA: SEMPRE ULTIMI AL SUD?'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SzUaGe7sSuI/AAAAAAAAAB4/MdJ7ocQ2PWU/s72-c/index_011_001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-33728277469804406</id><published>2009-12-05T06:26:00.000-08:00</published><updated>2009-12-05T06:30:01.443-08:00</updated><title type='text'>LA CONTRACCEZIONE DIVENTA “BIO”: ARRIVA IN ITALIA LA PRIMA PILLOLA NATURALE</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;                         &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt; La Società Italiana dei Medici di Medicina Generale informa che da Settembre 2009 è disponibile anche in Italia la prima pillola disegnata intorno alla donna. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Naturale, perché rilascia l’estradiolo, lo stesso estrogeno prodotto dal corpo femminile. “Bio” perché, dopo mezzo secolo di ricerche, si è sostituito il derivato sintetico, l’unico utilizzato finora, con una sostanza esattamente identica a quella rilasciata normalmente dall’organismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt; Si tratta di una pillola che apre nuovi orizzonti per tutte le donne in età fertile. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Il buon controllo del ciclo mestruale, abbinato ad un’elevata sicurezza contraccettiva, ad un’alta tollerabilità e al ridottissimo impatto metabolico, la rendono infatti una valida scelta a tutte le età. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Agisce con un mix a dosaggio flessibile di estradiolo valerato e dienogest, un progestinico già ampiamente impiegato con successo per il suo potente effetto sull’endometrio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Ogni confezione è composta da 28 compresse: 26 a base dei due ormoni, variamente combinati, più due placebo, così da assicurare un’assunzione continuativa e ridurre le dimenticanze. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Questa pillola si presenta quindi come una nuova opzione anticoncezionale che risponde alle perplessità di chi, oltre l’80% delle italiane, è tuttora restio verso la pillola. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Sono proprio la variabilità del dosaggio e la combinazione con il dienogest ad aver permesso a questa nuova pillola di riuscire dove tutti i precedenti tentativi avevano fallito. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Fino ad oggi infatti, utilizzare l’estradiolo, l’ormone che il corpo riconosce come proprio, era risultato impossibile poiché non assicurava un sufficiente controllo del ciclo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;Questa nuova pillola rappresenta il capostipite di una nuova classe di estroprogestinici per via orale, con potenzialità del tutto peculiari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt; La protezione da gravidanze indesiderate è garantita e pari a quella delle altre pillole oggi in commercio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);" &gt;I principali vantaggi extra-contraccettivi riguardano invece la migliore stabilità ormonale grazie al minore intervallo senza ormoni (solo 2 giorni invece dei 7 delle pillole “convenzionali”), il controllo del ciclo in particolare in caso di mestruazioni abbondanti, prolungate o frequenti - con un ridotto numero di giorni di sanguinamento e flussi più brevi e più leggeri - e un minor impatto metabolico, proprio perché l’estrogeno utilizzato è quello che il corpo femminile conosce da millenni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table style="color: rgb(51, 51, 51); text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" border="0" width="756"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="430" valign="top"&gt;&lt;table align="center" bgcolor="#000066" border="0" cellpadding="2" cellspacing="2" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="testo" height="6" valign="top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;style&gt; BODY {SCROLLBAR-FACE-COLOR: #FFFFFF; SCROLLBAR-HIGHLIGHT-COLOR: #FFFFFF; SCROLLBAR-SHADOW-COLOR: #000066; SCROLLBAR-3DLIGHT-COLOR: #000066; SCROLLBAR-ARROW-COLOR:  #000066; SCROLLBAR-TRACK-COLOR: #FFFFFF; SCROLLBAR-DARKSHADOW-COLOR: #FFFFFF; } &lt;/style&gt; &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!-- TextRollover-1 --&gt; a:link { color:#FFFFFF; text-decoration:none} a:visited { color:gold; text-decoration:none} a:hover { color:gold; text-decoration:none; cursor:hand} a:active { color:#FFFFFF; text-decoration:none} &lt;/style&gt; &lt;link rel="stylesheet" href="http://www.brundisium.net/approfondimenti/news.css" type="text/css"&gt; &lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-33728277469804406?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/33728277469804406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/12/la-contraccezione-diventa-bio-arriva-in.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/33728277469804406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/33728277469804406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/12/la-contraccezione-diventa-bio-arriva-in.html' title='LA CONTRACCEZIONE DIVENTA “BIO”: ARRIVA IN ITALIA LA PRIMA PILLOLA NATURALE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-9034411744609859946</id><published>2009-10-25T13:32:00.000-07:00</published><updated>2009-10-26T05:09:35.326-07:00</updated><title type='text'>I SOLDI DEL CARBONE AI CITTADINI: SAVONA CHIAMA BRINDISI E CIVITAVECCHIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SuWQgfaNgvI/AAAAAAAAABw/g0bSLAKn2GM/s1600-h/091023_SAVONA.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396878616335057650" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SuWQgfaNgvI/AAAAAAAAABw/g0bSLAKn2GM/s200/091023_SAVONA.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Alle 21 di venerdì 23 ottobre il teatro Chiabrera di Savona, inaugurato nel 1853, è quasi pieno in ogno ordine di posti. A convocare la cittadinanza è un'associazione ONLUS (unitiperlasalute di Vado Ligure, vedi il suo blog) senza appartenenze politiche. Oltre me c'è il dott. Ghirga, pediatra di Civitavecchia, ed il dott. Trucco, presidente dell'Ordine dei Medici di Savona.&lt;br /&gt;Comincio io con lo studio di mortalità dello spagnolo Garcia-Perez che dimostra come intorno alle centrali a carbone si muore di più di tumori al polmone, al laringe ed alla vescica. Continuo con lo studio del californiano William Grant sull'aumento di decessi del 6% intorno alle fonti di inquinamento. Poi illustro gli studi con gli effetti sui neonati da madri esposte all'inquinamento da carbone nei primi due mesi di gestazione: basso peso alla nascita, minore lunghezza. E ancora con gli studi sul sangue del cordone ombelicale dei neonati intorno alle centrali al carbone, con una elevata quantità di addotti DNA-IPA (Idrocarburi policiclici aromatici cioè cancerogeni) presagio di maggior rischio di tumori nell'età adulta. Lo studio dei ricercatori brindisini del CNR sull'aumento di decessi e ricoveri per malattie cardiorespiratorie nei giorni seguenti l'innalzamento degli inquinanti nell'aria. Poi parlo del mercurio che viene fuori dalle centrali a carbone. Illustro gli studi in Serbia sulla radioattività intorno alle centrali. I 700 presenti seguono come se stessero a vedere il film dell'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi parla Ghirga con gli studi sui ritardi nello sviluppo del sistema respiratorio dei bambini in aree inquinate. Spiega che il 50% dell'inquinamento dipende dalle emissioni industriali. Chiarisce come mai i valori dichiarati nel registro INES dalle industrie non corrispondono ai volumi di combustibile bruciati e di acqua emessa da loro stessi dichiarati. Come si perda un punto di Quoziente Intellettivo nei bambini in aree inquinate. Utilizzando un modello proposto dalla Comunità Europea, calcola il valore dei danni provenienti ad un territorio che ospita una centrale a carbone. Per 20 anni di esercizio ci sono danni per 200 milioni per i decessi e di 10o milioni per le malattie. Infine la proposta. Più malattie significa più bisogno di cure. Con i tempi di attesa del SSN si rischia di non curarsi. I soldi dei gestori non agli Enti locali ma ai singoli cittadini per fare un'assicurazione di malattia. La California non costruisce più centrali a carbone e non compra energia elettrica da centrali a carbone &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E' la volta del Presidente dell'Ordine dei Medici che non si spiega come sia possibile assumere decisioni su impianti così impattanti sulla salute pubblica senza sentire i medici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uniti per la salute sostiene che 1,5 milioni di tonnellate di carbone bastano a fare una strada che va e torna da Vado Ligure a Liverpool. Mi chiedo dove si andrebbe con i nostri 8 milioni. Non esiste al mondo una concentrazione di quasi 5000 MW come quella di Brindisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è tempo di mettere in chiaro molte questioni, altro che convenzioni. Mi dico tornando a Brindisi dall'assemblea di Savona.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-9034411744609859946?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/9034411744609859946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/10/i-soldi-del-carbone-ai-cittadini-savona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/9034411744609859946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/9034411744609859946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/10/i-soldi-del-carbone-ai-cittadini-savona.html' title='I SOLDI DEL CARBONE AI CITTADINI: SAVONA CHIAMA BRINDISI E CIVITAVECCHIA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SuWQgfaNgvI/AAAAAAAAABw/g0bSLAKn2GM/s72-c/091023_SAVONA.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-2326036531018510621</id><published>2009-10-11T09:56:00.000-07:00</published><updated>2009-10-11T10:05:07.699-07:00</updated><title type='text'>BRUCIARE FA SEMPRE MALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/StIPgvYuuKI/AAAAAAAAABo/LnvKclNXZxo/s1600-h/caduto2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/StIPgvYuuKI/AAAAAAAAABo/LnvKclNXZxo/s200/caduto2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391388759066327202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;                          &lt;table style="color: rgb(0, 0, 0);" align="right" bgcolor="#ffffff" border="0" cellpadding="1" cellspacing="0" width="10"&gt;                         &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                            &lt;td&gt;                              &lt;table bgcolor="#003399" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;                               &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                                  &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;                               &lt;/tr&gt;                             &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;                           &lt;/td&gt;                         &lt;/tr&gt;                       &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; I brindisini se ne saranno sicuramente accorti che in questi giorni di assenza di vento l’aria in città era irrespirabile. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Giungendo a Brindisi da qualsiasi direzione si notava una cappa grigiastra sulla città ed i focolai di combustione, quelli industriali e quelli agricoli, emettevano colonne di fumo che ristagnavano nella parte bassa dell’atmosfera. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Fortunatamente gli impianti di riscaldamento ed i caminetti non erano ancora accesi e la centrale a carbone di Brindisi Nord era ferma.&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Storicamente la combustione del carbone è stata associata a sintomi respiratori e mortalità in relazione a brevi periodi di elevate emissioni. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il più famoso di questi episodi accadde a Londra nel 1952 quando, per il verificarsi di un fenomeno climatico noto come inversione termica, si registrò un sorprendente aumento dei decessi. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nell’inversione termica accade che l’aria degli strati inferiori dell’atmosfera, la quale normalmente dal suolo sale verso l’alto per effetto del suo riscaldamento a terra, rimane invece al suolo. Viene così impedito ogni rimescolamento verticale e le polveri sottili e gli inquinanti persistono vicino al terreno. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;A Londra il fenomeno fu attribuito alla persistenza a terra degli inquinanti prodotti dalla combustione di carbone. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Molti altri episodi simili sono descritti nella storia come a Meuse Valley in Belgio nel 1930, a Donora in Pennsylvaniain e negli anni ’70 e ’80 a Philadelphia, Steubenville, Santa Clara, St. Louis, Utah valley, Detroit, eastern Tennessee. &lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per verificare se questa associazione tra aumento del particolato in aria ed i decessi non fosse casuale, Joel Schwartz , Professore all’Harvard University di Boston, ha esaminato a Philadelfia i decessi dei giorni con massimo inquinamento con quelli avvenuti nei giorni in cui si è registrato il minimo inquinamento. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nei giorni con elevata concentrazione di particolato il rischio di morte per la popolazione esposta aumentava dell’8%. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I decessi per broncopatie croniche aumentavano del 25% e quelle per polmonite del 13%. In aumento anche i decessi per infarto miocardico ed ictus. In giornate come queste è meglio chiudersi in casa o allontanarsi dai centri urbani, soprattutto per cardiopatici e broncopneumopatici. &lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Tutti i processi di combustione contribuiscono ad aumentare il rischio di decesso a breve termine. Ovviamente anche il traffico urbano, i termovalorizzatori e le cantrali a biomasse. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La quantità di sostanze pericolose a breve e a lungo termine che fuoriescono dai processi di combustione è notevole ed è molto difficile testare singolarmente ogni agente inquinante. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per fare ciò, i tossicologi, gli esperti che si occupano degli effetti sull’uomo delle sostanze chimiche, mettono a contatto con cavie misture estratte dalle diverse emissioni. Oppure, dosano nel sangue, nelle urine e nei tessuti delle persone esposte, sostanze che esprimono il passaggio dell’inquinante nell’organismo umano. Un po’ come è avvenuto per la diossina a Taranto, che oltre ad essere trovata in eccesso nel formaggio prodotto col latte degli ovini pascolati nei pressi dell’acciaieria, è stata rinvenuta in elevate quantità anche nell’uomo. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Nel caso di Brindisi sarebbe possibile testare la presenza nell’organismo umano di idrocarburi policiclici aromatici e loro derivati nonchè di altre sostanze “spia” del contatto con inquinanti, confrontandola con i valori di esposizione agli stessi.&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Dopo lo studio di Maria Serinelli ed Emilio Gianicolo, ricercatori del CNR, sui decessi a Brindisi in rapporto ai valori giornalieri degli inquinanti, quello della ricerca di questi ultimi nell’organismo delle persone più vicine alle fonti di inquinamento è il passo successivo assolutamente necessario. &lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Recentemente la Regione Puglia ha finanziato un progetto triennale, promosso dall’Ares e dalla ASL di Brindisi, destinato alla realizzazione di studi mirati a valutare il rischio correlato all’esposizione di inquinanti ambientali nella provincia di Brindisi in relazione a presenze industriali ad alto rischio di inquinamento.&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Ma oltre le ricerche e gli studi sarebbe necessario mettersi intorno ad un tavolo per un programma di realistica riduzione delle emissioni da combustione, da qualunque fonte provengano. Sarebbe un’azione politica ad elevato impatto sanitario. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-2326036531018510621?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/2326036531018510621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/10/bruciare-fa-sempre-male.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2326036531018510621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/2326036531018510621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/10/bruciare-fa-sempre-male.html' title='BRUCIARE FA SEMPRE MALE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/StIPgvYuuKI/AAAAAAAAABo/LnvKclNXZxo/s72-c/caduto2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-1082739109985818352</id><published>2009-08-21T06:12:00.001-07:00</published><updated>2009-08-21T06:20:12.959-07:00</updated><title type='text'>LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE ON. NICHI VENDOLA SUI MORTI ED I MALATI NEI PETROLCHIMICI PUGLIESI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/So6efC9vp5I/AAAAAAAAABg/FYv7ddoan-s/s1600-h/090106_porto1.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/So6efC9vp5I/AAAAAAAAABg/FYv7ddoan-s/s200/090106_porto1.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372405661708560274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/So6dioBs84I/AAAAAAAAABY/WcZb1jz9TJo/s1600-h/090106_porto1.JPG"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" border-collapse: collapse;  font-family:arial;font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Egregio Presidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il 1° dicembre scorso alcune associazioni impegnate nella tutela della&lt;br /&gt;salute dentro e fuori i luoghi di lavoro (Salute Pubblica e Medicina&lt;br /&gt;Democratica) hanno indirizzato anche a Lei, insieme ad una lunga serie&lt;br /&gt;di autorità con competenza in materia sanitaria nella nostra regione&lt;br /&gt;(l’Assessore alle Politiche della Salute,i Sindaci di Brindisi e&lt;br /&gt;Manfredonia, i Presidenti delle Province di Brindisi e Foggia ed i&lt;br /&gt;relativi Direttori Generali delle ASL Provinciali, il Direttore&lt;br /&gt;dell’Arpa, , i Presidenti degli Ordini dei Medici), una articolata&lt;br /&gt;lettera perchè si richiedesse, sulla base di recenti evidenze&lt;br /&gt;scientifiche, all'Istituto Superiore di Sanità di rianalizzare gli&lt;br /&gt;studi di mortalità sui lavoratori dei petrolchimici di Brindisi e&lt;br /&gt;Manfredonia, dai quali si sono ricavate sinora informazioni&lt;br /&gt;erroneamente rassicuranti. La rianalisi degli studi sarebbe di grande&lt;br /&gt;interesse per quei lavoratori esposti ed ancora in salute che&lt;br /&gt;potrebbero beneficiare di misure di prevenzione.&lt;br /&gt;A questa lettera l’unico ad aver dato risposta è stato il Direttore&lt;br /&gt;Generale dell’ARPA, il Prof Giorgio Assennato, il quale ha espresso la&lt;br /&gt;propria disponibilità a sostenere l'Assessorato alle Politiche della&lt;br /&gt;Salute e le ASL di Brindisi e Foggia nella rianalisi degli studi sui&lt;br /&gt;lavoratori dei petrolchimici di Brindisi e Manfredonia condividendo le&lt;br /&gt;ragioni della richiesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggior chiarezza mi sembra utile ricordarLe che le due&lt;br /&gt;associazioni nel dicembre scorso avevano denunciato importanti&lt;br /&gt;inesattezze metodologiche negli studi condotti in sede giudiziaria&lt;br /&gt;sulle popolazioni lavorative di Brindisi e Manfredonia, al punto che i&lt;br /&gt;lavoratori apparivano in condizioni di salute migliore della&lt;br /&gt;popolazione generale. In realtà il confronto non andava eseguito con&lt;br /&gt;la popolazione generale ma con gruppi di lavoratori meno esposti o&lt;br /&gt;niente affatto esposti nello stesso stabilimento. Di questo si è già&lt;br /&gt;accorta la Procura della Repubblica di Venezia che ha disposto la&lt;br /&gt;rianalisi dello studio di Porto Marghera rilevando nei lavoratori&lt;br /&gt;esposti 80 decessi in più per tutte le cause rispetto alle attese.&lt;br /&gt;Purtroppo le decine di migliaia di famiglie che hanno negli ultimi&lt;br /&gt;decenni avuto un congiunto a lavoro nei due petrolchimici pugliesi,&lt;br /&gt;non solo hanno visto assolti o prosciolti i responsabili degli&lt;br /&gt;impianti dalle accuse di&lt;br /&gt;aver provocato le malattie ed i decessi dei loro cari, ma non&lt;br /&gt;hanno neppure potuto giovarsi delle competenze messe a disposizione&lt;br /&gt;dell’ARPA Puglia (pensi alle attese in campo risarcitorio ed&lt;br /&gt;assicurativo) perché nessuna delle Autorità interpellate dalle&lt;br /&gt;associazioni in questione ha finora richiesto all’Istituto Superiore&lt;br /&gt;di Sanità il data-base delle due coorti esaminate a Brindisi e&lt;br /&gt;Manfredonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scrivo pertanto per sollecitare una Sua concreta iniziativa in&lt;br /&gt;risposta alla proposta delle associazioni ed alle attese delle&lt;br /&gt;famiglie dei lavoratori dei petrolchimici pugliesi, attraverso la&lt;br /&gt;richiesta delle basi di dati all’Istituto Superiore di Sanità in modo&lt;br /&gt;che possano essere rianalizzate dall’ARPA Puglia e dalle Unità di&lt;br /&gt;Epidemiologia delle ASL interessate secondo i criteri accennati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo di un suo positivo riscontro, porgo distinti saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-1082739109985818352?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/1082739109985818352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/08/lettera-aperta-al-presidente-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1082739109985818352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1082739109985818352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/08/lettera-aperta-al-presidente-della.html' title='LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE ON. NICHI VENDOLA SUI MORTI ED I MALATI NEI PETROLCHIMICI PUGLIESI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/So6efC9vp5I/AAAAAAAAABg/FYv7ddoan-s/s72-c/090106_porto1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-8832528388512794471</id><published>2009-08-15T03:02:00.000-07:00</published><updated>2009-08-15T03:07:22.335-07:00</updated><title type='text'>CHI DIFENDERA’ IL MALATO DALLA MEDICINA?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SoaIvT63E9I/AAAAAAAAABQ/QJDT5UCQIxw/s1600-h/congressomd.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SoaIvT63E9I/AAAAAAAAABQ/QJDT5UCQIxw/s320/congressomd.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5370129952068277202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’abbondante cronaca giudiziaria di questi mesi estivi vede la Puglia teatro di numerose vicende di corruzione politica e gestionale interessanti il vasto campo della sanità e dei rifiuti. Nei confronti delle indiscrezioni emerse, attraverso la pubblicazione di stralci di intercettazioni e delle relative ricostruzioni di intrecci politico affaristici, si sono levate veementi le difese degli interessati o di chi, a diverso titolo, si è sentito o è stato mediaticamente e politicamente  coinvolto nonché le difese o gli attacchi dei commentatori. &lt;br /&gt;Dal dibattito sviluppatosi intorno alle tristi vicende di cui le indagini si sono interessate non è sinora emersa una difesa altrettanto energica dell’interesse maggiormente colpito dai fatti descritti dagli organi di informazione e cioè quello dei cittadini ed in particolare quello dei cittadini ammalati. Si sa, quelli degli ammalati sono, al di là della retorica dei paladini di turno, interessi molto deboli a confronto di quelli delle professioni sanitarie, dell’industria biomedica e della classe politica. L’ordine di elencazione non è casuale ma corrisponde a quella che riteniamo la rispettiva capacità di condizionamento da parte dei tre poteri sul servizio sanitario pubblico, almeno su quel che rimane di veramente pubblico di questo patrimonio comune. Ma proprio tale debolezza ci preoccupa giacché ci pare anche esaurita la stagione dei movimenti di tutela dei diritti del malato, i quali, assorbiti come sono stati in ben strutturati e legiferati organismi istituzionali, hanno ridotto il loro ruolo di critica ad aspetti logistico-organizzativi che per nulla intaccano il nucleo storico del problema della tutela della salute, il quale è un nucleo tutto esprimibile in rapporti di potere tra gli attori del sistema sanitario e che,  per semplicità e per chiarezza, possiamo indicare anche nel rapporto tra la medicina ed il potere.&lt;br /&gt;Per non rimanere nel pur sempre necessario carattere generico delle analisi, cercheremo di entrare nel merito facendo riferimento a fatti concreti come le “protesi fetenti” che abbiamo appreso essere state impiantate in inconsapevoli pazienti chissà per quanto tempo ed in quale quantità. Fenomeno portato a conoscenza dell’opinione pubblica pugliese in queste settimane ma scoperto anche in Lombardia lo scorso anno in una struttura privata, peraltro appartenente ad un gruppo sanitario religioso che si appresta ad operare anche in Terra d’Otranto. A dimostrazione che la difesa del malato da suprusi e raggiri non è solo questione di gestione pubblica o privata né crediamo che sia una questione imputabile solo a comportamenti criminali  di singoli. Se la medicina risponde ai comandi dell’industria e la politica non sa piegarla agli interessi della gente che dovrebbe rappresentare, per l’ammalato non c’è scampo, subirà interventi sanitari dettati da interessi a lui estranei. Né risulteranno risolutivi provvedimenti di contenimento di spesa quali soli sono stati sinora proposti dagli addetti ai lavori.&lt;br /&gt;Lo stesso ragionamento vale per la prevenzione, quella vera, quella cioè che previene le malattie. Se la medicina sarà sospinta dai finanziamenti industriali solo a curare ed il potere politico non finanzierà la ricerca per prevenire, avremo sempre più ammalati e sempre più cure, non importa se di incerta efficacia.&lt;br /&gt;Si pensi inoltre all’esplosione del ricorso alla diagnostica radiologica con radiazioni ionizzanti pur in presenza di una altrettanto efficace diagnostica non ionizzante e, quindi, non cancerogena. Il cittadino avrebbe diritto ad una migliore informazione. Invece anche ai sani si propongono pacchetti diagnostici di dubbia utilità e di probabile nocività nell’indifferenza o nell’ignoranza delle autorità sanitarie.&lt;br /&gt;E allora chi aiuterà il povero ammalato? Esiste una qualche possibilità che la scienza medica si metta ad esclusivo servizio dei suoi interessi  come quello di non ammalarsi per cause esogene rimuovibili e di ricevere solo le cure assolutamente necessarie ed efficaci? Risulta evidente il conflitto tra l’interesse del cittadino e della collettività e quello della medicina, nella sua prevalente e storica rappresentazione. Né si può ritenere che i rapporti di forza potranno essere capovolti all’interno di un incontro individuale che persino  gli arredi di ambulatori e reparti significano nella sua cruda dimensione: il malato disteso, il medico in piedi. Dovrebbe essere la politica a piegare la medicina al servizio della collettività ma di questo non vediamo traccia nè nei discorsi nè nei comportamenti attuali.&lt;br /&gt;Dovranno, in definitiva, i cittadini stessi assumere questo irrisolto problema politico e difendersi dalla medicina e non banalmente dalla “malamedicina”, scorciatoia mediatica quest’ultima per nascondere i sopraccennati conflitti di interesse. I rapporti di forza attuali nella società non fanno sperare in una riemersione degli interessi dei cittadini più indifesi nei confronti della medicina. È possibile tuttavia che questo problema trovi in un prossimo futuro la sua sede naturale nei movimenti spontanei che, pur senza i riflettori dell’informazione, stanno seriamente operando al Sud, come anche in Puglia, sui temi delle discariche, della invasione eolico-solare, delle centrali a biomasse, del carbone e degli inquinanti ambientali, a condizione che ne comprendano la strettissima affinità con le loro lotte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-8832528388512794471?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/8832528388512794471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/08/chi-difendera-il-malato-dalla-medicina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8832528388512794471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8832528388512794471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/08/chi-difendera-il-malato-dalla-medicina.html' title='CHI DIFENDERA’ IL MALATO DALLA MEDICINA?'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SoaIvT63E9I/AAAAAAAAABQ/QJDT5UCQIxw/s72-c/congressomd.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7318973829556293963</id><published>2009-06-28T11:29:00.000-07:00</published><updated>2009-06-28T12:00:02.946-07:00</updated><title type='text'>SENZA INCENTIVI NESSUNA EFFICIENZA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/Ske6_lf3pNI/AAAAAAAAABI/-GPVe46yqlw/s1600-h/FANNULLONI_PISA.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/Ske6_lf3pNI/AAAAAAAAABI/-GPVe46yqlw/s320/FANNULLONI_PISA.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352452283713430738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alla fine del corso di medicina palliativa che abbiamo organizzato a Brindisi, chiacchieravo con Giovanni Elia, il medico italiano, esperto in cure palliative, che dirige un Hospice a San Diego (USA) e che ha animato le due giornate di studio da noi intitolate per l'appunto "italo-americane". Dai medici americani vogliamo sempre sapere quanto guadagnano e con mia sorpresa Giovanni mi ha detto: "la mia soddisfazione proviene dai pazienti che vedo: o ne vedo 2 o ne vedo 100 il mio guadagno non cambia". Sembrerebbe un'eccezione nel panorama americano, ma non è proprio così. Poi, raccontando le mie difficoltà ad ottenere risposte veloci dal supporto amministrativo della mia ASL (personale, apparecchiature, riparazioni, piccole forniture ecc), mi ha detto."Da noi gli amministrativi guadagno sui risparmi e sulla efficienza che riescono a realizzare. Se non c'è un incentivo, è difficile ottenere efficienza". Quindi, medici  ben pagati che non hanno bisogno di ricorrere alla libera professione per raggiungere un reddito di tutta tranquillità, impiegati stimolati a far funzionare la struttura. Ai medici basterebbe anche dare riconoscimenti di altro tipo: possibilità di effettuare visite di formazione in centri specilizzati una volta l'anno, libri e riviste per aggiornarsi. Giovanni può stare fuori dalla sua struttura per due mesi all'anno per finalità di aggiornamento. Quello che Giovanni mi ha anche detto e che devono sapere i miei lettori, è che il suo contratto è comunque a tempo determinato e che, se la struttura in cui opera non raggiunge gli obiettivi economici ed assistenziali, alla scadenza non gli verrà rinnovato.&lt;br /&gt;Le cronache di questi giorni ci dicono invece che in Italia la politica che governa la sanità ed il management dalla stessa espresso non si curano affatto del raggiungimento di obiettivi assistenziali ed economici. I medici che vogliono ben operare non hanno nessun incentivo e riconoscimento, per questo capita che le strutture a loro affidate non funzionino e a questo non sembra esserci alcun rimedio. I sindacati chiedono aumenti ed incentivi a pioggia, per chi lavora e per chi non lavora. Tutto questo genera sprechi ai danni delle tasche dei cittadini. L'esperienza pugliese ha dimostrato che i metodi di governo sono sempre gli stessi chiunque giunga al potere. Per questo forse alle prossime lezioni servirebbero dei partiti tematici. Me ne vengono in mente due: "Per una buona sanità" e "contro discariche e inceneritori". Naturalmente non sarò candidato, ho troppi pazienti da vedere per avere anche il tempo di fare politica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7318973829556293963?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7318973829556293963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/06/senza-incentivi-nessuna-efficienza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7318973829556293963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7318973829556293963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/06/senza-incentivi-nessuna-efficienza.html' title='SENZA INCENTIVI NESSUNA EFFICIENZA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/Ske6_lf3pNI/AAAAAAAAABI/-GPVe46yqlw/s72-c/FANNULLONI_PISA.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7927904467943225814</id><published>2009-06-26T10:19:00.000-07:00</published><updated>2009-06-26T10:30:00.669-07:00</updated><title type='text'>A VOLTE RITORNANO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SkUFM4orZPI/AAAAAAAAABA/j44JT1RMocw/s1600-h/fotomaggio2009+230.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351689451119273202" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SkUFM4orZPI/AAAAAAAAABA/j44JT1RMocw/s320/fotomaggio2009+230.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Passata la buriana elettorale alla quale ho partecipato da semplice elettore, posso riprendere i miei commenti raccontando qualche storia ai miei dieci lettori. Purtroppo racconto quasi sempre storie che mi capita di vivere in ragione del mio lavoro, ma come si fa, si racconta quel che si vive. Ieri sono stato ad Andria, una città importante della Puglia, a 150 Km dalla mia. Un'associazione ONLUS nata per ricordare una giovane insegnante morta lo scorso anno per un rarissimo tumore alla mammella, aveva indetto un concorso per la ricerca scientifica su questo tipo di cancro. Avevo risposto al bando e non senza sorpresa mi sono ritrovato tra i vincitori. Ieri si svolgeva la cerimonia di consegna della borsa di studio. Per me è stato un ritorno in quella città. Infatti dal 2005 al 2007 vi ho trascorso un periodo lavorativo non come medico ma come direttore generale della neonata asl della sesta provincia pugliese, la BAT (Barletta Andria Trani). Tra il folto pubblico c'erano molte persone con cui avevo lavorato in quei due anni e la loro presenza mi ha indubbiamente fatto molto piacere. Ho lasciato quell'incarico volontariamente perchè mi sembrava che gli sforzi fatti per promuovere il servizio sanitario pubblico non fossero condivisi dai miei superiori che mi avevano nominato. Comunque quella esperienza ho raccontato nel libro "La Sanità Malata" edito da Glocaleditrice di Lecce a dicembre 2008. Per chi fosse ancora interessato a cambiare la nostra sanità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7927904467943225814?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7927904467943225814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/06/volte-ritornano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7927904467943225814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7927904467943225814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/06/volte-ritornano.html' title='A VOLTE RITORNANO'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SkUFM4orZPI/AAAAAAAAABA/j44JT1RMocw/s72-c/fotomaggio2009+230.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-7178388760644980161</id><published>2009-05-09T05:10:00.000-07:00</published><updated>2009-05-09T05:16:00.384-07:00</updated><title type='text'>LO ZIO DI LUCIA O DEGLI ERRORI IN MEDICINA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SgVznsqyJmI/AAAAAAAAAA4/PKouyfqR9zA/s1600-h/house.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333796459532920418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 239px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SgVznsqyJmI/AAAAAAAAAA4/PKouyfqR9zA/s320/house.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fonti attendibili riportano che ogni giorno in Italia 400 persone vengono ricoverate in ospedale per malattie causate dai farmaci. In gergo si chiamano effetti collaterali ma in realtà sono vere e proprie malattie causate dai medicinali assunti per curarne altre o più spesso per prevenirle. Se 400 ogni giorno sono le persone che si ricoverano perché i sintomi ed i segni delle loro malattie da farmaci sono diventati così eclatanti da non poter essere gestiti senza il ricorso ad una struttura sanitaria, non saprei dire a quanti multipli di 400 ammonti il numero di coloro che patiscono delle stesse conseguenze in forma più lieve ma altrettanto inattesa e contrariante. Già, perché uno dalla medicina si aspetterebbe solo salute e non anche nuova malattia. Negli anni ’70 un sociologo di origine austriaca (ma assolutamente apolide), Ivan Illich, coniò un termine particolare per questo fenomeno della medicina moderna: iatrogenesi, che sta per generazione (di malattia) da parte del medico o della medicina. Illich attribuiva il fenomeno alla progressiva espropriazione dell’individuo e della sua comunità della capacità di guarire con il conseguente trasferimento in una istituzione esterna di questo potere. Se una critica così radicale alla istituzione sanitaria non troverebbe oggi, come allora, molti convinti seguaci, è invece tangibile la perdita di autogestione prodotta dalla moderna medicina e dalla pressione culturale del complesso mediatico-bio -industriale nella nostra società. Basti pensare al frequente riscontro di persone in perfetto benessere che chiedono al loro medico di eseguire esami diagnostici per sapere se stanno davvero bene.&lt;br /&gt;Le malattie da farmaci non sono dovute solo alle proprietà del singolo medicinale, ma spesso alla interazione con altri farmaci oppure ad errato dosaggio. Lo zio di una mia amica, ricoverato in un ospedale di eccellenza della nostra regione per una frattura ad una vertebra causata da una caduta accidentale, è morto per una emorragia interna dovuta molto probabilmente al fatto che, anziché ridurre la terapia anticoagulante che eseguiva per una cardiopatia, se ne è aggiunta dell’altra provocandone il decesso. Che le cose si stessero mettendo male si poteva capire un po’ prima di quando si è inutilmente capito, se solo il medico di reparto avesse compreso il significato dei risultati di alcuni esami di sangue senza attendere l’allerta lanciato dal laboratorio. Per correre ai ripari la medicina ha creato una nuova disciplina, il risk management, cioè la gestione del rischio, che studiando gli errori cerca di comprenderne le cause ed individuare le correzioni necessarie per prevenirle. È un metodo nato in ambito militare che esprime senza dubbio buona volontà e desiderio di miglioramento. Tutto ciò richiederebbe una cultura degli errori che nel nostro paese non è sviluppata quanto nei paesi anglosassoni dove ogni errore importante è oggetto di analisi e discussione nello staff medico senza colpevolizzare nessuno. La gran parte degli errori in medicina sono dovuti, però, a stanchezza degli operatori, ad eccessiva confidenza con le procedure o a mancanza di controlli. Ma talora ad ignoranza dovuta non certo a mancato aggiornamento, ma ad una vastità delle conoscenze a cui la superspecializzazione e la supersettorializzazione della medicina non tengono più dietro. L’organizzazione dei nostri ospedali è ancora basata su una rigida suddivisione per discipline mentre l’ammalato ha sempre più bisogno di un’assistenza interdisciplinare. Se al letto della zia di Lucia si fosse da subito avvicinato il laboratorista esperto di coagulazione, molto probabilmente oggi sarebbe ancora tra noi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-7178388760644980161?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/7178388760644980161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/05/lo-zio-di-lucia-o-degli-errori-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7178388760644980161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/7178388760644980161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/05/lo-zio-di-lucia-o-degli-errori-in.html' title='LO ZIO DI LUCIA O DEGLI ERRORI IN MEDICINA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SgVznsqyJmI/AAAAAAAAAA4/PKouyfqR9zA/s72-c/house.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-8466650993762666324</id><published>2009-05-01T12:32:00.000-07:00</published><updated>2009-05-01T12:40:42.721-07:00</updated><title type='text'>"HOMER SIAMO NOI"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SftPXz13K_I/AAAAAAAAAAw/J-UWIo4xYpM/s1600-h/PICANO.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 65px; height: 78px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SftPXz13K_I/AAAAAAAAAAw/J-UWIo4xYpM/s320/PICANO.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330941854394821618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con questa battuta Eugenio Picano ha chiuso la conversazione nella saletta della Radioterapia di Brindisi, gremita nei suoi trenta posti inclusi quelli in piedi. Questa conferenza di Picano è stata anche l’occasione per inaugurare lo schermo al soffitto ed il proiettore di slides, attrezzatura tutta rigorosamente comprata ed installata con i soldi provenienti dalle donazioni dei pazienti all’associazione che sostiene le attività del reparto. Perché “Homer (Simpson) siamo noi”? Perché noi medici siamo i primi ad ignorare quante radiazioni ricevono i nostri pazienti e gli operatori sanitari quando prescriviamo un esame radiologico. E poiché un esame radiologico su tre è inappropriato, ciò vuol dire che un terzo della dose di radiazioni alla popolazione è inutile e concorre inutilmente ad un danno che in questo momento può essere quantificato come pari ad un dieci per cento dei tumori diagnosticati ogni anno. La lezione è durata tre quarti d’ora e spero che presto possa essere seguita sul web da tutti gli interessati. “Il paradosso dell’abbondanza”, quello della disponibilità di una gran quantità di indagini sanitarie tra cui quelle radiologiche è stato spiegato nei minimi dettagli da questo grande scienziato italiano che oggi a 50 anni dirige uno dei più importanti istituti biomedici del CNR a Pisa con un addentellato non troppo conosciuto a Lecce. Ma Eugenio Picano è noto ad una fetta del pubblico per un’altra vicenda tutta “italiana” che nel 2002 lo vide protagonista di un concorso per professore ordinario di cardiologia dove, pur avendo titoli scientifici superiori a quelli dei suoi esaminatori messi insieme, fu bocciato. Qualche tempo dopo i suoi esaminatori, tra i quali il prof Rizzon, cattedratico di cardiologia dell’Università di Bari, fu arrestato con l’altro componente della commissione con l’accusa di aver truccato il concorso. L’inchiesta fu seguita dalla giornalista Mara Chiarelli della Repubblica e i suoi articoli sono ancora consultabili sul web. Pare che l’inchiesta, a 6 anni dall’avvio, non sia ancora stata chiusa dalla Procura della Repubblica di Bari. Ma intanto Picano ha ricevuto il suo ristoro morale essendo stato scelto come guida dell’IFC-CNR.&lt;br /&gt;Dopo la sua vicenda “concorsuale” Picano ha scritto due libri. Uno umoristico sulla ricerca in Italia (“La dura vita del beato Porco”) ed uno sull’inappropriatezza degli esami esami sanitari scritto a quattro mani col medico genovese Paolo Cornaglia Ferrarsi (“Malati di spreco”) .&lt;br /&gt;Sono stato molto contento di averlo ospitato nell’ospedale di Brindisi. Anche io, pur non conoscendolo fino a qualche mese fa, mi sentivo moralmente in debito con lui e con la mia coscienza. Quando ero direttore generale della ASL Bat mi trovai a dover portare i saluti ad un congresso di cardiologi. Conoscendo la vicenda concorsuale di cui vi ho appena parlato, rimasi basito alle parole apologetiche che l’allora assessore alla sanità pugliese, Alberto Tedesco, indirizzò al prof. Rizzon presente in aula. Ora, dopo questo incontro, ho la coscienza un po’ più in pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-8466650993762666324?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/8466650993762666324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/05/homer-siamo-noi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8466650993762666324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/8466650993762666324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/05/homer-siamo-noi.html' title='&quot;HOMER SIAMO NOI&quot;'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_O0m_MBohIuM/SftPXz13K_I/AAAAAAAAAAw/J-UWIo4xYpM/s72-c/PICANO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-5905096093922431943</id><published>2009-04-27T13:11:00.001-07:00</published><updated>2009-04-29T08:42:27.652-07:00</updated><title type='text'>LA BIOLOGIA MOLECOLARE</title><content type='html'>I servizi sanitari regionali del Sud d’Italia sono, stando ad un rapporto annuale pubblicato dall’Università Tor Vergata anche nel 2009, tutti al di sotto della media italiana. Spendono troppo per il personale ma hanno meno personale di tutti, non distribuiscono tutti i soldi che ricevono dallo Stato alle ASL ma ne trattengono una fetta non piccola, gestiscono in proprio una quota più bassa di servizi sanitari delegando il resto ai privati. Spendono meno per la prevenzione. Nei loro ospedali la complessità della casisitica è molto bassa. Ogni anno continuano a perdere centinaia di milioni di euro a vantaggio delle regioni del nord perché molti meridionali continuano a preferire, quando possono, le strutture sanitarie di quelle regioni a quelle a loro più vicine. E non gli si può dare torto. A parte obiettive difficoltà delle strutture sanitarie meridionali nella comunicazione con l’utenza per far conoscere  le prestazioni erogabili e le modalità di accesso, c’è un ritardo tecnologico documentato anche dal rapporto annuale. Ci sono meno grandi macchine rispetto al nord. Un divario tecnologico che si ripercuote anche sulle attività di laboratorio. Sono rari i laboratori moderni che praticano esami di biologia molecolare con la quale soltanto oggi è possibile raggiungere diagnosi precise e terapie personalizzate.&lt;br /&gt;È un problema di soldi? Non credo. È un problema di cultura che non c’è e di incapacità della politica di contrastare l’accademia medica che al sud ha prodotto prevalentemente sanità privata a discapito di quella pubblica. La politica al sud non mostra di saper realizzare ciò che più serve ai cittadini ma solo ciò che più serve ai baroni ed alle corporazioni sanitarie. Ma i baroni e le corporazioni sanitarie non avrebbero interesse ad una sanità moderna? Sì, ma a patto che non sia nelle mani di troppi e quindi meglio niente a nessuno che tutto a tutti. Una questione di potere. E tutto ciò mentre in questi giorni a Milano Veronesi annuncia un centro interamente dedicato alla biologia molecolare, questa nuova frontiera della medicina, da costruire accanto al suo Istituto Europeo di Oncologia, entrambe ovviamente iniziative for-profit. Alcuni anni fa commentai l’annuncio del raddoppio dell’Istituto milanese mentre nella mia regione qualche sindaco sbraitava per avere un day hospital oncologico nel suo paesello. L’Istituto milanese ha raddoppiato, il paesello ha il day hospital per qualche chemioterapia, ma i nostri ammalati per le malattie più gravi continuano a viaggiare.&lt;br /&gt;Sarebbe davvero ora di interrogarli questi nostri concittadini che vanno a curarsi fuori, per conoscere le loro ragioni, nonché di misurare quanti ammalati guariscono nei nostri ospedali e non solo, come si è fatto sinora, quanti ne vengono curati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-5905096093922431943?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/5905096093922431943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/la-biologia-molecolare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5905096093922431943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/5905096093922431943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/la-biologia-molecolare.html' title='LA BIOLOGIA MOLECOLARE'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-1709476768732402894</id><published>2009-04-21T14:45:00.000-07:00</published><updated>2009-04-21T14:47:04.964-07:00</updated><title type='text'>L'APOPTOSI DI MARIA</title><content type='html'>Maria alla fine muore a casa sua, forse per un ictus, qualche mese dopo che l’avevo visitata a domicilio. I parenti erano venuti in reparto qualche mese prima, da anni aveva alcune metastasi ossee con le quali conviveva. In un passato recente qualche seduta di radioterapia le aveva giovato, il dolore era passato. Ma adesso i dolori erano ritornati da un’altra parte e visto che la prima volta quella cura aveva funzionato, i figli mi chiedevano di fare ancora qualcosa. Ma la mamma non si poteva muovere da casa. Se mi avessero prelevato dall’ospedale e riportato indietro l’avrei visitata. E così fu fatto. Il paese dista quasi un’ora dall’ospedale. Maria è sul letto ma si alza e si muove in casa con un girello. Non ricordo più quanti anni avesse. Non più giovane ma neppure decrepita. Capelli bianchi e vestito nero come le nostre donne di paese. Una vita da bracciante. Le figlie maritate e casalinghe, timide e impacciate, ascoltano le mie domande ma devo ripetermi quasi sempre. Mi dicono che è andata a trovarla una dottoressa di un’associazione di volontariato che cura a casa i malati di cancro, ha detto che ci vuole una flebo ma prima bisogna fare degli esami di sangue e lei non ha il ricettario per non pagare le prestazioni. E così ci vuole il tempo per andare dal medico di famiglia per farseli pre-scrivere. Eppoi ci vuole qualcuno che venga a casa a fare il prelievo. Chiedo se l’associazione di volontariato abbia l’infermiere. Per il momento no. Strano, penso,  eppure l’associazione oltre alle elargizioni dei benefattori riceve dalla asl milleduecento euro per ogni ammalato. E il laboratorio privato del paese? Neppure quello. Hanno chiesto alla asl più vicina un infermiere ma ancora non è venuto. Mi impegno a chiamare il giorno dopo l’ufficio competente. Conosco il medico che si occupa dell’assistenza domiciliare. Mi dice che hanno continue richieste ma la ditta che ha in appalto il servizio infermieristico per l’assistenza domiciliare non ce la fa ad intervenire subito. Mi assicura che farà di tutto per risolvere il problema. Telefono anche al medico curante che mi pone il problema se davvero quelle che si vedono alla radiografia sono metastasi visto che è passato tanto tempo. Sarebbe più tranquillo se si facesse una biopsia. Non gli rispondo neanche, lo prego di fare al più presto le ricette per gli esami di sangue.  Non ne so più niente. Dopo alcune settimane la dottoressa dell’associazione mi telefona. Ha cominciato finalmente a fare le flebo ma i dolori sono intensi, mi chiede di ricoverarla. La radioterapia non ha posti letto in questa regione e così chiedo ai medici del reparto di medicina. Tutto pieno ma se viene subito, oggi, la vigilia di Natale, lo trova, sta per uscire un ammalato. Mi dicono di avvisare il pronto soccorso che quel posto è già prenotato. Lo faccio. Richiamo i figli di Maria per comunicare la disponibilità del posto in ospedale. Ma in macchina Maria non riesce più a viaggiare. Ci vuole l’ambulanza. I figli però non ne trovano una disponibile. Il 118 non può, l’ospedale non può andare a prendere nessuno da casa. Non so cosa fare, dico ai figli. Si agitano al telefono con me, poi capiscono che non è colpa mia. Non ne so più niente. Dopo un mese la dottoressa dell’associazione mi telefona per dirmi che Maria è morta per un ictus, tra i dolori.&lt;br /&gt;Maria ha deciso di morire.&lt;br /&gt;L’apoptosi è la morte programmata di una cellula: quando subisce un danno irreparabile, si attiva un meccanismo che non la fa più replicare e muore. Se questo meccanismo è alterato la cellula impazzisce e si replica col suo danno e si trasforma in tumore. Lo stesso succede agli uomini, forse. Maria ha visto che per lei non c’era modo di lenire il dolore ed ha preferito andarsene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-1709476768732402894?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/1709476768732402894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/lapoptosi-di-maria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1709476768732402894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/1709476768732402894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/lapoptosi-di-maria.html' title='L&apos;APOPTOSI DI MARIA'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-3532886642390261560</id><published>2009-04-18T18:45:00.000-07:00</published><updated>2009-04-18T18:45:00.383-07:00</updated><title type='text'>COMINCIAMO DAI FATTI</title><content type='html'>Comincio così questa opera di commento ed informazione sulle cose che mi interessano e che forse interessano qualche decina di amici. Raccontare quello che studio e quello che penso riguardo a quanto mi capita di incontrare per lavoro o per vita sociale dal meridione di Italia all'inizio del XXI secolo mi sembra un buon esercizio di comprensione e di comunicazione. Lo spero. Gli spazi di libertà si vanno restringendo, anche comunicare diventa molto costoso. Il rumore delle TV e dei Media in generale oscura la realtà. Ecco, forse la cosa più semplice è proprio raccontare la realtà. Cercherò di fare questo senza pretendere che sia la verità. Sarà la mia verità così come verrà formandosi. Cercherò di guardare la realtà riconoscendo le lenti che di volta in voltà userò per farlo. Soprattutto mi preme dire  le cose che non vanno perchè fanno stare male molte persone. Per questo potrei apparire "negativo" o "lamentoso", "incapace di vedere le cose buone e belle".&lt;br /&gt;Devo dichiarare per forza i miei punti di partenza? i miei preconcetti? Anch'io ho una storia, una formazione, letture, simpatie per ideologie, per principi. Sono nato nel '60. Devo dire che ho cambiato opinione su molte cose nel corso degli anni. Credo che sia corretto quando il cambiamento si basa su nuove evidenze che ti hanno convinto diversamente. Lo scopo del blog non sono io ma ciò che sta succedendo in Italia ed al Sud in particolare. Cominciamo dai fatti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-3532886642390261560?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/3532886642390261560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/cominciamo-dai-fatti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3532886642390261560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/3532886642390261560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/cominciamo-dai-fatti.html' title='COMINCIAMO DAI FATTI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2056076831827073390.post-6038753251074033270</id><published>2009-04-18T10:23:00.000-07:00</published><updated>2009-04-18T10:27:00.033-07:00</updated><title type='text'>FERMIAMO L'ABUSO DI ESAMI RADIOLOGICI</title><content type='html'>MENO RADIAZIONI IN MEDICINA FAREBBERO BENE ALLA SALUTE ED ALLE CASSE DEL SISTEMA SANITARIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno in Italia sono oltre 54 milioni gli esami medici che utilizzano le radiazioni ionizzanti cioè le radiografie e le TAC. Circa uno ogni abitante. A questi si aggiungano 3 milioni di esami di medicina nucleare.  Oltre le radiazioni che provengono dal suolo e dal cosmo, negli ultimi anni la dose che si deposita nel nostro organismo a causa degli esami radiologici ha ormai raggiunto quella proveniente dalla natura. Una TAC dell’addome corrisponde a circa 500 radiografie del torace ed ad essa corrisponde un rischio di un tumore da raggi in più ogni mille esami. Gli esperti ritengono che negli ultimi anni il 10% dei tumori diagnosticati dipendano dalle radiazioni per uso medico. Purtroppo la consapevolezza di noi medici sul problema non è elevata ed ancor meno quella dei cittadini consumatori. Le leggi in materia ci sono. Un esame radiologico prima di essere eseguito deve essere “giustificato” ed essere effettuato in condizioni “ottimali”. Ciò vuol dire che non ne debba essere stato eseguito uno analogo da poco tempo, che non sia possibile eseguirne un altro in grado di fornire le stesse informazioni senza l’impiego delle radiazioni ionizzanti, che dopo l’esame richiesto il medico richiedente sappia bene cosa si farà sia in caso di esito negativo che positivo. La Regione Toscana ha approvato nel 2006 una legge con cui si impegna a far crescere la consapevolezza di cittadini e medici sull’argomento, realizzando anche le opportune verifiche e conducendo studi sulle dosi assorbite dai pazienti soprattutto bambini e  adolescenti. La Confesercenti ha condotto un’inchiesta intitolata “100 casi di spreco in Sanità” dalla quale emerge che ospedali mai terminati, prescrizioni 'a pioggia', ricoveri ed esami inutili, scarso utilizzo della tecnologia, personale medico in esubero e paramedico insufficiente rappresentano alcuni dei fattori che hanno portato, nel corso del 2005, a sprecare risorse sanitarie per un totale di 17 miliardi e 400 milioni di euro.  (circa 100 milioni è il budget annuale del nostro servizio sanitario nazionale e 6 quello della sola Puglia).&lt;br /&gt;Una campagna di formazione e di informazione sui rischi da radiazioni ionizzanti per uso medico rappresenterebbe un atto dovuto oltre che per la salute collettiva anche per le casse della nostra sanità. Una campagna che dovrebbe andare di pari passo con quella sui farmaci e sui loro effetti collaterali e con quella sulla promozione delle tecniche di immagine che non usano le radiazioni ionizzanti come la Risonanza magnetica e gli ultrasuoni.&lt;br /&gt;Nella nostra regione in questi mesi si rincorrono le richieste, le pretese ed i contenzioni per la PET-TAC in tutte le province. I cittadini dovrebbero saper che la pet tac è un’indagine moderna in grado di dare risposte a due domande: se un tumore ha già dato metastasi quando è stato diagnosticato e se una lesione sospetta dopo le cure è un tumore o meno. Ma devono anche sapere che un esame di quel tipo corrisponde a circa 1400 radiografie del torace e che esiste già un’altra metodica la quale senza usare raggi x è in grado di darci le stesse informazioni della pet-tac a costi sanitari ed economici di gran lunga inferiori. Si tratta della risonanza magnetica con diffusione total-body. Si avrebbe così anche l’enorme vantaggio di ridurre il rischio di cancro da radiazioni mediche . Si sa, per ridurre i tumori non servono tanto arance, azalee e uova di cioccolata ma meno inquinamento e meno radiazioni ionizzanti.&lt;br /&gt;Nella Puglia delle energie rinnovabili sarebbe davvero coerente e necessaria anche in sanità una scelta a favore di tecnologie diagnostiche in grado contrastare l’abuso delle radiazioni ionizzanti notoriamente in grado di provocare il cancro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2056076831827073390-6038753251074033270?l=generazione60.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://generazione60.blogspot.com/feeds/6038753251074033270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/fermiamo-labuso-di-esami-radiologici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/6038753251074033270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2056076831827073390/posts/default/6038753251074033270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://generazione60.blogspot.com/2009/04/fermiamo-labuso-di-esami-radiologici.html' title='FERMIAMO L&apos;ABUSO DI ESAMI RADIOLOGICI'/><author><name>maurizio portaluri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02238423928951613589</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/-iesLp8F2B9E/Tg2gn4qQxjI/AAAAAAAAAGU/d0gR8YnoOJg/s220/DSC_0466.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
